Un Paese UE sta per vietare i social ai minori di 15 anni

Laura Pellegrini

27 Gennaio 2026 - 11:36

Dopo l’Australia, anche un Paese europeo sta per vietare l’utilizzo dei social network ai ragazzi under 15. La misura è già stata approvata dal Parlamento.

Un Paese UE sta per vietare i social ai minori di 15 anni

Per proteggere la salute dei adolescenti e prevenire bullismo, depressione, dipendenza e altri disturbi, sempre più Paesi europei ed extra-europei si stanno interrogando sulla possibilità di vietare i social network ai minorenni. Anche l’Unione Europa ha fissato un’età minima per l’utilizzo dei social, e ad oggi diversi Paesi UE stanno valutando possibili restrizioni per i giovani.

L’Australia è stato il primo Paese al mondo ad aver introdotto il divieto di utilizzo dei social network per giovani under 16, ma ben presto anche altri governi potrebbero adottare una stretta simile. In Francia, per esempio è già stata approvata in Parlamento una legge che vieta l’utilizzo delle piattaforme per i ragazzi con meno di 15 anni.

In Italia, invece, l’uso dei social media da parte dei minorenni è regolato dal GDPR, che stabilisce un’età minima di 14 anni per iscriversi alle piattaforme social, sebbene si possa scendere a 13 anni con il consenso dei genitori.

La Francia vieta i social ai ragazzi under 15

I ragazzi con meno di 15 anni di età non potranno iscriversi e/o utilizzare i social network in Francia. Nella mattinata di martedì 27 gennaio 2026, infatti, l’Assemblea nazionale francese ha approvato la proposta di legge con 130 voti favorevoli e 21 contrari. In caso di approvazione definitiva, la Francia diventerebbe il primo Paese in Europa e il secondo Paese al mondo a vietare i social agli adolescenti dopo l’Australia, dove da dicembre è entrato in vigore il divieto per chi ha meno di 16 anni.

Subito dopo l’annuncio dell’approvazione della proposta da parte della camera bassa del Parlamento francese, il presidente Emmanuel Macron ha pubblicato un post su X: “Il cervello dei nostri figli non è in vendita. Né sulle piattaforme americane, né sulle reti cinesi”, ha scritto.

Ora la palla passa al Senato, che dovrà approvare o rigettare la proposta entro la fine di febbraio, presumibilmente. La Francia non ha intenzione di perdere tempo: il nuovo divieto potrebbe entrare in vigore già dal prossimo anno scolastico 2026/2027 per i nuovi account.
La verifica dell’età per tutti gli account già esistenti, invece, potrebbe attivarsi entro il 1° gennaio 2027, se il provvedimento dovesse ottenere il via libera anche dal Senato francese.

Cosa prevede la proposta di legge che vieta i social

Il disegno di legge approvato dall’Assemblea nazionale stabilisce che “l’accesso a un servizio di social network online fornito da una piattaforma online è vietato ai minori di 15 anni”. Sono escluse le piattaforme di messaggistica (come WhatsApp) e le altre piattaforme educative.

Una prima versione del ddl prevedeva inoltre il divieto di utilizzo dei cellulari all’interno degli istituti scolastici superiori (come già avviene per quelli inferiori), ma l’assemblea ha optato per una versione meno rigida della norma. I parlamentari hanno demandato la decisione e il regolamento sull’utilizzo dei cellulari ai singoli istituto scolastici che dovranno definire «i luoghi e le condizioni d’uso». In caso contrario, il loro utilizzo è comunque «vietato durante le lezioni e nei corridoi, ma consentito in un’area definita del cortile».

La legge in questione vieterebbe totalmente “i media che, per i contenuti condivisi o per il sistema di suggerimento dei contenuti, potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei bambini”. Stop al libero utilizzo di TikTok, Snapchat, Instagram e tutti gli altri social che spopolano soprattutto tra i giovani.

La Francia aveva già tentato di vietare i social ai minori di 15 anni in passato, ma la proposta non poteva essere applicata a causa di una normativa comunitaria. Ad oggi, invece, la discussione rimane aperta e possibile.

L’esempio dell’Australia e di altri Paesi

In Australia il divieto di utilizzo dei social per i bambini e ragazzi con meno di 16 anni è in vigore dallo scorso dicembre: secondo fonti governative, dal 10 dicembre (giorno in cui è entrata in vigore la stretta) sono stati disattivati, cancellati o rimossi circa 5 milioni di account di minori.

Anche nel Regno Unito è in corso una discussione per vietare i social agli under 16: la Camera dei Lord ha votato a favore, ma la decisione finale spetterà alla Camera dei Comuni, dominata dal Partito Laburista. Lo stesso vale per la Germania e per la Spagna, dove si discute sull’opportunità di limitare l’accesso dei bambini ai social media.

Nel nostro Paese, per il momento, non è in corso alcun dibattito pubblico ma la questione resta aperta.

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