Berlusconi vuol fare rinascere il centro con Altra Italia, assist a Renzi?

Con Altra Italia Silvio Berlusconi punta a creare una federazione di forze moderate e centriste: con Forza Italia in secondo piano, l’ex premier così può sperare in una sinergia con un eventuale nuovo partito di Matteo Renzi.

Berlusconi vuol fare rinascere il centro con Altra Italia, assist a Renzi?

Quando Silvio Berlusconi fa una mossa non è mai per caso. L’ultima in ordine di tempo è quella dell’azzeramento dei coordinatori di Forza Italia, che ha provocato la scissione di Giovanni Toti e le ire di Mara Carfagna, lanciando al tempo stesso il progetto Altra Italia.

Una decisione questa che ha spiazzato in molti anche all’interno degli azzurri, ma che in fondo può avere una sua logica visto il momento non molto felice del partito che, secondo gli ultimi sondaggi, sarebbe ora stato superato anche da Fratelli d’Italia.

Berlusconi quindi dal cilindro ha tirato fuori l’idea di una federazione dei moderati, appunto Altra Italia, per cercare così di occupare quell’area centrista che al momento in pratica non ha più una rappresentanza.

Il vero obiettivo però potrebbe essere essere quello di fornire una sponda a Matteo Renzi. L’ex segretario del PD infatti da tempo sta cercando di capire se ci sono le condizioni per staccarsi dai dem e adesso, con lo scomodo fardello di un’alleanza direttamente con Forza Italia che verrebbe superato, potrebbe avere un motivo in più per uno strappo.

Berlusconi e il progetto Altra Italia

Ogni bravo giocatore sa bene che, quando le carte non sono più vincenti, bisogna passare la mano. Forza Italia dalla sua creazione nel 1994 ha in qualche modo rivoluzionato il mondo della politica, ma adesso l’aura degli azzurri sembrerebbe essersi quasi definitivamente affievolita.

Silvio Berlusconi da uomo a cui in pochi devono insegnare qualcosa a livello di marketing questo lo ha capito da tempo. Più che a un restyling del partito ha quindi deciso di intraprendere una nuova strada lanciando l’idea Altra Italia.

In pratica si tratterebbe di una sorta di federazione di tutti quei partiti e movimenti di estrazione centrista e moderata. A questa adunata lanciata dall’ex premier hanno già risposto presente diverse forze politiche.

Dal Nuovo Psi a Energie per l’Italia di Stefano Parisi, fino al Cantiere Popolare di Saverio Romano e la DC di Gianfranco Rotondi, sarebbero già tante le adesioni ad Altra Italia da parte della frammentata galassia centrista.

Tutti questi piccoli partiti si andrebbero a federare con Forza Italia a recitare il ruolo di perno, con questa unione che potrebbe trovare il supporto anche degli altoatesini di SVP già alleati degli azzurri alle ultime elezioni europee.

Una federazione questa che, se Forza Italia dovesse riuscire a bloccare l’emorragia di consensi e mantenere l’attuale zoccolo duro di voti, potrebbe ambire grazie pure alla forza mediatica di Berlusconi anche a raggiungere il 10%.

Porta aperta a Renzi?

Creare un nuovo centro è un’idea sicuramente non originale visto che in tanti ci hanno provato negli ultimi anni. Se però a muoversi è direttamente Silvio Berlusconi ci possono essere delle chance in più di riuscita.

Il problema però è sempre quello di chi possa essere il leader di questa federazione dei moderati. Scartate tutte le ipotesi che si sono fatte, per ultima quella di Mara Carfagna che è stata bocciata dall’ex premier, l’obiettivo di Altra Italia potrebbe essere quello di giocare di sponda con Matteo Renzi.

L’ex segretario del Partito Democratico da quando ha passato la mano vive in una sorta di situazione di separato in casa. Visto che le ultime liste elettorali dei dem le ha fatte proprio lui, i renziani però attualmente hanno una nutrita rappresentanza in Parlamento.

Da tempo si parla come Renzi stia cercando di capire se ci sono le condizioni per separarsi dal PD del nuovo corso di Zingaretti. L’interrogativo maggiore è quello dell’impatto in termini di voti che potrebbe avere un eventuale nuovo partito.

Sarebbe poco conveniente infatti lasciare il Partito Democratico che comunque è sempre il secondo partito del paese per rischiare di fare un flop alle urne, facendo magari la fine degli scissionisti di sinistra in pratica adesso scomparsi.

Sapendo però di poter contare magari su un’alleanza con un movimento centrista, senza l’imbarazzo di stringere un patto direttamente con Forza Italia, queste remore potrebbero venire meno visto che si verrebbe a creare una coalizione capace di portare a casa percentuali tali da poter incidere in Parlamento.

Una prospettiva questa che renderebbe a tutti gli effetti Matteo Renzi l’erede politico di Silvio Berlusconi, come già spesso ventilato ai tempi del patto del Nazareno, per un ennesimo tentativo di riportare ai vecchi fasti l’universo centrista che ai tempi della Prima Repubblica rappresentava la grande maggioranza del paese.

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