Bulgaria: falsi sms scatenano la corsa agli sportelli e costringono lo Stato ad intervenire

Alessandro Iacopini

03/07/2014

03/07/2014 - 14:19

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La voci sul fallimento di due importanti banche del paese hanno scatenato il panico finanziario: interviene lo Stato con 1,7 miliardi di euro. Arrestate 7 persone.

“La Banca Centrale Commerciale e la First Investment Bank stanno fallendo, correte agli sportelli a ritirare i vostri soldi prima che chiudano definitivamente”.

Era questo il testo degli sms e delle email che hanno ricevuto i bulgari nelle scorse settimane e che è bastato a scatenare nel Paese il panico finanziario: lunghe code agli sportelli per prelevale, filiali chiuse per mancanza di liquidità, Banca centrale e Stato costretti ad intervenire.

La Banca Centrale Commerciale e la First Investment Bank (FIBank) sono tra i principali istituti di credito della Bulgaria e in pochi giorni le loro filiali sono state letteralmente prese d’assalto: solo il 26 giugno i risparmiatori hanno ritirato dagli sportelli della FIBank quasi 400 milioni di euro e il titolo delle banca è crollato in borsa del 23%.

L’intervento della Banca centrale
Nell’ultima settimana di giugno, compresa la gravità della situazione, la Banca Centrale di Bulgaria è intervenuta energicamente per salvaguardare i correntisti e il futuro dei due istituti di credito.

Prima ha assunto il controllo e la gestione temporanea della Banca Centrale Commerciale – la misura prevede l’amministrazione pubblica per tre mesi - poi, dopo il via libera dell’UE, ha stanziato aiuti di Stato alle banche per 3,3 miliardi di levs (1,7 miliardi di euro, pari a circa il 4% del Pil bulgaro).

L’aiuto di Stato dovrebbe consentire alle banche di continuare a concedere prestiti alle imprese e ai consumatori, così da evitare un crollo degli investimenti e dei consumi e ulteriori corse agli sportelli bancari.

Le conseguenze su Unicredit
L’italiana Unicredit è presente in Bulgaria con la controllata UniCredit Bulbank, prima banca del paese per numero di correntisti e quantità dei depositi.

Il vice direttore generale di UniCredit Paolo Fiorentino ha spiegato, proprio a seguito della corsa agli sportelli:

«In Bulgaria siamo messi particolarmente bene, siamo lunghissimi di capitale. C’è stato un problema specifico di una banca e lì c’è stato un po’ di panico».

Quindi niente problemi per Unicredit che anzi, secondo alcuni analisti, potrebbe essersi anche avvantaggiata dal panico finanziario, guadagnando nuovi clienti: i correntisti delle due banche colpite dalle voci di fallimento si sarebbero rivolti proprio a BulBank e all’austriaca Raiffeisen per spostare i propri risparmi.

Le indagini
Mentre gestiva la crisi dal punto di vista finanziario, un comunicato della Banca Centrale ha tentato di spiegare ai bulgari cosa stava accadendo:

“E’ in corso un attacco sistematico al settore bancario nazionale volto a destabilizzare il Paese”.

Poche parole, stringate, che però danno il senso della confusione che ha regnato in Bulgaria nelle scorse settimane.

Le immediati indagini della polizia hanno portato all’arresto di 7 persone, da quanto si apprende tutte bulgare, accusate di aggiotaggio.

Non si conoscono ancora i motivi del gesto, che per adesso è costato ai bulgari quasi due miliardi di euro.

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