Questo tipo di investimento, che richiede di valutare le conseguenze geopolitiche sui flussi di cassa e sulle aziende, è più ancorato alla realtà rispetto ai metalli preziosi.
Le crescenti tensioni tra USA ed Europa, evidenziate durante il forum di Davos, hanno acceso l’interesse per gli investimenti considerati sicuri, come oro e argento, già protagonisti come copertura contro l’inflazione.
I mercati sviluppati, tra cui l’indice S&P 500, hanno invece mostrato segni di rallentamento. Gli mercati emergenti, al contrario, sono in piena crescita, segno che alcuni investitori confidano nella capacità degli USA di gestire le proprie crisi senza compromettere l’economia globale.
L’indice dei mercati emergenti MSCI ha iniziato l’anno con slancio, consolidando un trend positivo già evidente nel 2025: lo scorso anno, per la prima volta in otto, le azioni dei mercati emergenti hanno sovraperformato quelle statunitensi, con il benchmark MSCI EM in rialzo del 31% contro il 16% dell’indice S&P 500. [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA