Facebook, nuova privacy: cosa prevede davvero e condivisione dati

Facebook propone una nuova policy per la privacy: ecco che cosa prevede davvero e come sarà la condivisione dei dati.

Facebook, nuova privacy: cosa prevede davvero e condivisione dati

Facebook continua a correre ai ripari dopo tutte le accuse e gli scandali che si sono susseguiti nelle ultime settimane. Mark Zuckerberg si è scusato e ha ammesso i suoi errori, e ha così proposto una nuova privacy policy che gli utenti dovranno leggere attentamente e accettare se vorranno restare iscritti al social.

Abbiamo già visto come cambierà Facebook soprattutto dopo lo scandalo di Cambridge Analytica e le altre accuse che sono state fatte al social di Zuckerberg: ancora una volta la grande F cerca di salvare la faccia.

Sui nuovi Termini del Servizio sarà possibile trovare tutte le spiegazioni su come Facebook raccoglie, conserva e usa i nostri dati. Gli utenti avranno sette giorni per visionare la nuova policy e alla scadenza verrà chiesto loro di accettarla. Nel caso in cui le nuove condizioni non rassicurassero gli iscritti si può sempre ricorrere alla drastica soluzione di cancellarsi da Facebook.

Fare una vera comparazione tra i vecchi e i nuovi termini di servizio non è facile perché si tratta di documenti molto lunghi, ma si può di certo riassumere quali sono i cambiamenti più consistenti.

Facebook, nuova privacy: cosa cambia

Nei nuovi termini di servizio viene spiegato in maniera piuttosto semplice come e quali dati Facebook traccia e conserva, e viene anche chiarito il motivo di queste azioni.

Ci sono molte teorie sul fatto che Facebook ci spii tramite il microfono del nostro dispositivo o che conservi i dati sui nostri SMS e chiamate: la nuova policy serve proprio per fare luce su queste problematiche.

Le informazioni che otteniamo dai dispositivi sono:

  • Dettagli sul dispositivo: informazioni come il sistema operativo, il software, la carica della batteria, lo spazio disponibile nella memoria, il tipo di browser utilizzato, applicazioni, nomi e tipi di file e i plugin;
  • Le operazioni effettuate dal dispositivo: se viene aperta o chiusa una finestra nel browser, i movimenti effettuati dal mouse (che può aiutare a distinguere le persone dai bot);
  • Identifichiamo: l’ID del dispositivo, gli account utilizzati;
  • Segnali del dispositivo: bluetooth, accesso al Wi-Fi;
  • Dati delle impostazioni del dispositivo: si tratta di informazioni a cui sono stati dati i permessi, come la posizione GPS, la fotocamera e la galleria foto;
  • Connessioni e Network: informazioni come il nome del tuo operatore, la lingua utilizzata, il fuso orario, indirizzo IP e informazioni su altri dispositivi a cui è connesso il primo;
  • Cookie: i dati dei cookie all’interno del dispositivo.

Per quanto riguarda invece le conversazioni in chat, come su Messenger, Facebook ha affermato di controllare tutto ciò che viene scritto e le immagini che vengono inviate: questo per assicurarsi che non vengano violate le regole della Community e che non vi sia troppo spam. Questo tipo di rivelazione può di certo spaventare tutti quelli che vorrebbero tenere private le proprie conversazioni.

Nuova Privacy: informazioni aggiuntive

Facebook, tra le altre cose, ha finalmente messo in chiaro che WhatsApp, Oculus e Instagram fanno tutte riferimento alla “Facebook Companies” e sono state aggiunte ai termini del servizio. Questo serve anche per far capire agli utenti che questi social e app fanno parte della stessa corporazione.

Facebook vuole dimostrare di non aver bisogno dell’intervento del governo per riuscire a regolamentarsi e garantire ai propri utenti una maggiore trasparenza. La caratteristica più rilevante della nuova policy è il metodo di scrittura: il linguaggio è semplice e comprensibile da qualsiasi persona. In questo modo la grande F cerca far ritrovare agli utenti la fiducia perduta.

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