Titoli di Stato: novità in arrivo dall’Unione Europea

L’Europa vorrebbe una maggiore diversificazione dei Btp in mano alle banche: fattore che porterebbe a conseguenze importanti per i bilanci statali

Titoli di Stato: novità in arrivo dall'Unione Europea

L’Unione Europea vuole un approccio differente da quello attuale nei confronti dei titoli di Stato: uno strumento finanziario che il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri non ha intenzione di trattare in modo diverso dall’attuale.

Italia contraria a limiti bancari per i Btp

In poche parole il Governo Italiano si rifiuta di prendere anche solo in considerazione delle misure che portino le banche del Belpaese a vendere i Btp che hanno in bilancio in nome della diversificazione voluta dall’UE. Allo stesso tempo però non viene escluso possa essere possibile trovare un compromesso sul quale lavorare per entrambe le parti, ma solo dopo un percorso atto a creare una maggiore integrazione economica.

Come? Attraverso la creazione di “safe asset” che potrebbero tradursi, tra le altre cose, in titoli di Stato comuni europei. L’obiettivo primario del ministro Gualtieri, alla fine, è quello di evitare di raggiungere una ponderazione dei Btp nei bilanci delle banche e di conseguenza un limite alla concentrazione dei bond governativi.

In poche parole si vuole scongiurare di spingere le banche a comprare titoli di Stato esteri piuttosto che nazionali. Il tema è tutt’altro che di facile gestione, soprattutto se si pensa che nel quadro complessivo si ha la Germania che sottolinea che accetterà il completamento dell’unione bancaria, ovvero la garanzia europea sui depositi, solo se le banche saranno in grado di ridurre i rischi. Non è difficile comprendere che si sottintende il rischio rappresentato dai Btp che le banche, soprattutto italiane, hanno nei loro bilanci.

No alla ponderazione dei Btp nel bilancio delle banche

Per un paese come l’Italia, ma anche per gli altri Stati membri, la ponderazione dei Btp nel bilancio delle banche, con le conseguenti limitazioni, potrebbe portare a un rialzo del debito pubblico poco sostenibile per l’economia.

Nel suo discorso presso Assiom Forex il governatore della Banca D’Italia Ignazio Visco ha parlato di questo rischio sottolineando, pur non utilizzando queste parole, come gli istituti bancari in questo caso funzionino come una sorta di stabilizzatore con la loro campagna acquisti e vendita di titoli di Stato. Questo perché essi agiscono “in controtendenza rispetto al mercato”, acquistando Btp quando sale la voglia di queste particolari obbligazioni e vendendo quando scende.

Per ciò che concerne la situazione italiana, hanno sottolineato diverse voci in ambito bancario, bisogna rendersi conto che le gli istituti stanno già diversificando i titoli di Stato nei bilanci e che nessun compratore di Btp italiani ha finora pagato lo scotto del rischio: qualcosa che rende le paure della Germania perlomeno inutili.

L’Unione Europea, al fine di stabilizzare l’economia dell’Eurozona vorrebbe evitare il rischio di concentrazione dei titoli di Stato: un problema che per alcuni potrebbe diventare anche una risorsa da sfruttare per dar modo all’Italia di fare cassa: l’impedimento? È necessario andare per gradi, dando vita prima a “safe asset” e una maggiore unione bancaria per non correre rischi.

Iscriviti alla newsletter Risparmio e Investimenti per ricevere le news su Titoli di Stato

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.