La tua smart Tv ti spia: LG e Samsung condividono uno screenshot del tuo schermo ogni 15 secondi

Alessandro Nuzzo

5 Maggio 2026 - 19:49

Si chiama Automatic Content Recognition (ACR), il sistema presente ormai in quasi tutte le televisioni moderne in grado di tenere traccia di ciò che guardate.

La tua smart Tv ti spia: LG e Samsung condividono uno screenshot del tuo schermo ogni 15 secondi

Sono lontani i tempi in cui le televisioni erano dotate del classico tubo catodico: oggi si tratta di vere e proprie smart TV, capaci di collegarsi a Internet e dotate di app preinstallate o scaricabili. Questo ha cambiato radicalmente il modo di utilizzare il televisore, perché consente, con pochi clic, di accedere alle principali piattaforme di streaming oppure di guardare la TV tradizionale. Tuttavia, come accade per tutto l’ambiente tecnologico, soprattutto per i dispositivi connessi alla rete, esistono insidie che non tutti conoscono. Una di queste si chiama ACR, acronimo di Automatic Content Recognition. Si tratta di un sistema presente su quasi tutte le TV moderne, che traccia le abitudini di visione acquisendo schermate (fingerprinting) di ciò che guardi per poi inviare i dati ai produttori.

Questa tecnologia è in grado di catturare veri e propri screenshot dello schermo e inviarli all’azienda produttrice. Non si tratta di immagini sporadiche, ma di rilevazioni effettuate con grande frequenza, anche ogni minuto o addirittura meno. Il sistema funziona indipendentemente da ciò che si sta guardando: TV generalista, app di streaming o perfino contenuti provenienti da console di gioco come la PlayStation. In ogni caso, l’ACR può acquisire immagini e inviarle ai server per l’analisi.

Non si tratta di teorie speculative o di complotti, ma di una funzione realmente integrata nelle smart TV moderne. Nel 2024, alcuni ricercatori dell’Università di Londra, in collaborazione con l’Università di Madrid, hanno testato questa tecnologia su modelli di TV Samsung e LG, scoprendo che i dispositivi LG inviano screenshot ogni 15 secondi, mentre quelli Samsung circa ogni minuto. Tutto questo è perfettamente legale. Il motivo? Il consenso lo avete già fornito voi.

Dando il consenso la raccolta dei dati è legale

Molti si chiedono quando questo consenso venga dato: semplicemente durante la configurazione iniziale del televisore. In quel momento, la casa produttrice invita ad accettare termini e condizioni d’uso che, nella maggior parte dei casi, non vengono letti e vengono accettati automaticamente. Così facendo, si autorizza l’attivazione dell’ACR, permettendo al dispositivo di raccogliere e trasmettere dati sulle abitudini di visione.

Ma perché le aziende raccolgono queste informazioni? La risposta è semplice: per motivi economici. Il guadagno non deriva soltanto dalla vendita del televisore, ma anche dalla raccolta e dall’utilizzo dei dati degli utenti. Queste informazioni vengono impiegate per la pubblicità mirata e, in alcuni casi, vendute a broker specializzati, trasformando la smart TV in uno strumento di tracciamento particolarmente invasivo.

In Europa, gli utenti sono relativamente tutelati dal GDPR, che impone l’obbligo di informare e ottenere il consenso prima dell’attivazione dell’ACR. Tuttavia, queste clausole sono spesso inserite in lunghi testi che pochi leggono integralmente. Di conseguenza, pur essendo legale, questa pratica resta poco trasparente per molti consumatori.

Come impedire che questo accada

Per evitare che i propri dati vengano raccolti, esistono due soluzioni: disconnettere la TV da Internet, se non si utilizzano le funzionalità smart, oppure disattivare manualmente l’ACR. Le impostazioni variano da modello a modello, ma generalmente è necessario accedere al menu impostazioni, entrare nella sezione privacy o impostazioni avanzate e disabilitare le opzioni relative alla pubblicità personalizzata o alla raccolta dei dati di utilizzo.

I ricercatori hanno confermato che la disattivazione di queste funzioni impedisce completamente all’ACR di raccogliere e trasmettere informazioni, restituendo all’utente un maggiore controllo sulla propria privacy.

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