Cosa non si può fare da venerdì 6 novembre

Cosa non si può più fare e dove non si può andare a partire dal 6 novembre: divieti e regole nelle regioni zona gialla, arancione e rossa previsti nell’ultimo DPCM.

Cosa non si può fare da venerdì 6 novembre

Il nuovo DPCM divide il territorio italiano in tre parti in base al rischio epidemiologico: zona gialla, zona arancione e zona rossa, dove vigono misure differenti su cosa si può e non si può fare da venerdì 6 novembre.

Chi non rispetta le regole rischia fino a 1000 euro di multa, per questo è bene conoscere le restrizioni in vigore. In tutta Italia scatta dal 6 novembre il coprifuoco nazionale, significa che non si può uscire dalle 22 alle 5 e nelle zone arancioni e rosse sono vietati gli spostamenti da e verso un’altra regione o provincia senza giustificato motivo. Non si può andare al museo, alle mostre, in palestra, piscina e nei centri commerciali di sabato e domenica. L’attività fisica è consentita ovunque nelle regioni a basso rischio mentre si può svolgere soltanto “in prossimità della propria abitazione” in zona rossa.

Ecco l’elenco completo di cosa non si può fare e dove non si può andare fino al 3 dicembre.

Cosa non si può fare dal 6 novembre nella zona gialla

Le regioni che fanno parte della zona gialla sono quelle in cui la situazione epidemiologica non ha raggiunto i livelli di allarme.

Qui (come nel resto dello Stivale) non si può uscire dalle 22 alle 5 del mattino, se non per motivi di salute, comprovate esigenze lavorative e necessità da dichiarare nel modulo di autocertificazione.

Non si può più andare nei musei, alle mostre, in palestra o piscina e nei centri scommesse (chiusi in tutta Italia); si può andare al centro commerciale dal lunedì al venerdì e fare jogging e attività motoria all’aperto ovunque, nel rispetto della distanza di sicurezza e con mascherina, obbligatoria per la camminata veloce ma non per la corsa.

Fino alle 18.00 si può andare nei bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie nel limite di 4 persone per ciascun tavolo, il servizio d’asporto è consentito fino alle 22 e non ci sono limiti alla consegna a domicilio. Dopo la chiusura non si può in nessun caso consumare cibo e bevande in prossimità delle attività. Nessun divieto per tabaccai, negozi di abbigliamento, edicole, ferramenta, supermercati, lavanderie, parrucchieri, barbieri e centri estetici.

Si può andare a messa ma è vietato organizzare cerimonie e pranzi per feste religiose e civili. Fortemente sconsigliate le feste private in casa.

Dal 6 novembre non si può andare a scuola alle superiori poiché entra in vigore la didattica a distanza al 100% (salvo per studenti con difficoltà di apprendimento e laboratori in presenza) mentre i bambini delle elementari e medie hanno l’obbligo di indossare la mascherina al banco. La capienza dei mezzi di trasporto pubblico è ridotta al 50%.

Chi può deve sfruttare lo smart working il più possibile, sia nel settore pubblico che privato.

Cosa si può e non si può fare nella zona arancione

Le restrizioni si fanno più severe nella zona arancione, di cui fanno parte le regioni classificate “a rischio medio alto”. Qui dal 6 novembre non si può uscire dal comune di residenza senza comprovati motivi di salute, lavoro, necessità e urgenza da scrivere nel modulo di autocertificazione. Non si può andare in un altro comune nemmeno per fare visita ai congiunti o nella seconda casa.

Nella zona arancione non si può andare al bar o al ristorante (chiusi tutto il giorno) ma si possono ordinare cibo e bevande da asporto fino alle 22 ed è ammessa la consegna a domicilio senza limitazioni.

Non si può uscire durante il coprifuoco dalle 22 e fino alle 5 senza valido motivo e non si può fare sport fuori dal territorio del comune. Si può andare a messa e al supermercato, farmacia, edicola, tabacchi, ferramenta, banca, lavanderia ed anche dal parrucchiere/barbiere. Invece non si può andare nei centri estetici, solarium e centri massaggi.

Come nella zona gialla, possono andare a scuola in presenza soltanto i bambini delle elementari e medie, per gli altri c’è la didattica a distanza al 100%. La capienza di autobus e tram è ridotta al 50%.

Smart working fortemente consigliato sia per i lavoratori pubblici che privati.

Zona rossa: i divieti e le attività chiuse da 6 novembre

Nelle regioni della zona rossa da venerdì 6 novembre non si può uscire di casa, dal comune, dalla provincia e dalla regione se non per motivi di salute, esigenze comprovate di lavoro, necessità e urgenza. Ogni spostamento deve essere giustificato con modulo di autocertificazione. Vietato andare nella seconda casa fuori dal comune di residenza se non per comprovati motivi e non si possono vedere i congiunti.

Non si può uscire durante il coprifuoco 22-5 del mattino, andare al museo, mostre, centri scommesse, in palestra o in piscina e nemmeno nei negozi di abbigliamento. Si può andare dal parrucchiere o dal barbiere ma non dall’estetista, solarium o centri massaggi.

Nella zona rossa dal 6 novembre è possibile uscire dalla propria abitazione soltanto per fare la spesa, andare al lavoro, dal medico, in farmacia, edicola, tabacchi, ferramenta, lavanderia. I mercati sono chiusi.

Non si può andare al ristorante o al bar ma è consentito l’asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio senza limitazioni.

Si può correre e fare sport all’aperto in forma individuale mentre l’attività motoria (come la camminata veloce) è possibile solo in prossimità della propria abitazione.

Dal 6 novembre nelle regioni zona rossa viene ampliata la didattica a distanza dalla seconda media in poi, quindi si può uscire per accompagnare i figli piccoli a scuola i quali devono avere la mascherina protettiva anche al banco. La capienza sui mezzi, come nel resto del Paese, è ridotta al 50%.

Lo smart working è la modalità di lavoro fortemente consigliata per tutti, sia lavoratori pubblici che privati.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories