Il bond della Banca Europea prezza ancora 94,94 ma nel 2020 era a 150 centesimi

Stefano Vozza

30 Novembre 2025 - 18:11

Investire a lungo termine su un debito di elevata qualità e confidando nel possibile recupero delle quotazioni sulla media distanza

Il bond della Banca Europea prezza ancora 94,94 ma nel 2020 era a 150 centesimi

Anche nel campo dei bond ci sono prodotti adatti per tutte le tasche e, soprattutto, per tutte le esigenze di investimento. Bond a cedola a 3, a 6 e 12 mesi, altre condizionate a determinati parametri, altre dal taglio esiguo di 100 € ed altre ancora da 100mila.
Parimenti divergono in base alle durate residue, la qualità emittente, l’entità dei coupon e le possibili potenzialità di guadagno nel corso del tempo. Consideriamo ora un prestito obbligazionario emesso dalla BEI il 13 maggio 2014. Bene, anticipiamo che il bond della Banca Europea prezza ancora 94,94 ma nel 2020 era a 150 centesimi.

L’obbligazione in euro della Banca Europea degli Investimenti

Il riferimento è all’obbligazione con ISIN XS0884635524 nata più di 10 anni fa e con data rimborso e scadenza al 15 marzo 2040, ossia all’incirca 14,32 anni residui. Si tratta di un bond lungo che inevitabilmente espone al rischio di mercato, anche se negli anni bui dei rendimenti alle stelle ha retto relativamente bene.
L’emittente è la European Investment Bank, la Banca Europea degli Investimenti con sede nel Lussemburgo. È un’istituzione finanziaria dell’UE il cui mandato è quello di sostenere finanziariamente gli obiettivi della prima. I suoi azionisti sono gli Stati membri UE che ne hanno sottoscritto pro quota (in termini di PIL) il capitale, mentre si finanzia sul mercato tramite bond a lungo termine.
L’obbligazione Eib Tf 2.75% Mz40 è denominata in euro e negoziata sul MOT, ha un flottante di 1,7 mld di € e lotto minimo di 1.000 (dati: Borsa Italiana). La cedola ha frequenza annuale, a metà marzo di ogni anno, e da diritto a 25,50 € lordi per ogni mille di debito nominale sottoscritto.

Rendimento attuale e prezzi minimi massimi dal 2020

Al momento passa di mano a 94,94 centesimi, sotto cento, per un rendimento effettivo a scadenza intorno al 3,2%. In verità una criticità è data dallo scarso volume di scambi sul secondario. I contratti giornalieri si contano nell’ordine delle poche unità per qualche centinaia di migliaia di euro di controvalore. Per i trader in bond si tratta di un elemento contro di primissima importanza.
Tornando ai prezzi, quelli minimo e massimo annuo sono stati, nell’ordine, a 94,35 e a 100,38 per cui oggi lo si acquisterebbe in prossimità dei minimi del ’25. Invece volgendo lo sguardo all’ultimo lustro, il massimo è stato sui 154,70 a fine 2020, e il minimo poco sopra 89 centesimi a ottobre ’23.
La duration modificata attuale del bond, infine, è a 11,34.

Tenere fino al termine o provare a speculare sul’obbligazione?

In teoria l’obbligazione avrebbe le potenzialità per apprezzarsi nel futuro prossimo, dato lo storico dei corsi e l’elevato rating emittente pari alla tripla A. Di contro ha una vita residua non proprio trascurabile, mentre il mercato teme un futuro ritorno imperioso dell’inflazione per cui è meno propenso all’acquisto di bond lunghi.
A quale possibile strategia operativa si presta il titolo? Non spetta a noi rispondere, né è questa la finalità dell’articolo. Ragioniamo tuttavia di fantasia e ipotizziamo possibili scenari negli anni a venire.
Se ad esempio il titolo riuscisse ad agganciare la parità a 100 con un ampio margine rispetto alla data di scadenza si raggiungerebbero due obiettivi. Un ritorno in area 3% netto annuo a medio termine e la certezza di aver parcheggiato i risparmi su un titolo di elevatissima qualità.
Le cose potrebbero però andare meglio o peggio del previsto e assistere, da un lato, a un deciso recupero dei prezzi per la gioia di chi nel frattempo l’ha comprato a sconto. Dall’altro essi potrebbero ritestare i minimi del ‘23 o formarne addirittura di nuovi. In tal caso il “rischio” di portare a termine o quasi l’investimento sarebbe concreto, incassando nel frattempo le cedole annue e la plusvalenza alla fine.

Il bond della Banca Europea prezza ancora 94,94 ma nel 2020 era a 150 centesimi

Il titolo, dunque, ha dalla sua l’elevata garanzia emittente e una cedola relativamente discreta, non proprio irrilevante ma neanche invitante. Ad esempio il BTP Green nato a marzo 2021 e in scadenza ad aprile 2045 paga l’1,50% lordo annuo e oggi quota sui 66,9.
Ora, laddove le tensioni sul comparto obbligazionario dovessero stemperarsi i pro del Eib Tf 2.75% Mz40 potrebbero fungere da catalizzatori agli acquisti. Risulta tuttavia impensabile un ritorno alle quotazioni di 5 anni fa, a partire dal fatto che quell’epoca storica del costo del denaro gratis è ormai andata. Poi c’è che la vita residua del bond BEI andrà man mano riducendosi e che da qui agli anni a venire l’offerta di titoli aumenterà, e ciò farà il gioco della domanda, ossia dei risparmiatori.
Di contro va messo in conto un discreto rischio mercato, e quindi una certa propensione al rischio. Tuttavia, forse la fase più nera del decennio con gli yield alle stelle potrebbe essere alle spalle, ma restano ancora altri 14 anni e passa di vita residua. Morale, chi cerca la cedola certa e la quasi stabilità dei corsi sul MOT farebbe meglio a guardare altrove, magari a una breve-media scadenza. Chi invece ama le sfide e crede che i rendimenti siano ancora destinati a sgonfiarsi, specie sugli emittenti di alta caratura, l’Eib Tf 2.75% Mz40 offre qualche spunto di riflessione. Poi sul come “approcciarvi al meglio” per massimizzare tempo, rischio e ritorno è tutta un’altra storia.

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