Si può andare a messa? Cosa cambia con l’ultimo DPCM

Si può andare in chiesa e partecipare alla messa in tutta Italia con ingressi contingentati e mascherina. Le misure in vigore dal 6 novembre.

Si può andare a messa? Cosa cambia con l'ultimo DPCM

Con il DPCM appena firmato da Conte entrano in vigore misure più severe e restrittive delle precedenti, ma non è vietato andare a messa in chiesa. La possibilità di partecipare alle celebrazioni liturgiche è garantita in tutta Italia, a prescindere che la regione di residenza faccia parte della zona gialla, arancione o rossa.

L’importante è che all’interno della chiesa venga rispettata la capienza massima, il distanziamento sociale e l’obbligo di indossare la mascherina durante la messa.

Per quanto riguarda matrimoni, battesimi, comunioni e cresime, restano in vigore le misure precedenti: si possono ancora celebrare, senza superare il numero massimo di presenti indicato dalla chiesa, ma è vietato organizzare banchetti, pranzi e cerimonie.

Si può andare a messa in tutta Italia: regole da rispettare col nuovo DPCM

La messa non rientra tra le restrizioni imposte nell’ultimo decreto firmato da Conte: non esiste alcun divieto, nemmeno nelle “zone rosse”, dove si registrano più casi e le terapie intensive sono in sofferenza.

Ovunque chiudono musei, mostre e centri scommesse e in alcune regioni bar, ristoranti, centri estetici negozi di abbigliamento, ma il Governo ha deciso di lasciare aperte le chiese, senza restrizioni aggiuntive.

Quindi si può andare a messa a prescindere dalla gravità della curva epidemiologica della regione, gialla, arancione o rossa che sia. Tuttavia in chiesa devono essere contingentati gli ingressi, in modo da evitare la formazione di pericolosi assembramenti; nel testo del DPCM si legge che:

“il legale rappresentante dell’ente individua la capienza massima dell’edificio di culto, tenendo conto della distanza minima di sicurezza, pari a un metro frontale e laterale.”

All’interno della chiesa e durante la messa valgono le misure anti-Covid già note: distanza di sicurezza di almeno un metro (tranne che tra persone dello stesso nucleo familiare convivente); mascherina obbligatoria, ad eccezione dei bambini sotto i 6 anni e persone con patologie respiratorie, divieto di scambiarsi il segno della pace.

“L’accesso alla chiesa resta contingentato da volontari e/o collaboratori” si legge nel DPCM.

Possibile aumentare il numero delle messe

Nel caso in cui l’edificio religioso fosse piccolo o il numero di partecipanti significativamente superiore alla capienza massima consentita, il decreto prevede la possibilità di “incrementare il numero di celebrazioni liturgiche”. Questo consentirebbe a più persone di partecipare alla messa in totale sicurezza, senza rischiare affollamenti e creare occasioni di contagio.

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