Troppe ore di straordinario, turni massacranti, riposi negati possono mettere il dipendente nella condizione di chiedere un risarcimento danni al datore di lavoro.
Chi lavora troppe ore potrebbe avere diritto al risarcimento danni. Se un datore di lavoro richiede ai dipendenti turni massacranti senza il giusto riposo, per chiedere il risarcimento non è necessario provare di avere una malattia specifica.
Il risarcimento da stress per lavoro non spetta solo dopo anni di servizio e dopo che sia stata diagnosticata una malattia associata all’attività svolta. Bastano ritmi poco sostenibili, anche per pochi mesi, a far scattare la tutela per la salute del lavoratore. Se le regole sulla gestione dell’orario di lavoro vengono violate, il lavoratore può chiedere il risarcimento del danno da usura psico fisica.
Quando c’è il danno per il lavoratore?
Per chiedere il risarcimento di danni da usura psico fisica non serve che si verifichi mobbing, basta che sia richiesto al lavoratore di svolgere l’attività che richiede energia fisica e mentale per periodi eccessivi e senza le giuste pause. Il datore di lavoro, per legge, deve organizzare il lavoro tutelando l’integrità psico fisica dei dipendenti.
Quando l’azienda viola i limiti massimi di orario di lavoro o viola il diritto al riposo, viene meno al suo dovere e il dipendente può chiedere un risarcimento danni.
Bisogna fare attenzione, però, perché il danno deriva da un insieme di fatti che rendono lo svolgimento dell’attività fonte di stress. Si pensi, ad esempio, ai lavoratori che si fanno carico di turni massacranti per coprire la carenza di manodopera o al personale a cui è richiesto di andare oltre il proprio orario di lavoro per assicurare all’azienda la produzione desiderata. In alcuni casi ai dipendenti viene imposto lo straordinario anche nei giorni di riposo e festivi, senza concedere, al tempo stesso, il riposo compensativo.
Non deve trattarsi obbligatoriamente di rapporti di lavoro che durano nel tempo, sono vicende che si verificano anche nei contratti a tempo determinato. La salute è messa a rischio dall’accumularsi di prestazioni straordinarie che vanno oltre i limiti che la legge fissa. In alcuni casi il lavoratore è costretto a dimettersi perché non riesce a sostenere la situazione.
I riposi sono fondamentali
La gestione dei riposi è fondamentale per permettere al dipendente di recuperare le energie ed è un diritto inviolabile. Se il riposo del dipendente viene negato o se non viene rispettato il diritto di staccare per le ore minime fissate tra un turno e l’altro (solitamente tra la fine di un turno e l’inizio di quello successivo devono trascorrere almeno 11 ore).
Se questi diritti del lavoratore non vengono rispettati l’usura psico fisica è più veloce. E a peggiorare la situazione potrebbe concorrere anche una turnazione comunicata all’ultimo minuto che impedisce al dipendente di fare programmi per la propria vita privata.
Come si dimostra di aver subito il danno?
Il lavoratore per chiedere un risarcimento del danno psico fisico subito non deve avere necessariamente contratto malattie specifiche, ma deve dimostrare le condizioni di lavoro che è stato costretto a sopportare. Con le buste paga si possono dimostrare le ore di straordinario svolte nel corso del mese, ma possono essere utili anche le testimonianze dei colleghi sull’organizzazione dei turni.
Come abbiamo detto, non serve avere una malattia, basta dimostrare che è stato leso il diritto al riposo e alla salute.
Una cosa fondamentale è non confondere il danno biologico, che è una vera e propria lesione all’integrità fisica o psichica e per ricevere il risarcimento necessita di una patologia diagnosticata dal medico, con il danno da usura psico fisica, che non necessita di dimostrare la malattia e si configura come una lesione del diritto al riposo e alla salute.
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