Bonus busta paga, ecco il modulo per la rinuncia

Simone Micocci

25 Febbraio 2026 - 11:20

Bonus in busta paga, ufficiali le novità della legge di Bilancio 2026. Adesso possono arrivare gli aumenti, ma cosa devono fare i lavoratori?

Bonus busta paga, ecco il modulo per la rinuncia

Con la pubblicazione della circolare n. 2/E dell’Agenzia delle Entrate, contenente le istruzioni operative per datori di lavoro e dipendenti sull’applicazione dei nuovi bonus in busta paga previsti dalla legge di Bilancio 2026, scattano finalmente gli aumenti di stipendio per i lavoratori dipendenti del settore privato.

Nel dettaglio, le misure che determinano l’incremento del netto sono due: da un lato la detassazione degli aumenti riconosciuti in sede di rinnovo contrattuale, dall’altro l’agevolazione sui compensi accessori, ma solo per quelli espressamente individuati dalla norma (come maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo o a turni).

A questo punto è lecito chiedersi cosa deve fare il lavoratore per ottenere il bonus in busta paga e se sia necessario presentare un’apposita domanda, come accaduto per il bonus mamme nella versione 2024 o come avviene ancora oggi per i fringe benefit.

In realtà, l’applicazione delle due agevolazioni è automatica: il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, una volta recepite le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, può applicare direttamente lo sconto fiscale in busta paga, determinando così un aumento del netto a parità di lordo.

Attenzione però: il lavoratore potrebbe anche non essere interessato all’agevolazione, ad esempio perché teme di superare i limiti reddituali previsti e di dover restituire le somme in un secondo momento.

Ecco perché un modulo esiste, ma non serve per fare richiesta. Al contrario, è previsto per rinunciare ai bonus in busta paga, con la possibilità di recuperarli successivamente in sede di dichiarazione dei redditi, quando la propria situazione reddituale sarà più chiara e non ci sarà il rischio di conguagli sfavorevoli.

A tal proposito, di seguito trovate il fac simile del modulo per la rinuncia ai bonus. Ricordate invece che, se non farete nulla, le agevolazioni verranno applicate automaticamente in busta paga, con ogni probabilità già a partire dal mese di marzo, comprensive degli eventuali arretrati.

Cosa sono i nuovi bonus in busta paga

I nuovi bonus in busta paga introdotti dalla legge di Bilancio 2026 sono delle vere e proprie agevolazioni fiscali che riducono le imposte dovute su determinate voci della retribuzione, andando così ad aumentare il netto grazie a una tassazione più leggera.

La prima misura riguarda gli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi firmati tra il 2024 e il 2026: sugli incrementi retributivi corrisposti nel 2026 si applica un’imposta sostitutiva del 5%, in luogo dell’Irpef ordinaria e delle addizionali. La seconda interviene invece sui compensi accessori, prevedendo un’imposta del 15% su maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale o su turni, entro un determinato limite annuo.

Cosa deve fare il lavoratore per averne diritto

Come anticipato, non serve presentare una domanda per questi bonus, ma è comunque fondamentale verificare di possedere tutti i requisiti previsti dalla legge. La detassazione, infatti, riguarda esclusivamente i lavoratori dipendenti del settore privato e si applica solo al ricorrere di specifiche condizioni reddituali e contrattuali.

Per quanto riguarda gli aumenti derivanti dal rinnovo del contratto collettivo, l’agevolazione con imposta sostitutiva al 5% spetta a chi nel 2025 ha percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro. Nel calcolo devono essere considerati tutti i redditi da lavoro dipendente dell’anno, anche se derivanti da più rapporti di lavoro. Inoltre, gli incrementi devono essere collegati a contratti collettivi nazionali firmati tra il 2024 e il 2026 ed essere corrisposti nel corso del 2026: restano esclusi, ad esempio, gli una tantum per copertura del periodo di vacanza contrattuale o le voci che non confluiscono nella retribuzione ordinaria.

Diversi i requisiti per la detassazione delle maggiorazioni e delle indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale o su turni. In questo caso il limite di reddito 2025 è pari a 40.000 euro e l’agevolazione si applica soltanto entro il tetto massimo di 1.500 euro annui di somme agevolabili. Superata questa soglia, la parte eccedente torna a essere tassata con l’Irpef ordinaria.

Il lavoratore deve quindi controllare con attenzione il proprio reddito complessivo dell’anno precedente e la natura delle somme percepite. Ad esempio, se nel 2025 ha avuto più datori di lavoro, è importante verificare che il nuovo sostituto d’imposta disponga di tutte le informazioni necessarie per accertare il rispetto dei limiti. Solo in presenza di questi requisiti la detassazione viene applicata automaticamente in busta paga, con un incremento del netto già visibile nelle prossime buste paga.

Chi può e come fare rinuncia. Ecco il modulo da utilizzare

Come abbiamo già avuto modo di spiegare, l’applicazione del bonus è automatica ma ogni lavoratore ha comunque la possibilità di rinunciarvi. È una scelta che può risultare opportuna, ad esempio, quando si teme di aver superato i limiti reddituali previsti dalla norma oppure quando si vuole evitare il rischio di conguagli a debito a fine anno.

A tal proposito, legge prevede espressamente la possibilità di optare per la tassazione ordinaria attraverso una comunicazione scritta al datore di lavoro, una dichiarazione con cui il lavoratore manifesta la volontà di non avvalersi dell’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti contrattuali o del 15% sulle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo o a turni.

La comunicazione deve essere consegnata al datore di lavoro, che in qualità di sostituto d’imposta applicherà la tassazione ordinaria sulle somme interessate a partire dal momento della ricezione della rinuncia. In un secondo momento, qualora la situazione reddituale lo consenta, il lavoratore potrà eventualmente recuperare il beneficio in sede di dichiarazione dei redditi.

Di seguito trovate il modulo da utilizzare per formalizzare la rinuncia.

Modulo rinuncia bonus in busta paga
Clicca qui per scaricare.

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