Legge elettorale, Salvini deposita il quesito del Referendum: cosa succede adesso?

Matteo Salvini ha depositato in Cassazione il quesito del Referendum abrogativo della legge elettorale per il ritorno al sistema maggioritario. L’ufficio centrale per il referendum deciderà entro il 15 dicembre. Qui tutti i dettagli.

Legge elettorale, Salvini deposita il quesito del Referendum: cosa succede adesso?

Il quesito del referendum sulla legge elettorale è già pronto: Salvini ha depositato il testo in Corte di Cassazione e, se non ci fossero osservazioni da parte dei giudici, il referendum abrogativo sarebbe già pronto la prossima primavera.

In soli 15 giorni, l’ex Ministro dell’Interno ha ottenuto il consenso di otto Regioni, tre in più del numero richiesto dalla Costituzione: Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Abruzzo, Basilicata e Sardegna.

Entro il 15 dicembre la Cassazione si esprimerà sulla legittimità del quesito. Lo scopo del referendum è modificare l’attuale legge elettorale - il Rosatellum - ed abrogare le parti che prevedono un sistema elettorale di tipo proporzionale, a vantaggio del maggioritario.

Referendum legge elettorale: oggi il deposito del quesito

Lo scorso 14 settembre, l’ex vice premier Salvini aveva annunciato un referendum abrogativo per introdurre il sistema elettorale maggioritario, eliminando le parti proporzionali previste dal Rosatellum, in vigore dal 2017.

Sembrava un’impresa difficile da attuare, eppure in sole due settimane Salvini è riuscito ad ottenere il consenso necessario per presentare il quesito referendario. L’articolo 75 della Costituzione prevede che il referendum abrogativo possa essere proposto solo ad iniziativa di 500 mila elettori oppure di 5 Consigli Regionali; il leader della Lega, invece, ha ottenuto il sì di otto Regioni, tre in più di quelle necessarie.

Il quesito è stato depositato stamane presso l’ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione. I tempi dunque si accorciano, e con alta probabilità già la prossima primavera si potrebbe andare a votare per il sistema maggioritario, sempre che il Parlamento non decida di intervenire in extremis sulla legge elettorale, prima che il quesito ottenga il benestare della Corte Suprema.

Referendum sulla legge elettorale, come funziona il controllo della Cassazione

L’iter per la proposizione del referendum abrogativo segue regole precise e tempi scanditi dalla Corte di Cassazione. L’ente competente a giudicare sulla legittimità del quesito è l’ufficio centrale per il referendum, istituito presso la stessa Corte; qui avviene l’accertamento della conformità del testo agli articoli 75 e 138 della Costituzione. In altre parole si verifica che il referendum non riguardi una delle materie vietate (leggi tributarie, di bilancio, di amnistia e indulto) e che sia stato rispettato l’iter di proposizione.

Tutte le richieste di referendum abrogativo possono essere presentate dal 1° gennaio al 30 settembre di ogni anno. Entro la fine di ottobre, l’ufficio deve individuare le eventuali irregolarità ed invitare i presentatori a compiere le dovute correzioni entro e non oltre il 20 novembre. La decisione definitiva circa la legittimità del quesito avviene entro il 15 dicembre di ogni anno e i propositori hanno 5 giorni di tempo per depositare possibili deduzioni.

Se il referendum abrogativo è legittimo, l’ufficio della Cassazione ne dà immediata comunicazione al Presidente della Repubblica, del Consiglio dei Ministri, della Corte costituzionale e ai Presidenti di Camera e Senato.

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