Confcommercio, l’Italia potrebbe avere 70 miliardi di PIL in più con burocrazia tedesca

Secondo Confcommercio se la burocrazia italiana seguisse il modello di quella tedesca il PIL della nazione potrebbe avere 70 miliardi in più.

Confcommercio, l'Italia potrebbe avere 70 miliardi di PIL in più con burocrazia tedesca

Il PIL dell’Italia potrebbe essere di 70 miliardi in più se solamente utilizzasse un modello burocratico come quello della Germania. È questa l’accusa mossa da Confcommercio che arriva proprio nei giorni della stretta del Governo sul Decreto Semplificazioni. Secondo l’associazione dei commercianti, guidata da Carlo Sangalli la cattiva gestione dei processi burocratici del nostro Paese sarebbe un freno per la produzione delle aziende che ne ostacola la crescita, come riportato da Repubblica.

Sangalli continua specificando che nelle classifiche internazionali la qualità dell’amministrazione in Italia peggiora sempre più, e oggi più che mai potrebbe mettere a rischio la ripartenza del Paese dopo l’emergenza sanitaria. “Il Governo può e deve semplificare le procedure per un Paese più efficiente e sicuro, con minori costi e più investimenti in formazione e nuove tecnologie. Una opportunità da non perdere assolutamente", conclude.

La burocrazia italiana impatta sulla crescita del Paese

Le dichiarazioni di Confcommercio sono trapelate dall’Ufficio Studi dell’associazioni, il quale avrebbe affermato che la scarsa qualità dei servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione siano responsabili del basso tasso di crescita dell’Italia, con una perdita stimata di circa 70 miliardi. Se confrontato con altri 36 Paesi OCSE, l’Italia ricopre le ultime posizioni della classifica.

La valutazione della burocrazia italiana si basa su una comparazione internazionale ricavata da un indicatore redatto dall’Università di Goteborg, il Quality of Government Index. Questa misurazione pone le sue basi su tre aspetti principali, che tengono conto anche degli effetti sui comportamenti e delle performance dei cittadini e dei legislatori:

  • livello di corruzione;
  • caratteristiche della legislazione e osservanza della legge;
  • qualità della burocrazia in senso stretto.

La cosa che preoccupa maggiormente Confcommercio è il fatto che negli anni l’Italia ha sempre diminuito la sua posizione nella classifica, scendendo dalla 26esima posizione del 2000 alla 33esima nel 2018.

Le cause dell’arretratezza burocratica italiana

Secondo Confcommercio una valutazione così scarsa ha a che fare molto probabilmente con i “ritardi del nostro Paese sull’innovazione tecnologica e sul capitale umano della P.A., con inevitabili ricadute negative sulle performance della burocrazia e, conseguentemente, con un pesante impatto sulla crescita”.

Secondo l’Ufficio Studi, se il nostro Paese avesse la stessa efficienza burocratica della Germania, si potrebbe stimare tra il 2009 e il 2018 una crescita cumulata del 6,2% anziché del 2,3, con un incremento del PIL di 70 miliardi, Una migliore gestione burocratica secondo Confcommercio avrebbe dei risvolti positivi anche sui conti pubblici. Una crescita del PIL infatti genererebbe maggiori entrate nelle casse dello stata e un minor debito.

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