Dal bonus bebè al sostegno per genitori divorziati o separati. Un comune della provincia di Napoli si distingue per gli aiuti alle famiglie.
Come noto, oltre ai bonus riconosciuti a livello nazionale possono aggiungersi anche quelli locali previsti dai singoli Comuni utilizzando i soldi a bilancio.
Ebbene, proprio un Comune in Provincia di Napoli, Casalnuovo, in questi giorni si sta contraddistinguendo per aver realizzato due importanti misure di sostegno al reddito, un vero e proprio bonus bebè - che non rappresenta una novità in quanto si rinnova rispetto allo scorso anno - a cui si aggiunge una misura pensata per le famiglie con genitori divorziati o separati che sono in una situazione economica di difficoltà.
Ricordiamo che per la stessa categoria anche l’ultima legge di Bilancio è intervenuta attraverso il riconoscimento di un apposito tesoretto da 20 milioni di euro pensato per dare sostegno alle famiglie che a seguito di separazione o divorzio si trovano in difficoltà nel far fronte ad alcune spese, come ad esempio per pagare l’affitto o il mutuo. Una misura che per il momento di fattuale non ha ancora nulla, visto che mancano ancora i decreti per capire in che modo si trasformerà in un sostegno per le famiglie.
Nel frattempo però ci sono i Comuni, come appunto quello di Casalnuovo - cittadina con oltre 45.000 abitanti della Provincia di Napoli - che si sta contraddistinguendo per l’attenzione dimostrata nei confronti dei propri cittadini, specialmente per coloro che sono in una situazione economica di difficoltà. Un vero esempio di come i principi del welfare State possano consolidarsi anche nelle realtà locali.
Il bonus bebé
Tra le misure di sostegno previste dal Comune di Casalnuovo per il 2026 c’è anche il bonus bebè comunale, un contributo una tantum da 500 euro destinato alle famiglie in occasione della nascita o dell’adozione di un figlio, il quale si va ad aggiungere al bonus da 1.000 euro riconosciuto dall’Inps.
Il bonus spetta per ogni bambino nato o adottato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 e può essere richiesto da uno solo dei genitori, naturale o adottivo. La domanda può essere presentata indifferentemente da uno dei due genitori se conviventi, dal genitore con cui il figlio vive stabilmente oppure, nei casi previsti, dall’unico genitore che esercita la responsabilità genitoriale.
Nel caso di adozione, ai fini del beneficio viene considerata come data di nascita quella della trascrizione del provvedimento di adozione, a condizione che il minore non abbia più di tre anni al momento della richiesta.
Per ottenere il contributo è necessario rispettare anche un requisito economico: l’Isee del nucleo familiare deve essere in corso di validità e non superiore a 45.000 euro. La domanda va presentata utilizzando esclusivamente l’apposito modello predisposto dal Comune e consegnata all’Ufficio Protocollo entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione.
Il pagamento del bonus avverrà in due tranche, una relativa al primo semestre e una al secondo semestre del 2026, in base alle tempistiche amministrative del Comune.
Il bonus per separati e divorziati
Ma non c’è solo il sostegno alla natalità: tra le misure sociali attivate dal Comune di Casalnuovo per il 2026 c’è anche “Ti siamo accanto”, un contributo economico destinato alle famiglie con genitori separati o divorziati che si trovano in condizioni di difficoltà.
Un intervento che nasce dall’osservazione di una realtà sempre più diffusa: nuclei familiari che, dopo una separazione, si ritrovano con un solo reddito a fronte di spese che restano invariate o addirittura aumentano. Tra affitto, mantenimento dei figli, costi sanitari e spese di studio, l’equilibrio economico può diventare fragile anche per chi, sulla carta, non rientra nelle fasce di povertà tradizionali.
Proprio per rispondere a queste situazioni, il Comune ha deciso di introdurre un sostegno mirato, pensato per coprire alcune delle spese più pesanti per i bilanci familiari. Il contributo potrà essere utilizzato, ad esempio, per il pagamento dell’affitto, per cure mediche dei figli non coperte dal Servizio sanitario oppure per spese universitarie e formative.
Per adesso, però, non è ancora possibile farne richiesta. La misura, infatti, sarà regolata da un avviso pubblico in uscita nei prossimi giorni, che definirà nel dettaglio requisiti, importi e modalità di presentazione delle domande.
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