USA-Iran: sarà guerra nel 2020?

USA-Iran: sarà guerra nel 2020? La tensione tra i due Paesi è al massimo dopo gli ultimi eventi in Iraq

USA-Iran: sarà guerra nel 2020?

USA-Iran: sarà guerra nel 2020? Il quesito appare di stretta attualità dopo i fatti che si sono succeduti in Iraq con l’occupazione dell’ambasciata USA e con l’uccisione del generale Soleimani. Il 2019 si è chiuso con un clima incandescente e assolutamente minaccioso per il Medio Oriente e per l’intero equilibrio mondiale, ma il 2020 non è certo risultato più sereno.

La tensione tra Washington e Teheran non si è mai veramente placata. Anzi, negli ultimi mesi dell’anno è aumentata pericolosamente. Il rischio di un conflitto si è fatto sempre più realistico visto che, sfruttando la fragilità dell’Iraq, diviso e in protesta, le due potenze stanno portando avanti una drammatica sfida per procura.

Lo scenario non è dei più ottimistici. Il rapporto USA-Iran è una delle vicende di maggiore spicco da tenere in considerazione nel 2020. I venti di guerra, infatti, sono tornati a soffiare.

Guerra USA-Iran? È scontro in Iraq. Cosa sta succedendo

Lo scorso 31 dicembre l’ambasciata statunitense a Baghdad è stata presa d’assalto da centinaia di manifestanti iracheni. Tutto il personale è stato fatto evacuare. L’ingresso principale è stato assediato, le porte di accesso bruciate e le telecamere di sorveglianza distrutte da bottiglie di vetro.

L’episodio violento di fine anno è stato solo una tragica conseguenza della complessa situazione dell’Iraq, alle prese con crisi interna e destabilizzazioni proprie dello scacchiere mediorientale e degli strascichi della guerra.

Gli Stati Uniti e l’Iran sono, in realtà, i protagonisti principali degli ultimi episodi. Non a caso, i cittadini radunati intorno all’ambasciata hanno levato grida di morte contro la potenza americana, sventolando bandiere delle Forze di Mobilitazione Popolare, vicine a Kataib Hezbollah, appoggiato dagli iraniani.

I due rivali si contendono il potere in questa zona nevralgica del mondo a suon di bombardamenti, alleanze, accordi con partner amici. La rabbia esplosa contro il simbolo del potere USA a Baghdad è stata la risposta agli attacchi statunitensi contro le basi delle milizie delle Brigate di Hezbollah che si trovano nei territori iracheni e siriani. I raid hanno provocato 25 morti.

La strategia USA è stata quella di colpire le forze sciite sostenute dall’Iran, proprio come il gruppo paramilitare iracheno preso di mira qualche giorno fa. Indebolire la presenza e il prestigio di Teheran nei conflitti ancora attivi e irrisolti di Baghdad e Damasco resta uno dei principali obiettivi di Washington, la stessa che ieri ha aperto le porte a un nuovo raid nella capitale irachena, nel quale è rimasto ucciso il generale Soleimani. La reazione della Repubblica Islamica non si è fatta attendere e Teheran ha già giurato vendetta.

Teheran e Washington sull’orlo dello scontro?

Lo scontro definitivo tra le due potenze potrebbe esplodere in modo concreto da un momento all’altro. A conferma dell’atmosfera così tesa sono arrivate le parole di Donald Trump, non appena è stata diffusa la notizia dell’attacco all’ambasciata.

Il presidente USA non ha usato mezzi termini:

“l’Iran sta orchestrando un attacco all’ambasciata americana in Iraq. Saranno ritenuti pienamente responsabili.”

Teheran, invece, ha ribadito che le sanzioni imposte dagli Stati Uniti stanno colpendo duramente l’economia del Paese. Il presidente Hassan Rouhani ha affermato che la Repubblica islamica ha perso 100 miliardi di dollari di entrate petrolifere negli ultimi due anni e una pari quantità di credito per investimenti esteri.

Ai commenti del 31 dicembre ha fatto poi seguito l’attacco di Baghdad ordinato da Donald Trump, un attacco che ha avuto un impatto dirompente sui mercati finanziari (l’azionario è crollato mentre i beni rifugio sono decollati).

La tensione è, quindi, ai massimi livelli. Tra USA e Iran potrebbe scoppiare l’ennesima guerra proprio nel 2020.

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