In casa MEF il mese di ottobre si chiuderà con una quadrupla asta di titoli di Stato a medio e lungo termine, dopo la “special dual tranche” dei giorni scorsi. È pur vero che tanti risparmiatori retail hanno spostato i propri soldi dal conto o libretto ai recenti BTP Valore, ma gli affari non sono certamente finiti. Oggi, giovedì 29, il Tesoro collocherà altri slot di quattro distinti prestiti obbligazionari già in circolo sul MOT.
Analizziamo i soli due bond in scadenza entro i prossimi 5,25 anni, mettendoli in confronto con i recenti Valore 2031. Dunque, ecco 2 BTP a cedola fissa buoni per guadagnare il 3,95% o il 3,50% a medio termine.
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Tra i tratti in comune che hanno i due prodotti, uno riguarda il fatto che scadono entrambi nel mese di febbraio. A mutare sono il giorno (il 1° e il 15 del mese) e l’anno, per cui uno ha una vita residua di circa 4,30 anni, l’altro di un annetto in più.
Il 1° è il BTP Tf 3,50% Fb31 con identificativo ISIN IT0005580094, nato il 16/01/2024 e in scadenza il 15/02/2031. È un settennale in origine giunto all’8° tranche per un importo ordinario tra 0,75 e 1,25 mld di €, e 0,25 riservati all’asta supplementare. Per i neo acquirenti ci sono anche 79 giorni di dietimi da conteggiare, dato lo stacco cedola avutosi lo scorso Ferragosto (il prossimo sarà il 15/02).
Paga il 3,50% annuo lordo, l’1,75% semestrale, ma l’effettivo atteso esitato dovrebbe essere superiore. I 17,2 mld di flottante già in circolo sul MOT prezzano sui 98,57 centesimi, per un effettivo a scadenza del 3,91% (netto: 3,46%). Un primo, doppio aspetto interessante è che il bond ha una modesta duration modificata (3,86) e prezza sui minimi annui (low YTD: 97,60). A febbraio il massimo è stato a 104,27 per cui sono tutte le premesse per sperare nella ripresa dei corsi quando gli yield torneranno a scendere.
Cedola annua del 3,95% e prezzo poco sopra cento
L’altro titolo scade quasi esattamente un anno dopo, il 1° febbraio 2032 e si tratta di un quinquennale di fresca emissione. È nato il 1° ottobre ’26 (giorni dietimi: 32) e staccherà l’unica cedola corta il 1° febbraio ’27 quando partiranno i 5 anni pieni prima del suo definitivo rimborso il 01/02/2032. Ha identificativo ISIN IT0005733636 e per esso l’emittente paga il 3,95% annuo lordo (e 1,320245% il 1° febbraio, cedola corta). Sul MOT prezza già 100,78 centesimi (yield: 4,05%), e in un mese scarso di vita il titolo ha avuto il tempo di scendere a 98,8 e di risalire a 100,9. Da estremo a estremo, un +2,1% di potenziale rialzo che arriva a 2,4% circa se aggiungiamo il rateo di periodo.
Ha duration modificata maggiore del BTP precedente (4,61%), per cui se gli yield dovessero scendere ai livelli di febbraio ’26 il bond ha strada da percorrere.
Rispetto al BTP Tf 3,50% Fb31, quindi, il titolo è più ricco nei coupon e relativamente più speculativo a rischio tutto sommato contenuto. Un buon compromesso per chi cerca cedola e possibili movimenti dei prezzi da sfruttare prima del naturale rimborso del titolo a scadenza.
Quanto agli importi offerti, infine, essi coincidono con gli slot precedenti sia per l’asta ordinaria che per quella supplementare.
Il BTP Tf 3,50% Fb31, il BTP Tf 3,95% Fb32 e i neo BTP Valore 2031
Ora facciamo un piccolo test con altri due BTP quasi pari durata emessi quasi negli stessi giorni, ossia la 8° e la 9° serie del BTP Valore. Con il senno del “quasi poi” (i neo slot del Tf 3,50% Fb31 e del Tf 3,95% Fb32 saranno assegnati il 29/10), sarebbero stati più convenienti i Valore o i BTP attuali?
A grandi linee i quattro bond hanno più tratti in comune come l’emittente, la valuta, l’orizzonte temporale. Differiscono per la periodicità dei payout, le commissioni di ingresso, la durata esatta dell’investimento e il rendimento puro. Bene, è su questi piccoli elementi che si gioca la differenza sul “conviene di più, conviene di meno”.
Lo yield, per esempio, dovrebbe premiare il Valore ordinario rispetto al ritorno atteso all’asta del 29 ottobre per la stessa durata. Se poi consideriamo il fatto che di rado le cedole vengono reinvestite, l’Insieme risulterebbe ancora più redditizio.
L’altro elemento che fa la differenza è la commissione bancaria, che giocoforza lima il rendimento netto sui due neo slot in asta il 29. Gli ultimi, infine, riguardano la frequenza delle cedole (trimestrali o finali, contro il semestrale) e la struttura cedolare: costante, crescente, ad accumulo.
Chiudiamo dando un rapido cenno al calendario delle operazioni di sottoscrizione. La prenotazione da parte del pubblico retail dovrà avvenire entro mercoledì 28, sempre rivolgendosi alla banca con cui si è attivato il conto titoli. L’operazione potrà avvenire tanto in remoto, se abilitati, che allo sportello. Giovedì 29 il Tesoro terrà le consuete aste ordinarie di assegnazione, mentre il giorno dopo si terranno le supplementari. Il regolamento dei neo slot assegnati, infine, è rimandato al mese prossimo, lunedì 2 novembre.
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