Voto al Senato a 18 anni e senatori a 25, ok alla riforma: cosa cambia

A 18 anni si potrà votare per il Senato e diventare senatori a 25, come accade per la Camera dei deputati. La commissione dice ok alla riforma che modifica l’elettorato attivo e passivo. Grande attesa per il ddl.

Voto al Senato a 18 anni e senatori a 25, ok alla riforma: cosa cambia

Una svolta epocale per il Senato: a 18 anni si potrà votare e per essere eletti basterà aver compiuto 25 anni. Una modifica notevole dato che, ad oggi, il voto al Senato è permesso dai 25 anni in su mentre per diventare senatori ne occorrono 40.

La proposta arriva dal senatore PD Dario Parrini e ha ottenuto il via libera in Commissione affari costituzionali all’unanimità. Se il testo venisse confermato, alle prossime elezioni ci sarebbero 4 milioni di elettori in più.

Una riforma, forse l’unica, che trova l’accordo sia della maggioranza che dei partiti di minoranza e che si inserisce in un più progetto più ampio di modifica non solo delle regole di elettorato attivo e passivo ma anche della composizione delle Camere e dell’elezione del Presidente della Repubblica.

18 anni per votare in Senato e senatori a 25: presto un ddl

La Commissione affari costituzionali del Senato non ha lasciato margini di dubbio: grande consenso per la riforma che prevede il voto a 18 anni in Senato e la possibilità di essere eletti a 25 anni, proprio come accade alla Camera dei deputati.

In altre parole, si vuole eliminare la disparità di elettorato attivo e passivo delle due Camere e rendere i criteri di elezione più omogenei. La proposta porta la prima firma del senatore PD Dario Parrini ma, in realtà, si tratta di un progetto di riforma già in bilico nella scorsa esperienza di Governo che però, aveva subito uno stop ad agosto.

Ora il progetto di abbassare l’età per votare ed essere eletti in Senato torna prepotentemente alla ribalta, anche perché si stima che il voto a 18 anni porterà ben 4 milioni di elettori in più alle prossime elezioni.

Dopo il successo incassato ieri in Commissione, si sta pensando subito ad un ddl, il quale andrebbe a completare un progetto assai più ampio: dopo l’approvazione del taglio dei parlamentari, adesso è la volta del voto ai maggiorenni in Senato e poi della riformulazione delle maggioranze necessarie ad eleggere il Presidente della Repubblica.

Voto a 18 anni, cosa dice la Costituzione?

Fino ad ora l’elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati si sono sempre svolte secondo regole differenti, ed è proprio la Costituzione a stabilirlo negli articoli 56 e 58.

Il primo stabilisce che si può votare alla Camera a 18 anni ed essere eletti deputati a 25 anni; il secondo prevede che si possa votare al Senato a 25 anni e diventare senatori dopo i 40.

La notevole differenza tra i limiti di età previsti per le due Camere, rispondeva ad un’esigenza, molto diffusa ai tempi dei costituenti, di assicurare maggior consapevolezza politica per quanto riguarda l’elezione del Senato. Ciò perché alla Camera “alta” erano conferiti tradizionalmente maggior prestigio e responsabilità. Oggi questa distinzione è caduta, e quindi la sproporzione di età tra le Camere non ha più ragione di esistere.

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