Affitto 2014: divieto contanti solo sopra i 1000 euro

Per chi è in affitto il 2014 doveva rappresentare l’addio definitivo ai pagamenti in contanti, ma non sarà proprio così: non sono, infatti, previste sanzioni per canoni versati inferiori ai mille euro. Vediamo insieme perché.

Affitto 2014, cos’è cambiato con la legge di Stabilità? Non poco, anzi, c’è stata una vera e propria rivoluzione grazie all’introduzione dell’obbligo di pagare il canone di locazione in forme tracciabili, che escludessero di fatto l’utilizzo del contante. Un provvedimento non irrilevante quindi, soprattutto se consideriamo l’atavico ritardo del nostro Paese nell’uso di qualsivoglia forma di pagamento elettronico.

I problemi del divieto del pagamento in contanti

Il divieto di pagamento in contanti degli affitti, infatti, seppur accolto in maniera positiva in quanto considerato efficace mezzo di contrasto del fenomeno delle locazioni in nero, presentava alcune zone d’ombra. Innanzitutto, all’epoca della legge di Stabilità mancavano ancora chiare informazioni sulle sanzioni previste per chi avesse contravvenuto al divieto, ma c’erano anche numerose perplessità sul nuovo obbligo spettante ai locatari, che avrebbero dovuto farsi carico dei costi inevitabilmente legati ai mezzi di pagamento tracciabili. Secondo quanto denunciato già all’epoca da Confedilizia, lo scotto maggiore lo avrebbero pagato proprio i cittadini più anziani e gli immigrati.

I chiarimenti del Mef

A fare chiarezza è giunto finalmente il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con una nota a dir poco dirimente, al punto che in un articolo del Sole 24 Ore sull’argomento in edicola oggi l’apertura recita:

Il dipartimento del Tesoro vanifica la legge di stabilità in merito alla tracciabilità dei canoni di locazione per le abitazioni.

Il nodo gordiano, infatti, era rappresentato proprio dall’articolo 50 di quella che noi tutti un tempo conoscevamo con il nome di legge Finanziaria, che nel sancire il divieto di pagamento in contanti degli affitti precisava

Quale ne sia l’importo.

Una misura a dir poco stringente, quindi, tale da escludere solo gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, alla quale il Mef in qualche modo ha imposto un primo stop.

Niente norma antiriciclaggio per gli affitti sotto i 1000 euro

E’ infatti stato chiarito che non si potranno disporre le sanzioni previste dall’articolo 49 del Dlgs 231/07 (decreto antiriciclaggio) in caso di somme inferiori ai 1000 euro. Il decreto in questione da questo punto di vista è molto chiaro: impone sì sanzioni amministrative dall’1 al 40 per cento della cifra trasferita, ma solo per importi superiori ai 999,99 euro.

Per la tracciabilità basta la ricevuta

Il parere ministeriale precisa inoltre che la tracciabilità richiesta potrà ritenersi soddisfatta con una prova documentale idonea ad attestare il versamento effettuato. La classica ricevuta rilasciata dal padrone di casa dovrebbe quindi essere più che sufficiente, e al momento non si hanno notizie di possibili sanzioni per gli affitti inferiori ai mille euro. Pur escludendo quelle correlate decreto antiriciclaggio, infatti, rimarrebbe comunque aperta la strada delle sanzioni tributarie. Da quel fronte, però, al momento tutto tace, e nella convulsa fase politica che il Paese sta vivendo è probabile che si dovrà aspettare un po’ per avere eventuali notizie in merito.

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