Francia, partenza flop per i vaccini: solo 138 fatti, un ventesimo della Lituania

Alessandro Cipolla

31 Dicembre 2020 - 16:22

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In Francia al 30 dicembre sono stati somministrati soltanto 138 dosi di vaccino anti-Covid: una partenza a lumaca che l’Eliseo spera di recuperare a breve, ma a preoccupare è anche l’alto numero di cittadini che non intenderebbe vaccinarsi.

Francia, partenza flop per i vaccini: solo 138 fatti, un ventesimo della Lituania

In Francia la situazione legata al Covid resta sempre difficile, l’ultimo bollettino diramato parla di 26.400 nuovi contagi e 304 morti in un solo giorno con 2.654 persone attualmente in rianimazione, ma sul fronte vaccini la partenza è assolutamente a rilento.

Dopo lo scorso V-day del 27 dicembre, a tre giorni dal via della campagna nazionale risultavano vaccinate al Covid appena 138 persone, meno dell’Estonia che alla stessa data ha somministrato 884 dosi o della Lituania che è arrivata a 2.270.

Se guardiamo agli altri big dell’Unione Europea, dove si è iniziato tutti nello stesso giorno tranne in Ungheria che ha anticipato di 24 ore, la Germania finora ha vaccinato 131.000 persone, la Polonia 36.000 e l’Italia 9.800.

Una partenza a lumaca quella della Francia per quanto riguarda il vaccino che sta suscitando non poche polemiche Oltralpe, con l’Accademia Nazionale di Medicina che ha rivolto un appello all’Eliseo per accelerare in quanto non ci sarebbe più “tempo per aspettare”.

Nel mirino ci sono i ritardi a seguito delle precauzioni giudicate “eccessive” da parte del governo, che nel suo piano prevede di vaccinare soltanto un milione di persone entro febbraio, dando la precedenza agli ospiti delle Rsa.

L’obiettivo è quello di recuperare poi il ritardo vaccinando entro marzo 14 milioni di persone, ma il professore Alain Fischer responsabile del piano nazionale ha ammesso che “la logistica è complessa”.

In Francia però a spaventare sono anche i sondaggi, dove emergerebbe che solo il 44% dei cittadini sarebbe favorevole al vaccino anti-Covid, con soltanto il 13% della popolazione che si sarebbe detta certa di prendere parte alla vaccinazione.

Per questo l’Eliseo starebbe puntando in questo momento “sulla pedagogia”, il tutto per dare sufficienti informazioni ai cittadini allo scopo di aumentare l’adesione a un piano vaccinale al momento partito con il freno a mano.

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