Crisi economica italiana? La colpa è anche di Francia e Germania. Il perchè lo spiega Tremonti

Giulio Tremonti torna a far parlare di sè con un libro che ripercorre le tappe dell’ingresso nell’Euro e della crisi, con accuse e retroscena.

Ricordate la famosa crisi dello spread di due anni e mezzo fa? Era il novembre 2011 e l’Italia rischiava il default. Berlusconi fu costretto a dimettersi, lo spread arrivò alla pericolosissima quota di 575 punti base e il rendimento dei BTP superò il 6%. Eravamo vicini al collasso e sembrava che nulla potesse salvarci.

I giornali scrivevano titoli allarmati e allarmanti: “Fate Presto”, “Questo è l’11 settembre dell’Italia sui mercati”, ma soprattutto “Se cade l’Italia, crolla l’Europa”.

Quest’ultimo titolo oggi sembra quanto mai emblematico, soprattutto in virtù delle parole scritte da Giulio Tremonti nel suo libro “Bugie e Libertà”.

Secondo lui infatti, e lo dice a chiare lettere, dietro quella crisi che stava per distruggerci c’era un piano e due mandanti: Francia e Germania.

Il racconto di Tremonti
L’ex ministro dell’Economia del Governo Berlusconi, ritorna proprio al 2011. A inizio anno, racconta Tremonti, l’Italia mise in discussione l’Efsf, il cosiddetto fondo salva-stati. Il Governo allora guidato dall’ex Cavaliere chiese che il contributo dei singoli stati membri fosse proporzionato all’esposizione delle banche nazionali ai titoli tossici e non alla grandezza economica.

Nicolas Sarkozy e Angela Merkel non la presero bene. Se la proposta dell’Italia fosse stata accettata Francia e Germania avrebbero dovuto sborsare fior fior di quattrini, dato che le loro banche risultavano tra le più esposte al mondo ai subprime.

A partire da quel momento, i titoli di Stato nostrani furono colpiti da una pioggia di vendite. A partire fu Deutsche Bank, seguita a ruota da altre grandi banche mondiali. Si diffuse l’idea che i nostri bond fossero pericolosi, che l’Italia non ce l’avrebbe fatta e tutti iniziarono a disfarsi dei nostri titoli sovrani.

A detta di Giulio Tremonti, dietro quelle vendite c’era un preciso ordine proveniente da Francia e Germania. Lo scopo era quello di far cadere il Governo Berlusconi, colpevole di minacciare l’equlibrio europeo.

Le parole di Zapatero
Tremoti non è il primo a raccontare una storia del genere. Un anno fa l’aveva fatto anche l’ex Primo Ministro spagnolo Luis Zapatero. Nel suo libro, l’ex Premier racconta come pochi giorni prima della caduta del Governo italiano, Italia e Francia furono prese di mira dagli altri Governi. Volevano che le due Nazioni accettassero gli aiuti del FMI, ma soprattutto iniziassero a vivere sotto commissariamento.
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Non sappiamo sei Zapatero e Tremonti abbiano detto la verità. Ciò che risulta strano però è che su una cosa l’ex ministro italiano ha ragione: nel 2011 il nostro Paese non stava attraversando un bel periodo, ma i fondamentali, dal deficit al PIL, dalla crescita a tutto il resto, non giustificano l’ondata di vendite che colpì i nostri BTP. Eppure tutti decisero di scappare. I reali motivi forse non li sapremo mai.

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