I mercati emergenti, secondo molti, continuano a rappresentare un’opportunità d’investimento da non sottovalutare. La debolezza della Cina registrata negli ultimi anni è stata ben bilanciata dagli andamenti positivi di altri comparti borsistici, provocando inizialmente un arretramento degli indici dei mercati emergenti e successivamente una progressiva lateralità. Con le misure di stimolo del governo e le possibili instabilità fiscali e monetarie che potrebbero affrontare gli USA, ha senso guardare con favore alle azioni dei Paesi emergenti?
Cina, India e Taiwan, ecco cosa sta accadendo fra i mercati emergenti
In questi anni, i capitali sono letteralmente fuggiti dalla Cina verso altre economie emergenti. L’aumento dell’interesse degli investitori nei confronti del mercato azionario indiano e taiwanese, ad esempio, ha raggiunto livelli storici. Non a caso, il mercato azionario indiano, nell’ultimo quinquennio, ha registrato una performance positiva del 50%, mentre quello taiwanese di circa il 145%. Per avere un metro di paragone più ampio, mentre il Nifty 50, indice azionario indiano, ha registrato una crescita in linea con il benchmark azionario globale, l’MSCI World, il mercato di Taiwan ha triplicato le performance.
A penalizzare l’andamento dell’indice complessivo dei mercati emergenti è stata la Cina, la seconda economia mondiale e il primo Paese per capitalizzazione dell’indice MSCI Emerging Markets. Non a caso, l’ETF Xtrackers MSCI Emerging Markets ha registrato una performance del +27,98%, inferiore rispetto a quella dell’indice azionario globale. Infatti, l’azionario cinese ha registrato negli ultimi tre anni una performance negativa vicina al -30%.
Il recente recupero del mercato azionario cinese, come visibile dall’andamento dell’indice Hang Seng, potrebbe dare una spinta decisiva verso l’alto al mercato azionario dei mercati emergenti nel suo complesso. In quest’ottica, l’indice potrebbe essere considerato sottovalutato, nonostante l’India e Taiwan abbiano già registrato performance significative. Non a caso, il P/E medio dell’ETF è sensibilmente inferiore rispetto alla sua media storica.
Hang Seng, 1W
Grafico a candele settimanali dell'indice azionario cinese Hang Seng. Fonte: baha.com
Perché il mercato azionario emergente potrebbe recuperare?
Se si ipotizza un ridimensionamento del livello dei tassi Fed nei prossimi anni, è presumibile attendersi non solo un piccolo rallentamento della prima economia mondiale, ma anche una rinnovata debolezza della valuta di riferimento globale, il dollaro. A livello tecnico, un rallentamento del DXY potrebbe rendere più appetibile l’investimento in economie emergenti. A maggior ragione, considerando la già particolarmente estesa politica fiscale degli USA, che presumibilmente resterà tale a causa della crescente competitività con l’avvicinarsi delle elezioni.
Guardando alla Cina, invece, al momento le azioni delle società del Paese presentano multipli che non possono passare inosservati. Qualora le misure di stimolo del governo continuassero a dimostrare agli investitori nuove prospettive di crescita per il Paese, potremmo assistere a un «improvviso» ritorno delle performance anche sull’indice Hang Seng. Questi due fattori potrebbero quindi stimolare a rialzo il valore dell’indice MSCI Emerging Markets.