Cos’è il taglio dei parlamentari: come saranno Camera e Senato, ma c’è il referendum

La riforma sul taglio dei parlamentari è stata approvata ma il prossimo 29 marzo ci sarà un referendum confermativo. Con la sforbiciata le poltrone in meno sono 345, ovvero 115 in Senato e 230 alla Camera: ecco come potrebbe essere il nuovo assetto del Parlamento.

Cos'è il taglio dei parlamentari: come saranno Camera e Senato, ma c'è il referendum

Il taglio dei parlamentari è stato approvato in via definitiva e la nuova composizione del Parlamento è legge, ma adesso ci sarà da superare lo scoglio del referendum che si terrà il prossimo 29 marzo.

Dopo un lungo iter promosso dal Movimento 5 Stelle, l’8 ottobre 2019 la Camera dei deputati ha espresso l’ultimo voto positivo necessario a dare attuazione alla riforma costituzionale. A seguito della richiesta da parte di 71 senatori, l’ultima parola sulla riforma spetterà però agli italiani.

Con questa legge viene di fatto ridisegnata la composizione del Parlamento: sono 345 le poltrone in meno previste, precisamente 115 senatori e 230 deputati, con un risparmio stimato di 100 milioni di euro lordi all’anno.

Non mancano comunque le voci contrarie: per molti giuristi e per le forze di opposizione si tratterebbe di un risparmio poco rilevante rispetto alla totalità della spesa pubblica e, cosa più preoccupante, la diminuzione dei posti in Parlamento andrebbe a mettere in discussione la rappresentatività popolare.

La nuova composizione entrerà in vigore dalla data di scioglimento o cessazione delle Camere, sempre che il taglio venga confermato dal referendum. In caso di disco verde, dopo la riforma sul taglio dei parlamentari saranno anche necessari:

  • le modifiche sull’elezione del Senato e del Presidente della Repubblica, con la riduzione dei delegati regionali;

Taglio dei parlamentari, cosa prevede la riforma costituzionale

Il taglio del numero dei parlamentari è sempre stato uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle, riforma che nessun altro partito è mai riuscito a portare al termine.

Stavolta l’obiettivo è stato raggiunto: con 553 voti favorevoli e 14 contrari, il taglio delle poltrone in Parlamento è legge dall’8 ottobre 2019.

Il nuovo Parlamento sarà composto come segue:

  • 200 Senatori;
  • 400 Deputati.

In pratica le poltrone tagliate sono 115 in Senato e 230 alla Camera dei Deputati. In totale quindi i parlamentari passano da 945 a 600, con un risparmio di circa 100 milioni di euro all’anno.

Ma più che per il risparmio economico in sé, questa riforma ha un importante valore simbolico: quello di eliminare gli eccessi e i malfunzionamenti delle Istituzioni, spesso appesantite da lunghi iter burocratici e spese superflue. Per maggiori dettagli su Pro e contro del taglio dei parlamentari si consiglia di leggere il nostro articolo dedicato.

Qui il testo della riforma:

Riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari
Clicca per prendere visione del testo completo della Riforma

Taglio dei parlamentari, un complesso iter di approvazione

Il testo che prevede il taglio del numero delle poltrone in Parlamento è una riforma costituzionale, vale a dire che non si tratta di una semplice legge di modifica, ma di un intervento che va manipolare il dettato costituzionale, precisamente gli articoli 56 e 57 che prevedono 630 Deputati e 315 Senatori.

Come ogni riforma costituzionale, anche quella sui tagli in Parlamento prevede un iter di approvazione “rafforzato”: vale a dire che invece di due votazioni favorevoli da parte delle Camere ne occorrono ben quattro, due per ciascuna Camera.

Quella dell’8 ottobre 2019 è stata l’ultima delle due votazioni della Camera per dare il via alla Riforma costituzionale; in Senato invece l’iter di approvazione si era concluso lo scorso 11 luglio.

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