Senza attirare troppo i riflettori, la Francia sta diventando una superpotenza anche in una nuova energia pulita, e potrà fare davvero la differenza in Europa.
La Francia è il fiore all’occhiello europeo di tanti settori, tra pregi ben noti e capacità, che invece, passano in sordina. Molti ignorano che, accanto al nucleare, la Francia sta diventando una superpotenza in una diversa energia pulita. Presto Parigi potrà alimentare gigantesche navi con l’idrogeno verde, grazie all’accordo da poco concluso tra ABB e HDF Energy. Un campo a cui la Francia si interessa da anni, tanto negli sforzi per privilegiare le fonti energetiche a basso impatto ambientale quanto nell’applicazione nel settore marittimo (e non solo).
In quest’ottica, ricordiamo che alla fine del 2024 il gruppo francese Sogestran ha varato la prima nave fluviale per il trasporto merci alimentata a idrogeno. L’impegno congiunto di Sogestran e il contributo dell’Unione europea hanno permesso alla Zulu 06 di attraversare la Senna, diventando un esempio di mobilità sostenibile per buona parte della rete europea. Le vie fluviali consentono trasferimenti dal valore di oltre 80 miliardi di euro l’anno nel continente, perciò riuscire a garantire buona autonomia e rifornimento pulito alle navi è un passo cruciale per l’Europa.
Possiamo però dire di essere vicini a un ulteriore salto di qualità, combinando i vantaggi dell’idrogeno verde con la necessità delle navi marittime. Finora, infatti, questo tipo di combustibile è stato pressoché limitato a natanti sperimentali e dimostrativi di piccole dimensioni, ma si appresta a traversare gli oceani.
Il settore marittimo abbraccia l’idrogeno in Francia
Prima ancora della nuova intesa raggiunta, la Francia si è assicurata un ruolo di rilievo con l’accordo per la decarbonizzazione del settore marittimo siglato da NatPower H e HyNaval. Le competenze di NatPower H nelle infrastrutture energetiche sostenibili incontrano quelle di progettazione delle navi di HyNaval, che ha sede presso il Grande porto marittimo di Bordeaux. L’obiettivo congiunto è garantire, tra nuove produzioni e conversioni, navi marittime alimentate a idrogeno verde sicure, efficienti e con un buon margine di autonomia. A tal proposito, Andrea Minerdo, a capo di NatPower H, aveva spiegato:
Siamo entusiasti di collaborare con HyNaval per far progredire soluzioni basate sull’idrogeno che ridurranno significativamente le emissioni di Co2. Entrambe le aziende hanno una visione audace di espansione globale e la nostra rete mondiale di stazioni di rifornimento sarà rafforzata dalle località in cui HyNaval costruisce e adegua le navi. Insieme, miriamo ad accelerare la produzione della prossima generazione di imbarcazioni sostenibili.
Mentre NatPower H si occupa del rifornimento di idrogeno in tutti i passaggi necessari, l’azienda di Bordeaux ha avviato anche una collaborazione con le industrie locali per la nascita dei nuovi hub marittimi a idrogeno, puntando a ottenere almeno 20 navi a zero emissioni entro il 2030. Così, Parigi accoglie le indicazioni di Bruxelles sulla riduzione delle emissioni inquinanti, riuscendo al contempo a cavalcare l’onda per consolidare sempre di più la propria potenza energetica, guadagnando un posto nelle prime file dell’idrogeno elettrico. Quest’ultimo permetterà di alimentare non solo le navi ma anche reti e infrastrutture critiche, diventando potenzialmente una fonte essenziale in futuro.
Così l’idrogeno verde cambia la navigazione
La nuova intesa tra ABB, multinazionale elettrotecnica che si contraddistingue per l’impegno ecosostenibile, e HDF, leader nella produzione di idrogeno, è ciò che consolida la via intrapresa dalla Francia. I due partner hanno sviluppato una cella a combustibile innovativa per la produzione di energia elettrica in modo continuo, senza combustione e con una reattività compatibile con le navi marittime. Grazie all’uso di container e piattaforme modulari l’energia di rifornimento potrà essere adeguata alle dimensioni della nave, permettendo un passaggio graduale dalle strutture già esistenti e riducendo la dipendenza dalle batterie.
Se in questo vediamo l’eccellenza di HDF, però, è ad ABB che si deve il progetto che mette in funzione il tutto. Un sistema che collega celle, batterie, convertitori, motori e reti in un’architettura pensata appositamente per le grandi navi. Si tratta del Onboard DC Grid, adatta proprio alle esigenze della navigazione grazie alla riduzione delle perdite, alla distribuzione energetica e alla rapidità di variazione, indispensabile in alcune fasi della navigazione. Gli impianti pilota arriveranno già tra un paio di anni, così che la produzione abbia inizio nel 2030, partendo proprio dal massiccio impianto di Blanquefort (che prima ospitava la fabbrica Ford).
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