Commissione UE contro Austria, Olanda e Belgio: richieste sanzioni. L’accaduto

La Commissione UE si è scagliata contro Austria, Olanda e Belgio e ha richiesto sanzioni per riciclaggio. L’accaduto

Commissione UE contro Austria, Olanda e Belgio: richieste sanzioni. L'accaduto

La Commissione UE contro Austria, Olanda e Belgio.

L’esecutivo comunitario ha puntato il dito contro i tre Paesi deferendoli alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, alla quale ha altresì chiesto l’introduzione di diverse sanzioni.

Il motivo? Da ricercare nell’applicazione non conforme, secondo la Commissione, della normativa anti-riciclaggio.

Le accuse della Commissione contro Austria, Olanda e Belgio

Quella di oggi si è rivelata una giornata intensa per l’esecutivo comunitario. Prima è stato il turno di Ursula von der Leyen, che ha chiamato a raccolta Merkel, Sassoli e Michel invitandoli a partecipare a una riunione convocata per l’8 luglio prossimo.

Poi, dopo qualche ora, la palla è passata al vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis, che ha ricordato l’esistenza di una severa normativa antiriciclaggio da applicare in maniera coerente oltre che efficiente in ogni legislazione nazionale.

“Faremo in modo che tutti, sia nel settore privato che in quello pubblico, applichino le regole in maniera rigorosa,”

ha dichiarato l’uomo, che ha confermato di aver dato il via a diverse procedure di infrazione, volte a garantire una piena osservanza delle norme.

È in questo contesto che la Commissione UE ha scelto di deferire i tre Paesi citati alla Corte di Giustizia e di chiedere sanzioni per non aver ottemperato entro i propri confini nazionali alla quarta direttiva antiriciclaggio (AMLD4).

Scendendo nello specifico delle accuse:

  • l’Austria è stata tacciata di non aver recepito integralmente la normativa sulle scommesse e sul gioco d’azzardo;
  • il Belgio è stato accusato di aver recepito in modo incompleto i meccanismi di scambio informazioni e documenti fra unità di informazione finanziaria;
  • i Paesi Bassi, infine, sono finiti nel mirino per lacune riguardanti le informazioni da fornire sulla “proprietà effettiva in capo alle persone giuridiche e ad altre forme legali”.

Sono questi i motivi che hanno giustificato l’azione della Commissione UE contro il Belgio e due dei quattro Paesi frugali che stanno dando battaglia sul Recovery Fund.

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