Bonus 80 euro: pubblicato il decreto; ora misure per pensionati e Partite Iva

Dopo la riduzione delle tasse per i redditi medio bassi, il Premier pensa agli sgravi fiscali per pensionati, incapienti e Partite Iva

Reso noto il testo del decreto che, con il taglio dell’Irpef, darà respiro alle tanto prosciugate tasche degli italiani. Per quanto riguarda le misure di cui da tanto tempo ormai si parla, tra promesse e proclami, arriva una sostanziale conferma con alcune importanti specifiche. Ma oltre al decreto relativo all’Irperf e al Bonus sugli 80 euro, il governo sembra essere impegnato anche su altri fronti caldi. Lo confermano le risposte fornite dal Premier Matteo Renzi su Twitter dove ha rincarato la dose, affermando che nei prossimi giorni arriveranno nuovi sgravi fiscali o, comunque nuove misure a sostegno del reddito, di pensionati, incapienti e Partite Iva.

Per quanto riguarda il testo del decreto il bonus è confermato nella forma della detrazione sull’imposta sul reddito delle persone fisiche. Si tratterà di 640 complessivi per i prossimi 8 mesi (quindi fino a dicembre 2014) per una detrazione mensile di 80 euro, riservata ai contribuenti il cui reddito non supera i 24.000 euro annui. Nella fascia superiore (da 24.000 a 26.000) il bonus decresce fino ad arrivare a zero.

Le coperture arriveranno dai tagli alla spesa non solo dei ministeri ma anche della Presidenza del Consiglio che dovrà individuare le voci di spesa su cui intervenire per racimolare 240 milioni di euro. L’altra misura ad essere confermata, sempre al fine di recuperare denari utili per compensare l’ammanco causato dalla decurtazione dell’Irpef, è quella relativa alle banche: sale infatti (dal 20% al 26%) l’aliquota sulle rendite finanziarie. Anche se questa aliquota non riguarderà i titoli di stato come i Bot e i Btp, sarà comunque applicata a molti altri proventi delle stesse banche come i dividendi, gli interessi sui conti correnti e le plusvalenze di azioni e fondi.

Forte dei risultati ottenuti dall’Agenzia delle Entrate nel 2013, anno in cui sono stati ottenuti 13 miliardi dalla lotta all’evasione fiscale, il governo ha preventivato nel decreto unaumento di altri 2 miliardi per quest’anno. La lotta all’evasione dovrebbe, quindi, garantire coperture per 15 miliardi di euro.

Il ministro dell’economia Padoan dopo aver ribadito, nei giorni scorsi, la necessità di rendere il taglio dell’Irpef una misura strutturale e non una tantum, per far ripartire i consumi, ha anche previsto, nel Def, degli effetti positivi. Dal bonus di 80 euro, infatti, si attende una crescita del PIL dello 0,8%, valore che potrebbe anche essere maggiore se le imprese sapranno cogliere, con misure adeguate l’occasione offerta.

Al di là delle promesse di Matteo Renzi che su Twitter ha anticipato un ulteriore decreto nei prossimi giorni, per ridurre le tasse anche ai pensionati e alle Partite Iva, il decreto già pubblicato prevede anche un’altra importante misura relativa al costo del lavoro. Non solo il calo dell’Irpef continuerà nel 2015 ma sarà sostenuto anche da un fondo che permetterà di ridurre il cuneo fiscale riguardante i lavoratori dipendenti. Nel giro di 4 anni dovrebbero essere accantonati 13,6 miliardi di euro necessari a realizzare tale misura.

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