Il tracciamento dei contatti è inutile secondo Crisanti, meglio usare Google: ecco perché

Il sistema del tracciamento dei contatti in Italia è fallito secondo il noto virologo Andrea Crisanti, risultando essere completamente inutile. Proprio per questo motivo sarebbe meglio utilizzare i dati di Google. Ecco perché.

Il tracciamento dei contatti è inutile secondo Crisanti, meglio usare Google: ecco perché

Il sistema del tracciamento dei contatti nel nostro Paese è fallito, e per questo motivo è meglio affidarsi ai big data dei colossi della tecnologia. È questo il parere del noto esperto Andrea Crisanti, che dipinge un quadro abbastanza negativo sulla capacità dell’Italia di far fronte all’impennata dei nuovi contagi che si registrano quotidianamente.

L’unica soluzione veramente utile in questo momento, continua il virologo nell’intervista per il Corriere della Sera, sarebbe l’utilizzo di altri strumenti più efficienti, come Google, in grado di monitorare gli spostamenti delle persone.

Il tracciamento dei contatti è inutile, parola di Crisanti

Appare ormai sempre più evidente, spiega Crisanti, che il servizio di contact tracing non ha più senso con i numeri attuali di diffusione del contagio. La percentuale di controllo è ormai così bassa che diventa insignificante”, al punto tale da renderlo quasi completamente inutile. Vi sono solo due momenti in cui lo strumento del tracciamento dei contatti può essere utilizzato, nella fase iniziale della pandemia, per evitare che il virus si diffonda, e in quella finale, per “consolidare il risultato raggiunto”.

Allo stato attuale però il contact tracing non è più sufficiente, e per questo, spiega il virologo, conviene fare un monitoraggio dei flussi, dei movimenti delle persone fra regioni e un monitoraggio dei luoghi e delle ore di assembramento”. Questi dati tuttavia non sono a disposizione della collettività, ma i giganti del web, come Google e Facebook, li hanno a disposizione, addirittura in tempo reale, raccogliendoli nel momento stesso in cui le persone utilizzano queste applicazioni. In parole semplici, Crisanti spiega come avverrebbe questo processo:

“Banalizzo, se io so che in una certa area è a rischio, posso vedere i movimenti di tutte le persone, che siano contagiate o meno, di quella zona, chessò, lavoratori che magari si spostano in un’altra città, e in questo modo riesco a individuare potenziali cluster. Le possibilità del sistema sono enormi”.

I contagi in Italia preoccupano

Preoccupa la situazione in Italia, così come in tutta Europa, continua Crisanti, precisando che grazie alle misure imposte dal governo, i contagi continueranno ad aggirarsi sui 30/40.000 al giorno, tuttavia, il problema vero è il dopo, avverte il virologo: “Non ci sarà nessuna ripresa economica se non si ferma l’epidemia”.

Per limitare la diffusione del virus quindi, oltre al monitoraggio degli spostamenti andrebbe potenziata anche la struttura di sorveglianza, “come andava fatto durante il primo lockdown. Perché con la capacità attuale non ce la faremo mai”. Crisanti conclude il suo intervento precisando che questi mesi di chiusura saranno cruciali per creare una “struttura che aumenti drammaticamente la capacità di fare tamponi e nel contempo studi dei protocolli per fare il tracciamento, il tutto collegato a strumenti informatici, come l’analisi dei flussi, e a Immuni, non ne usciamo. E se non lo facciamo, la terza ondata è molto probabile. Insomma, ci vuole un piano strategico complessivo.

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