Borse asiatiche in rosso, delude l’inflazione in Cina. Nikkei chiude a -1.89%

In rosso gli indici azionari del mercato asiatico sulla scia dell’inflazione al consumo in Cina più debole delle previsioni. Nikkei chiude a -1.89%. In ribasso anche Wall Street.

Le borse asiatiche faticano durante la sessione di mercoledì e gli indici scendono in rosso: l’inflazione al consumo in Cina pubblicata nella notte sul Calendario Economico aumenta le preoccupazioni circa le pressioni deflazionistiche crescenti nella seconda economia più grande del mondo.

Delude l’inflazione in Cina

L’indice dei prezzi al consumo (CPI) cinese è aumentato dell’1,6 per cento nel mese di settembre rispetto all’anno precedente, come riportato dall’Ufficio nazionale di statistica (NBS), deludendo le aspettative degli analisti per un +1,8 per cento e in ribasso dal 2,0 per cento di agosto.

«Data la prospettiva di crescita debole, continuiamo a prevedere l’arrivo di incentivi fiscali dal governo centrale e una continuazione dell’allentamento monetario»,

comentano gli economisti di Nomura.

Nelle prime ore di mercoledì, la Monetary Authority di Singapore ha annunciato che faciliterà la politica monetaria per la seconda volta quest’anno, rallentando il ritmo di apprezzamento del dollaro di Singapore. La mossa ha lo scopo di rilanciare un’economia che evitato per un soffio la recessione nel terzo trimestre.

In discesa le Borse asiatiche, Nikkei chiude a -1.89%

L’indice MSCI che monitora i titoli nel’area Asia-Pacifico escluso il Giappone è sceso dello 0,8 per cento, mentre il Nikkei ha chiuso in perdita a -1.89%.
Anche l’azionario cinese scende in territorio negativo, con l’indice delle blue-chip CSI300 e l’indice Shanghai Composite entrambi a -0.65%.

Anche Wall Street in rosso

Anche a Wall Street durante la sessione di martedì gli indici hanno mostrato un calo, con l’indice S&P 500 che ha toccato un nuovo massimo di sette settimane prima di terminare notevolmente al di sotto.

Il mercato azionario statunitense stava ricevendo sostegno nelle ultime settimane dopo che la Federal Reserve ha optato per non rialzare i tassi di interesse in sede della riunione di politica monetaria di settembre.

Una delle ragioni principali per l’esitazione della Fed continua a far preoccupare gli investitori; i membri della banca centrale americana ritengono che il rallentamento economico mondiale potrebbe minacciare le prospettive di crescita degli Stati Uniti.

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