Multe coprifuoco: cosa rischia chi esce dalle 22 alle 5

Dal 6 novembre è in vigore il coprifuoco nazionale a partire dalle 22: uscire è vietato (tranne che per motivi di lavoro, salute e necessità). Multe salate per chi esce di casa e per gli esercizi commerciali aperti.

Multe coprifuoco: cosa rischia chi esce dalle 22 alle 5

Le multe per chi viola il divieto di uscire durante il coprifuoco possono arrivare fino a 1.000, per questo è bene conoscere cosa si può fare e quando si può uscire dalle 22 alle 5.

La multa può diventare ancora più salata se il fatto viene commesso a bordo di un mezzo e in caso di più violazioni ravvicinate. Conseguenze ben peggiori per chi esce durante il coprifuoco nonostante sia sottoposto a quarantena o isolamento (scatta il penale). Anche gli esercizi commerciali che non chiudono nell’orario del coprifuoco possono essere soggetti a multe e sanzioni accessorie, nel peggiore dei casi si rischia la sospensione dell’attività per 5 giorni.

Ecco spiegate quali sono le multe previste per chi non rispetta il coprifuoco, quando si possono pagare in misura ridotta o contestare.

Multe coprifuoco: cosa (e quanto) rischia chi esce senza motivo

Vietato in tutta Italia, a prescindere dal “colore” della regione di residenza (giallo, arancione o rosso), uscire oltre l’orario del coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino successivo. Questa misura era stata introdotta dapprima in Campania, Lazio e Lombardia e poi estesa a tutto il territorio nazionale. La sanzione per chi infrange il divieto è la stessa in tutta Italia: la multa da 400 fino a 1.000 euro, come stabilito nel decreto Cura Italia (articolo 4 del decreto-legge n.19/2020). Si tratta della medesima sanzione prevista per chi non indossa la mascherina all’aperto o sui mezzi pubblici e non rispetta il divieto di assembramento. Inoltre la multa - a discrezione delle Forze dell’ordine - può essere aumentata di un terzo se la violazione del coprifuoco avviene a bordo di un veicolo.

Come ogni sanzione amministrativa, anche quella per chi esce durante il coprifuoco può essere contestata con ricorso entro 30 giorni dalla notificazione e, in alternativa, pagata a rate. Chi procede entro 5 giorni ha diritto allo sconto del 30% sull’importo totale (pagando 280 euro nella misura minima). Chi paga, però, esaurisce il diritto a proporre il ricorso.

Gli unici motivi che consentono di uscire durante il coprifuoco nazionale senza rischiare la multa sono quelli elencati nel modulo di autocertificazione:

Cosa rischiano gli esercizi commerciali aperti durante il coprifuoco

Il coprifuoco vale anche per gli esercizi commerciali (locali, bar, ristoranti) che rischiano sanzioni ancor più severe. Oltre alla multa da 400 a 1.000 euro può scattare la sanzione accessoria della chiusura dell’attività fino a 5 giorni per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione.

L’autocertificazione: i motivi per uscire e cosa si rischia a dichiarare il falso

Uscire durante il coprifuoco non è vietato in modo assoluto. Resta possibile per comprovate esigenze di lavoro, salute, necessità e urgenza, cioè tutte quelle situazioni che richiedono un intervento immediato (qui l’elenco completo di quando si può uscire nel coprifuoco).

Ma attenzione a non scrivere motivazioni o dati anagrafici volontariamente inesatti perché potrebbe scattare la denuncia per Falso (articolo 495 del Codice penale) con la reclusione da 1 a 6 anni.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories