Il tracollo dei bond secolari austriaci

Redazione Money Premium

30 Novembre 2025 - 09:00

I titoli ultralunghi, presentati come soluzioni originali e capaci di offrire marginali benefici in un contesto di stagnazione dei rendimenti, si sono rivelati veicoli estremamente instabili.

Il tracollo dei bond secolari austriaci

La vicenda delle obbligazioni secolari emesse dallo Stato austriaco rappresenta uno dei casi più significativi della finanza recente. La dinamica che ha condotto alla cancellazione di quasi tutto il valore per gli obbligazionisti è il risultato dell’incontro fra aspettative di rendimento maturate durante anni di tassi minimi e la brusca correzione dei mercati obbligazionari quando il costo del denaro ha ripreso a salire.

Per comprendere appieno ciò che è accaduto, occorre tornare al periodo caratterizzato da rendimenti estremamente contenuti. In quel contesto, i risparmiatori erano spinti a cercare strumenti capaci di offrire anche lievi percentuali aggiuntive, accettando durate molto lunghe pur di ottenere un piccolo vantaggio. L’Austria rispose emettendo titoli con scadenze inaudite: prima un’obbligazione con termine oltre il secolo, poi una seconda ancora più lunga, e infine una versione senza cedola che prometteva un unico rimborso finale distante più di cento anni.

I titoli con cedola, seppur minima, garantivano almeno un flusso periodico, permettendo agli investitori di recuperare una parte del capitale in forma di pagamenti regolari. La situazione era diversa per l’obbligazione zero coupon: essa prevedeva un’unica somma finale, priva di qualsiasi compenso intermedio. La struttura finanziaria di un titolo privo di cedole, con una scadenza tanto lontana, rende la sua sensibilità ai tassi estremamente accentuata. [...]

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