Decreto Crescita, pronta la bozza. Tutte le novità per le imprese

Decreto Crescita, pronta la bozza del testo che sarà discusso dal CdM in programma venerdì 29 marzo 2019. Importanti novità fiscali e non per le imprese, con il grande ritorno del super ammortamento.

Decreto Crescita, pronta la bozza. Tutte le novità per le imprese

Un decreto Crescita per agevolare la ripresa economica e gli investimenti per famiglie ed imprese.

Il provvedimento a firma del Ministro Tria è atteso sul tavolo del Consiglio dei Ministri di venerdì 29 marzo 2019. Sono molte le novità fiscali previste, con il possibile ritorno del super ammortamento per le imprese ma non solo.

Nella bozza del decreto Crescita arriva un nuovo bonus casa, agevolazioni per le imprese e misure di semplificazione al fine di favorire i nuovi investimenti. Tra le novità, anche alcuni correttivi alla Legge di Bilancio 2019, con il possibile addio alla mini-Ires di difficile applicazione.

Decreto Crescita, le novità: dal super ammortamento al taglio Ires per le imprese

Sono 61 le novità allo studio del Governo che compongono gli 8 capitoli del testo del Decreto Crescita 2019, fortemente voluto dal Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e che rappresenta una vera e propria manovra-bis.

L’obiettivo è quello di dare uno scossone alle imprese e ad un’economia stagnante, arrivando pronti alla data del 10 aprile 2019, quando dovrà essere varato un DEF mai come ora sotto i riflettori.

Le novità fiscali contenute nella bozza del decreto, il cui testo è atteso in CdM entro la fine della settimana, partono dalla reintroduzione del super ammortamento e proseguono con ulteriori interventi di natura correttiva rispetto a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2019.

Per alcuni versi quindi il Decreto Crescita somiglia ad un’ammissione di colpa. Sono tre al momento i correttivi alla Manovra:

  • il ripristino del super ammortamento per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2019;
  • l’obbligo di ritenuta per i datori di lavoro in regime forfettario;
  • una revisione della mini-Ires, che potrebbe essere sostituita da un taglio generalizzato per tutte le imprese che porterebbe l’aliquota dal 24 al 22,5% dal 2019 per poi arrivare nel 2022 al 20%.

Inoltre, è sempre con il Decreto Tria che il Governo potrebbe estendere le agevolazioni per favorire il rientro dei cervelli e semplificare alcuni degli incentivi fiscali rivolti alle imprese, come il Patent Box ed il bonus Ricerca e Sviluppo.

Decreto Crescita, novità anche per le famiglie: dal Fondo per i mutui ai bonus casa

Delle 61 novità previste dalla bozza di testo del Decreto Crescita, visionato dall’agenzia Adnkronos, spiccano anche le misure volte ad incentivare gli investimenti e la spesa da parte delle famiglie.

In primis, il provvedimento punta a rifinanziare il Fondo di garanzia mutuo prima casa, con ulteriori 200 milioni di euro previsti per il 2019 ma con la riduzione degli accantonamenti a copertura del rischio dal 10% all’8%.

Le novità riguarderebbero anche gli incentivi edilizi. Si parla dell’arrivo di un nuovo bonus casa rivolto alle imprese di costruzione e ristrutturazione. Nel caso di acquisto con demolizione e ricostruzione entro 10 anni sarà possibile contare sulla riduzione dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale.

Semplificazioni, inoltre, per l’ecobonus, la detrazione per i lavori volti al risparmio energetico: le ESCO, società che si occupano di fornire i servizi necessari per la realizzazione dei lavori per l’efficienza energetica, potrebbero essere equiparate ai proprietari di immobili e potranno diventare direttamente titolari delle detrazioni fiscali.

Startup, nel decreto Crescita arrivano le SIS

L’obiettivo del decreto Crescita è quello di incidere positivamente sugli investimenti di privati ed imprese, con un nuovo strumento rivolto alle nuove attività.

Tra le novità attese vi sono le SIS, società di investimento semplice che potranno investire in startup non quotate beneficiando dello sgravio totale dei redditi di capitale prodotti.

Società che per definizione nascono esclusivamente per l’investimento del patrimonio in PMI non quotate, in fase di sperimentazione, costituzione ed avvio di attività.

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