Mercati emergenti: previsioni 2024. Cosa aspettarsi con il dollaro debole?

Tommaso Scarpellini

29 Dicembre 2023 - 16:01

Considerando la recente debolezza del dollaro, cosa sta accadendo sui mercati emergenti e quali previsioni per il 2024?

Mercati emergenti: previsioni 2024. Cosa aspettarsi con il dollaro debole?

Nell’ambito dei mercati finanziari globali, i tassi d’interesse e la politica monetaria delle principali economie mondiali giocano un ruolo fondamentale, influenzando significativamente le dinamiche economiche dei paesi emergenti. Quali previsioni per il 2024?

La recente tendenza delle banche centrali, in particolare della Federal Reserve, verso una politica monetaria più accomodante, preannuncia importanti cambiamenti per il 2024 e il 2025. Queste modifiche hanno già iniziato a manifestarsi attraverso un indebolimento del dollaro, un fenomeno che merita un’analisi dettagliata per comprendere le sue implicazioni sui mercati emergenti.

Nello specifico, le previsioni 2024 come impatteranno sul mercato azionario dei Paesi emergenti? Diamono sguardo al alcune variabili cruciali.

Federal Reserve, Dollaro e mercati emergenti

Le nuove aspettative per la politica monetaria della Federal Reserve indicano un approccio più accomodante nei prossimi anni. Questo cambio di rotta ha avuto un effetto immediato sul valore del dollaro. L’indice DXY, che traccia il valore del dollaro rispetto a un paniere di valute maggiori, ha mostrato segnali di debolezza, avvicinandosi ai 100 punti. Contemporaneamente, l’euro, rappresentato dall’indice EXY, ha registrato un trend rialzista. Anche gli indici di volatilità del mercato valutario del CBOE hanno evidenziato incrementi significativi, riflettendo una maggiore incertezza e dinamicità nel mercato delle valute.

Il valore del dollaro USA ha un impatto diretto sui mercati emergenti. Un dollaro debole rende gli investimenti in questi mercati più attraenti per gli investitori internazionali, favorendo maggiori afflussi di capitale. Questo aspetto è particolarmente rilevante per i paesi emergenti con debiti denominati in dollari, poiché un dollaro più debole riduce il peso del debito in termini di valuta locale. In aggiunta, i paesi esportatori di materie prime beneficiano di un dollaro debole, poiché ciò può comportare un aumento dei prezzi delle materie prime in dollari, migliorando la bilancia commerciale e la situazione economica di questi paesi. Difatti, storicamente esiste una relazione positiva fra prezzo delle materie prime e andamento del mercato azionario dei Paesi esportatori.

Sarà interessante osservare come la banca centrale reagirà di fronte a questo rischio. Un rialzo del prezzo delle materie prime potrebbe avere un impatto positivo sul tasso d’inflazione, potenzialmente vanificando alcuni degli sforzi compiuti dalla banca centrale negli ultimi anni. Questo rappresenterebbe un significativo controsenso rispetto alle attuali previsioni di riduzione dei tassi d’interesse. Invece, suggerirebbe la possibilità di un rallentamento più marcato rispetto a quanto attualmente previsto dal mercato nell’adeguamento della politica monetaria

Le performance dei mercati emergenti nel 2023?

L’MSCI Emerging Markets, indice che traccia i mercati azionari emergenti, ha attraversato un anno difficile nel 2023, principalmente a causa delle performance negative delle borse cinesi. Tuttavia, l’indice si avvia a chiudere l’anno con un incremento vicino al 5%. Difatti, l’indice MSCI Emerging Markets ex-China, che ha escluso il mercato cinese dalle sue valutazioni, ha registrato un rialzo del 15%, sostenuto dai rally dei titoli azionari indiani, brasiliani e messicani. Non a caso, l’indice Latin America 40, che riflette i mercati azionari dell’America Latina, ha mostrato una crescita notevole del 34% nell’ultimo anno, evidenziando un crescente interesse verso questi mercati.

Il Brasile si distingue come uno dei maggiori beneficiari della situazione attuale. La banca centrale brasiliana ha già iniziato a tagliare il tasso di riferimento, segnalando la possibilità di ulteriori tagli.

L’India rappresenta un altro punto di forza nei mercati emergenti. L’indice MSCI India, pur essendo valutato a 20 volte gli utili futuri, continua a essere attraente per gli investitori, proprio a causa della crescita demografica del Paese e le sue prospettive economiche positive rendono il mercato azionario indiano un’opzione interessante per gli investitori che cercano diversificazione e potenziale di crescita.

Mercati emergenti: le previsioni 2024

La Cina continua ad essere un elemento cruciale nel contesto dei mercati emergenti, anche se, secondo alcuni esperti, sarebbe più appropriato iniziare a considerare la sua esclusione da questa categoria borsistica. Invece, potrebbe essere opportuno valutare gli indici che escludono la Cina.

L’indice CSI 300, che traccia le principali azioni cinesi, ha subito un calo del 14% quest’anno. Goldman Sachs prevede che la crescita cinese rallenterà, attestandosi al 4,8% nel 2024, in calo rispetto al 5,3% previsto per quest’anno, e che ulteriormente diminuirà al 3% entro il 2030. Sebbene resti una componente positiva, rappresenta chiaramente un forte rallentamento rispetto agli anni passati; rallentamento non visto di buon occhio dagli investitori ed esperti, specialmente dato il forte tasso d’indebitamento del Paese, che necessità di una produttività sostenuta per non creare «intoppi» economici.

In conclusione, l’attuale scenario offre sia sfide che opportunità per i mercati emergenti. La debolezza del dollaro, insieme alla volatilità dei mercati valutari e alle mutevoli politiche monetarie delle principali economie mondiali, sta ridefinendo il panorama degli investimenti globali. Con l’inizio del nuovo anno, è essenziale monitorare da vicino le dinamiche dei mercati emergenti, considerato un settore piuttosto sensibile. È noto che gennaio sia un mese cruciale per la ridefinizione delle strategie di investimento, e i mercati emergenti potrebbero assistere a significativi cambiamenti strutturali dal punto di vista borsistico.