Un’azienda italiana aprirà il primo data center ecosostenibile al mondo in Spagna

Andrea Fabbri

7 Marzo 2026 - 06:34

La Spagna compie un passo avanti enorme e decide di ospitare il primo data center per l’intelligenza artificiale ecosostenibile. Ecco come funzionerà

Un’azienda italiana aprirà il primo data center ecosostenibile al mondo in Spagna

Una delle maggiori criticità dell’intelligenza artificiale è quella relativa alla sua sostenibilità a livello ambientale. I data center in cui vengono sviluppate e addestrate le IA richiedono enormi quantità di energia e hanno un impatto negativo sulle risorse di un pianeta già molto provato.

Ma per fortuna la soluzione a questo problema sembra dietro l’angolo grazie a due Paesi: l’Italia e la Spagna.

L’azienda italiana Mediterra Datacenters ha acquisito un’area in Catalogna per creare un nuovo data center alimentato totalmente da energie rinnovabili.

Scopriamo come funzionerà.

Cosa sono i data center e come funzionerà quello di Mediterra

I data center sono grandi infrastrutture che contengono server, sistemi di archiviazione dati e componenti di rete. Oltre, ovviamente agli enormi sistemi di alimentazione necessari per farli funzionare.

Il loro scopo è quello di elaborare e distribuire dati nel settore pubblico e in quello privato. E da qualche tempo anche quello di “addestrare” i software di intelligenza artificiale.

Il centro di Mediterra che, in fase iniziale avrà una superficie superiore ai 9.500 mq e una capacità di circa 8 MW funzionerà come hosting per applicazioni cloud e servizi di colocation e avrà il compito di fornire supporto ad applicazioni HPC e AI. Il tutto recuperando e scambiando il calore residuo prodotto con le utenze locali.

Perché Mediterra ha scelto la Spagna e non l’Italia

La domanda che molti si fanno è perché un’azienda italiana abbia scelto la Spagna e non il proprio Paese per un progetto così innovativo.

Per dare una risposta dobbiamo confrontare la situazione dei due Paesi: in terra iberica il mercato è in fortissima espansione, trainato dalla crescita della richiesta di servizi digitali, e circa il 60% della produzione energetica proviene da fonti rinnovabili. Aggiungiamo anche la posizione geografica strategica ed è facile intuire perché sempre più aziende tech guardano alla Spagna.

In Italia, invece, il problema maggiore è il consumo del suolo. Basti pensare che secondo i report ufficiali del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente nel 2024 abbiamo “perso” 78,5 km² di suolo naturale per colpa di nuove infrastrutture e nuovi edifici.

Una “fame” edilizia che non accenna a diminuire e che spesso si traduce nell’autorizzazione a costruire in aree verdi o terreni agricoli velocemente riconvertiti in terreni edificabili tramite puntuali modifiche ai piani urbanistici locali.

Difficile pensare che a queste condizioni possano trovare spazio lungo lo Stivale data center che hanno bisogno di aree vaste e di una rete di energie rinnovabili diversificata ed efficace.

Il progetto di Mediterra potrebbe diventare uno standard mondiale

Il data center di Mediterra è un passo avanti enorme sia a livello concettuale che prettamente operativo. Per la prima volta si pensa a un’infrastruttura di questo tipo non come a un’enorme fabbrica di bit che distrugge l’ambiente ma come a un impianto sostenibile capace di “restituire” una parte dell’energia prodotta sotto forma di calore alla rete locale.

Una strada che dimostra che è possibile coniugare innovazione e sostenibilità e integrare esigenze aziendali e pubbliche in maniera virtuosa.

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