Il Giappone avverte le sue aziende a Taiwan: il rischio di una guerra minaccia gli affari

Federico Giuliani

8 Agosto 2025 - 07:20

In caso di guerra le aziende giapponesi operative a Taiwan, una delle maggiori fonti di investimenti diretti esteri di Taipei, dovranno cavarsela da sole

Il Giappone avverte le sue aziende a Taiwan: il rischio di una guerra minaccia gli affari

Il governo del Giappone è stato chiaro: nel caso in cui dovesse scoppiare una guerra a Taiwan le aziende nipponiche operative sull’isola dovranno cavarsela da sole. Anche nell’ambito di un’eventuale evacuazione del personale.

Il messaggio è tanto grave quanto importante visto che si riferisce ad una delle maggiori fonti di investimenti diretti esteri di Taipei, ossia al flusso di società giapponesi operative sul suolo taiwanese. L’avvertimento, ha scritto il Financial Times, evidenzia le difficoltà pratiche e politiche che i governi e le aziende della regione incontrano nel prepararsi a un potenziale conflitto tra le due sponde dello Stretto. Ricordiamo che Pechino rivendica Taiwan come parte del proprio territorio e che ha più volte minacciato di risolvere la questione anche a costo di utilizzare la forza.

Allo stesso tempo gli Stati Uniti hanno discusso con i loro alleati i piani operativi da mettere in atto in vista di un simile scenario. Pare, ha scritto il Financial Times, che il Pentagono avrebbe fatto pressione su Giappone e Australia affinché chiarissero quale ruolo avrebbero svolto in una guerra tra Usa e Cina per Taiwan, frustrando tanto Tokyo quanto Canberra. È forse per mettere le mani in avanti di fronte ad un fantomatico Worst Case Scenario che il governo nipponico ha iniziato ad avvertire le proprie aziende attive sull’isola?

Il Giappone preoccupato dal dossier Taiwan

Data la Costituzione pacifista del Giappone, le forze armate del Paese (denominate Forze di autodifesa) possono essere dispiegate all’estero solo con l’approvazione del governo ospitante. Non solo: dato che il Giappone non riconosce Taiwan diplomaticamente – come accade del resto con tutti i Paesi del mondo tranne 12 – non esiste, in teoria, alcun governo a Taiwan in grado di concedere l’autorizzazione a Tokyo. È inoltre improbabile, hanno spiegato alcuni funzionari giapponesi al Ft, che la Cina conceda l’autorizzazione militare a effettuare evacuazioni.

Sebbene il governo nipponico non abbia mai confermato questa linea come posizione ufficiale, le aziende ricevono avvertimenti da circa tre anni. I diplomatici di Tokyo hanno inoltre riferito ai responsabili della gestione dei rischi aziendali che “se si investono ingenti risorse a Taiwan, si è da soli”.

Questi avvertimenti hanno avuto un effetto deterrente sulle attività imprenditoriali giapponesi sull’isola. “Hanno scoraggiato gli investimenti. Ci sono molti nuovi investimenti statunitensi a Taiwan, ma quasi nessuno giapponese”, ha affermato un funzionario Usa a conoscenza del dossier.

Il flusso degli investimenti a Taipei

Gli investimenti diretti esteri delle aziende giapponesi a Taiwan, la terza fonte di IDE per l’isola dopo l’Ue e gli Stati Uniti, sono crollati del 27% lo scorso anno, attestandosi a 452 milioni di dollari, in calo rispetto al picco di 1,7 miliardi di dollari registrato nel 2022.

Secondo il gruppo di ricerca Teikoku Databank, quasi 3.000 aziende giapponesi operano a Taipei e dintorni, un terzo delle quali attivo nel settore manifatturiero, in particolare nella produzione di materiali e apparecchiature semiconduttori. Troviamo grandi investitori anche tra i rivenditori al dettaglio, grossisti e catene di ristorazione.

In contrasto con il calo degli investimenti giapponesi, gli IDE provenienti da diversi altri Paesi hanno raggiunto livelli record nel 2024, trainati dai finanziamenti per data center e parchi eolici offshore. Gli investimenti delle aziende statunitensi hanno toccato quota 938 milioni di dollari nel 2024, quasi il doppio rispetto al 2022, mentre quelli del Regno Unito sono quasi triplicati nello stesso periodo, raggiungendo 1,54 miliardi di dollari.

Certo è che i rischi relativi ad un’ipotetica guerra a Taiwan si stanno moltiplicando in fretta. Accanto agli avvertimenti militari degli alti funzionari Usa adesso ci sono anche gli alert che il governo giapponese sta inviando alle proprie aziende.

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