Brexit: ultimatum dell’UE al Regno Unito per evitare il no-deal

Riccardo Lozzi

18 Dicembre 2020 - 17:59

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L’Unione Europea invia un’ultimatum al Regno Unito per trovare un accordo entro il 20 dicembre, data di scadenza fissata dal Parlamento di Bruxelles. A dividere le parti sono ancora i diritti di pesca.

Brexit: ultimatum dell'UE al Regno Unito per evitare il no-deal

Mancano ormai poche ore per trovare un accordo sulla Brexit tra Regno Unito e Unione Europea. Dopo mesi di discussioni bilaterali, il Parlamento Europeo ha stabilito per domenica 20 dicembre la nuova deadline per la firma dei negoziati che dovranno regolare i rapporti tra Londra e i Paesi europei a partire dal prossimo 1° gennaio.

Le trattative quindi continueranno ancora per due giorni, ma le dichiarazioni dei leader di entrambe le parti non sembrano andare verso il raggiungimento di un’intesa.

Nella giornata di oggi Michel Barnier, capo negoziatore per l’UE sulla Brexit, in un intervento davanti agli eurodeputati ha definito le prossime ore come il “momento della verità”, inviando un’ultimatum a Boris Johnson per evitare il no-deal.

Brexit: ultimatum dell’UE al Regno Unito per evitare il no-deal

Secondo quanto riferito da Barnier, Londra deve accettare la possibilità per i pescatori europei di poter entrare nelle acque territoriali britanniche in cambio dell’accesso al mercato unico dell’Unione.

Tuttavia, come dichiarato ai microfoni di Sky News in mattinata, il primo ministro inglese non appare favorevole a questa condizione, reputando il controllo dei diritti di pesca nelle proprie acque un elemento imprescindibile per la piena sovranità del Regno Unito.

Si tratta però di una questione più di principio che di reale interesse economico per Boris Johnson, dato che questo settore incide solamente dello 0,1% sul Prodotto Interno Lordo della Gran Bretagna.

I benefici nel poter distribuire le proprie merci all’interno del blocco comunitario sarebbero quindi di gran lunga superiori rispetto a mantenere l’accesso al mare a largo delle proprie coste riservato in via esclusiva ai propri pescatori.

Continua lo scontro sui diritti di pesca

Johnson, nella sua intervista odierna, ha ribadito che la porta è aperta ma la soluzione appare difficile, chiedendo agli “amici europei di avere buon senso”.

Almeno su questo sembra si sia sulla stessa lunghezza d’onda, avendo Barnier affermato a Bruxelles che la prospettiva di trovare un accordo esiste ancora, ma che la via è molto stretta.

Sono diverse le ipotesi che stanno uscendo dall’analisi dei toni utilizzati dai protagonisti coinvolti nella contrattazione. Da una parte c’è chi crede che alle fine si troverà un agreement e che attraverso questa tattica si cerchi di tenere sulle spine l’interlocutore per strappare quelle che vengono ritenute le condizioni migliori per la propria parte.

Dall’altra, invece, si pensa che la possibilità di un’intesa sia ormai naufragata e si vada chiaramente verso il no-deal, poiché nessuno dei due contraenti ha cercato davvero di trovare un compromesso cedendo qualcosa dalla propria posizione di partenza.

Inoltre, non è la prima volta che le trattative hanno una deadline definitiva che non viene poi rispettata (l’ultima era stata stabilita per domenica 13 dicembre), ma la fine del 2020 è comunque sempre più vicina.

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