Art Bonus: varato il decreto legge per promuovere il patrimonio culturale italiano

Barbara Lorenzo

24 Maggio 2014 - 10:25

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Ogni privato cittadino o imprenditore che vorrà investire su restauri e tutela del patrimonio artistico del nostro Paese beneficerà di un credito d’imposta.

Il cuore del provvedimento «Art Bonus», è che ogni privato cittadino o imprenditore che vorrà investire su restauri e tutela del patrimonio artistico italiano, ma anche teatri, istituti culturali, fondazioni liriche, potrà beneficiare di un credito d’imposta pari al 65% della somma donata e ammortizzabile in tre anni, e del 30% per la ristrutturazione degli alberghi fino a tre stelle.

Queste le novità principali introdotte dal Governo Renzi con il decreto cultura. Via libera anche al raddoppio del tetto massimo al Tax Credit per le produzioni cinematografiche, da 5 a 10 milioni di euro, obiettivo è attrarre nuove produzioni, e all’assunzione di 20 progettisti per Pompei e per la Reggia di Caserta.

Nello specifico, alla detrazione si avrà diritto per un’ampia gamma di interventi: non solo per la manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, ma anche per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura pubblici o per la realizzazione di nuove strutture o il restauro o il potenziamento delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri pubblici.

«Oggi nel nostro Paese abbiamo una detrazione pressoché insignificante per il privato che decide un atto di liberalità e di mecenatismo», ha spiegato il Ministro dei Beni e Attività Culturali Dario Franceschini «i riceventi le donazioni dovranno pubblicare on line la destinazione delle risorse.»

La misura prevede dunque «agevolazioni per atti di mecenatismo, e non per sponsorizzazioni o altre cose», ha spiegato il Ministro Franceschini, parliamo di una liberalità donata al pubblico, che attualmente ha una detrazione insignificante, mentre con l’Art Bonus ci mettiamo al fianco di paesi come la Francia, dove la legge sul mecenatismo ha portato risultati straordinari".

Inoltre sarà liquidato in sei mesi anche l’attuale Ente nazionale del turismo, l’Enit oggi è inadeguata per le esigenze del turismo italiano, i difetti dell’Enit sono noti: molte sedi all’estero, poca digitalizzazione, pochissime risorse per la promozione. L’obiettivo è trasformarlo in ente pubblico economico e coinvolgere fortemente le Regioni nella governance.

Il settore della cultura e del turismo è una straordinaria potenzialità per l’Italia, è da sviluppare sempre di più per poter rilanciare il nostro Paese in Europa e poter uscire dalla crisi.

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