Buoni lavoro voucher INPS 2016 per lavoro occasionale accessorio: ecco le ultime novità

Pronta la nuova normativa che ridefinisce ulteriormente la disciplina dei buoni lavoro voucher INPS per lavoro occasionale accessorio.

L’evoluzione della disciplina del lavoro occasionale accessorio e dei suoi buoni lavoro voucher INPS, continua a non avere punti d’arresto.
Dopo le recenti modifiche introdotte dal Jobs Act e quelle relative alla nuova procedura telematica, sono pronte con un nuovo decreto legislativo del Governo e del Ministero del Lavoro, ulteriori correzioni volte a contrastare ulteriormente l’uso distorto di tale importante strumento.

Ecco tutte le novità previste in arrivo con la nuova normativa relativa ai buoni lavoro voucher INPS per lavoro occasionale accessorio.

Buoni lavoro voucher INPS e lavoro occasionale accessorio: breve riepilogo

Prima di introdurre le modifiche previste, è bene riepilogare il concetto di buoni lavoro voucher INPS e lavoro occasionale accessorio.
Il lavoro occasionale accessorio è una particolare modalità di prestazione lavorativa la cui finalità è quella di regolamentare quelle prestazioni lavorative, definite appunto «accessorie», che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario e tutelare situazioni non regolamentate.
A differenza della prestazione occasionale, nel lavoro accessorio, anche se per un periodo di tempo molto limitato, si può avere un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato, con potere direttivo e di controllo da parte del committente, che può quindi anche imporre un orario di lavoro.
Tra i vantaggi del lavoro occasionale accessorio c’è sicuramente quello del versamento dei i contributi previdenziali a favore del lavoratore.
La caratteristica principale del lavoro occasionale accessorio è rappresentato dal meccanismo di pagamento, che prevede la consegna ai lavoratori di buoni lavoro INPS (c.d. voucher), aventi un valore nominale (attualmente pari a 10 euro lordi all’ora), i quali potranno essere successivamente riscossi presso gli uffici postali, bancari ovvero tabaccai.

Buoni lavoro voucher INPS e lavoro occasionale accessorio: le modifiche in arrivo

La nuova normativa in materia di buoni lavoro voucher INPS e lavoro occasionale accessorio, pronta con apposita bozza di decreto legislativo definita da Governo e Ministero del Lavoro, ha come principale obiettivo quello della tracciabilità, della trasparenza e del contrasto degli abusi connessi all’utilizzo distorto di tale disciplina di lavoro.
Altro obiettivo sicuramente condiviso è quello di salvaguardare l’utilizzo corretto del buoni lavoro voucher INPS anche per l’emersione dal lavoro nero, da tempo infatti tale strumento è diventato un mezzo di emersione, solo parziale, di tale triste fenomeno. L’obiettivo è di stimolare ulteriormente gli operatori economici, attraverso uno strumento più competitivo e flessibile, a ridurre la piaga del lavoro nero.
Sicuramente il lavoro occasionale accessorio può essere un importante mezzo, questo è testimoniato dal fatto che la quota di voucher non riscossi si attesta intorno al 5%, sintomo che gli abusi su questo strumento stanno lentamente calando.
Le modifiche a quanto previsto dal Jobs Act in materia di buoni lavoro voucher INPS introdotte dalla nuova normativa riguarderanno nello specifico la procedura d’utilizzo dei voucher, introducendo nuovi termini di comunicazione alla sede territoriale dell’Ispettorato del lavoro. La bozza prevede infatti l’obbligo per il committente di comunicare, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa, con un sms o con la posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, indicando anche il luogo e la durata dell’impiego accessorio.
Vengono previste anche sanzioni amministrative da 400 a 2.400 euro in caso di violazione della comunicazione per ciascun lavoratore.
Lo strumento dei buoni lavoro voucher INPS diventa totalmente tracciabile pertanto, modificando l’attuale sistema secondo cui la comunicazione di inizio della prestazione può essere fatta con riferimento ad un arco temporale non superiore ai 30 giorni successivi.
Altre modifiche infine dovrebbero riguardare la procedura già utilizzata per tracciare il lavoro intermittente, senza intaccare i limiti dei 7mila euro per la prestazione complessiva e di 2mila euro per la prestazione svolta per ogni singolo committente. Unica eccezione l’agricoltura, in questo caso non vale il limite per ciascun committente, ma si applica il solo limite complessivo di 7mila euro per lavoratore, considerando che questo settore già dispone di una disciplina limitativa che prevede utilizzo del buono lavoro per attività stagionale, effettuata da pensionati e under 25.

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