La Francia rischia di restare intrappolata in un circolo vizioso di deficit elevati, debito crescente e margini di manovra sempre più ridotti. Una prospettiva che preoccupa non solo Parigi.
La Francia entra nel 2026 con una finanza pubblica sempre più fragile e un quadro politico che rende difficile qualsiasi correzione di rotta. Il mancato voto del bilancio da parte del Parlamento ha costretto il governo a ricorrere ancora una volta a una legge di emergenza, che proroga automaticamente il budget dell’anno precedente.
È una soluzione tampone già utilizzata per il bilancio 2025, approvato solo a febbraio dopo mesi di stallo, con un costo stimato di 12 miliardi di euro. Ma questa volta i rischi appaiono ancora più elevati.
Il governatore della Banque de France, François Villeroy de Galhau, ha messo in guardia da una semplice trasposizione del quadro 2025 nel 2026, definendola una scelta che porterebbe a un deficit “molto più alto di quanto desiderabile”. Il messaggio è chiaro: rinviare le decisioni strutturali non fa che peggiorare una situazione già tesa, aumentando il peso del debito e la vulnerabilità del Paese sui mercati finanziari. [...]
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