Approvazione DEF: tutti i numeri del decreto

Premier ottimista sulle coperture del decreto: oltre alla spending rewiew, arriveranno nuove tasse sui guadagni di banche e istituti di credito

Anche se il Premier Renzi ha ostentato la sua solita sicurezza nella seduta del Consiglio dei Ministri di Ieri, soprattutto relativamente alle coperture economiche delle misure previste dal Documento di Economia e Finanza approvato ieri, il quadro che esce dal provvedimento non è confortante.

Secondo i dati e le rilevazioni statistiche che il DEF assume come punto di partenza per la programmazione economica dei prossimi mesi del 2014, l’Italia continuerà a crescere poco e lentamente, per quest’anno è previsto un +0,8%, una crescita minore rispetto alle previsioni fatte finora anche se comunque superiore a quanto preventivato da Commissione Europea e Fondo Monetario Internazionale.

Il deficit sarà mantenuto al 2,6%, quindi abbondantemente al di sotto della soglia del 3,0 % che consente l’avvio di procedure di infrazione a livello europeo. Il debito pubblico, invece, salirà al 134,9% ma in questo senso ci sono state rassicurazioni: le privatizzazioni dovrebbero comunque farlo scendere in un secondo momento, garantendo anche la tenuta dei conti.

Anche la disoccupazione non sembra, almeno per ora, destinata ad avere consistenti cali, anche se la diminuzione della pressione fiscale, dovrebbe comunque portare a una ripresa dei consumi, un presupposto importante anche per la ripresa del mercato del lavoro.

Matteo Renzi si è mostrato ottimista, soprattutto sui risultati attesi dai tagli: dovranno essere recuperati 6,6 e i 6,7 miliardi, per i prossimi 8 mesi dell’anno, una cifra che consentirà al Premier di mantenere le promesse fatte agli italiani e di attuare gli altri provvedimenti utili a riformare il paese. Si tratta di una somma che potrà essere racimolata mettendo insieme 4,5 miliardi che verranno dalla spending review vera e propria, dove particolare attenzione sarà posta sul ridimensionamento degli stipendi dei manager pubblici (tetto massimo di 238.00 euro annui). Un altro miliardo di euro arriverà, secondo le stime del Ministero dell’Economia, dagli incassi Iva derivanti dal rimborso dei debiti della pubblica amministrazione.

La grande novità di queste ore è un’ulteriore misura prevista dal Consiglio dei Ministri che riguarda le banche, i soggetti su cui la scure del Governo si abbatterà con la forza maggiore. Un altro dei miliardi necessari per la copertura economica del DEF dovrebbe arrivare, infatti, dalla tassazione sulle plusvalenze realizzate dalle banche, in seguito alla rivalutazione delle quote Bankitalia, voluta dal Governo Letta. Lo stesso esecutivo Letta, aveva previsto un’aliquota al 12% su tali plusvalenze, un balzello che potrebbe addirittura che potrebbe ora addirittura raddoppiare o, addirittura arrivare al 26%.
In tal modo, nelle parole del Premier, «Il Def mantiene tutti gli impegni che ci eravamo presi, alla faccia dei gufi. Inizia a pagare chi non ha mai pagato. Si cambia verso».". Coperture e misure specifiche verranno comunque chiarite con maggiori dettagli in un decreto previsto per venerdì 18 aprile, momento in cui il Def dovrebbe arrivare in Parlamento per la necessaria approvazione.

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