L’inflazione continua a correre trainata dall’aumento dei prezzi nel turismo, sui voli e nei servizi. Energia, luce e carburanti a rischio a causa della guerra.
Secondo l’Istat è in arrivo una nuova ondata di rincari per le famiglie italiane: dopo l’aumento dei prezzi all’inizio dell’anno, l’inflazione di febbraio spinge al rialzo diversi servizi.
Le stime preliminari parlano di un lieve rialzo dell’indice nazionale dei prezzi al consumo (+0,8%) su base mensile e un aumento dell’1,6% su base annua, in netto rialzo rispetto al +1,0% dell’inflazione di gennaio.
Questi numeri si traducono in aumenti fino a 700 euro per le famiglie: in particolare, crescono i prezzi degli alloggi e delle strutture turistiche, ma aumenta anche il prezzo dei voli e di alcuni servizi ai cittadini (come i trasporti). Crescono alcuni generi alimentari e aumentano le sigarette. Possibili rialzi anche sull’energia, il gas e i carburanti a causa però dell’attacco all’Iran.
Vediamo quali sono i beni e i servizi che aumentano di prezzo a causa dell’inflazione e come potrebbero cambiare i listini nelle prossime settimane.
L’elenco di prodotti e servizi che aumentano a marzo 2026
I maggiori rincari legati all’inflazione riguardano i servizi che a febbraio hanno registrato aumenti dal +2,5% al +3,6%. Al contrario, il prezzo dei beni di consumo continua a diminuire (-0,2%, come a gennaio). Il divario tra servizi e beni si allarga quindi fino a 3,8 punti percentuali.
Tra gli aumenti più significativi troviamo:
- i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, i cui prezzi passano dal +3,0% al +4,9%;
- i trasporti pubblici, con aumenti dal +0,7% al +3,0%;
- gli alimentari non lavorati, come frutta, verdura, pesce e tuberi freschi in aumento dal +2,5% al +3,6%;
- i tabacchi, che registrano un aumento congiunturale del 3,3% portando la variazione annua al +4,2%.
Secondo il Codacons, l’aumento del costo dei servizi non è legato solo ed esclusivamente all’inflazione, ma anche alle Olimpiadi Invernali 2026 che hanno accompagnato l’aumento dei listini per il settore turistico, per i servizi e per i trasporti.
Hotel, voli e viaggi: prezzi in aumento per le vacanze
Gli aumenti più significativi di febbraio riguardano i prezzi di alberghi, hotel e pensioni che aumentano del +14,7% su base annua e del +12% rispetto al mese precedente. Non si tratta solo dell’inflazione, ma soprattutto delle Olimpiadi Invernali che hanno spinto molti host ad aumentare i prezzi degli alloggi per ottenere il massimo profitto.
Di conseguenza sono aumentati anche i voli da e per l’Italia, con biglietti aerei per i voli nazionali che segnano un +45% su anno e un +29,6% su base mensile.
Frena il settore energetico, ma l’aumento è dietro l’angolo
L’unico freno all’inflazione riguarda il settore energetico, la cui flessione tendenziale si amplia ulteriormente, passando dal -6,2% al -6,6%. Il calo interessa sia i prodotti regolamentati (come il gas nel mercato tutelato, a -14,6%) sia quelli non regolamentati (come la benzina, che scende dal -7,9% al -9,1%). Ma si tratta di una calma apparente.
I recenti scontri in Iran hanno bloccato uno degli stretti fondamentali per l’approvvigionamento di gas, energia e carburanti, provocando un immediato aumento dei prezzi per i consumatori. Il prezzo del diesel e della benzina potrebbe salire alle stelle, così come quello del gas e del metano.
La guerra in Oriente costa più di 800 euro all’anno per le famiglie
Se l’inflazione non è sufficiente a far schizzare i prezzi di beni e servizi, anche la guerra in corso in Medio Oriente potrebbe costare cara alle famiglie italiane ed europee. Secondo le stime del Codacons, il rincaro sarebbe compreso tra i 614 e gli 818 euro annui a famiglia.
Ipotizzando un aumento dei prezzi nell’ordine dell’1% su bevande e alimentari, la spesa media aumenterebbe secondo questo schema:
- +64 euro annui per una famiglia «tipo»;
- +93 euro annui per un nucleo con due figli;
- una stangata complessiva da +1,65 miliardi di euro solo per l’acquisto di cibi e bevande.
Nell’ipotesi che una corsa al petrolio venga scaricata sui prezzi finali alla pompa, invece, comporterebbe un aumento dell’8% sui listini di fine febbraio, con la benzina che salirebbe in media a 1,805 euro al litro. Ciò significa che per un pieno le famiglie spenderebbero +6,65 euro, che corrispondono a un rincaro complessivo di +160 euro all’anno.
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