Natale pieno di tasse: 54 miliardi a dicembre, tra tredicesima, casa e IVA

Secondo i dati della CGIA, il Fisco a dicembre avrà ben 54 miliardi di euro. Di questi, 43 miliardi arrivano dalla scadenza del 16 dicembre di IMU e TASI, ritenute IRPEF e versamento IVA. Gli altri 11 miliardi di euro vengono dal prelievo del Fisco sulle tredicesime. Una vera e propria pioggia di tasse che fa crollare i consumi, anche a Natale.

Natale pieno di tasse: 54 miliardi a dicembre, tra tredicesima, casa e IVA

Sarà un Natale pieno di soldi, per il Fisco s’intende. In arrivo infatti quasi 54 miliardi in tasse. Dicembre si conclude così, con una pioggia di adempimenti a cui far fronte.

Questi i dati pubblicati dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre nell’analisi del 14 dicembre 2019.

Varie le scadenze che si concentrano il 16 dicembre: è la data ultima per pagare IMU e TASI, le ritenute ritenute IRPEF dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori, e il versamento dell’IVA.

Dai soli adempimenti di questa giornata, entrano nelle casse del Fisco circa 43 miliardi di euro.

Non solo, la CGIA specifica che questi dati sono sottostimati, visto che non prendono in considerazione l’eventuale pagamento della TARI (la cui ultima rata in alcuni Comuni si paga a dicembre).

Tutte queste tasse nel periodo di Natale naturalmente hanno un’influenza negativa sui consumi. Negli ultimi anni infatti la spesa natalizia è diminuita del 30%.

Infine, dal prelievo sulle tredicesime, su cui non viene erogato il bonus Renzi, il Fisco ricava altri 11 miliardi di euro.

A Natale pioggia di tasse: 54 miliardi per il Fisco

A Natale c’è una vera e propria pioggia di adempimenti a cui far fronte. Dicembre è un mese pieno di tasse, e molte di queste si concentrano lo stesso giorno.

Il 16 dicembre è la data in cui il Fisco otterrà dai propri contribuenti quasi 43 miliardi di euro (per la precisione si tratta di 42,9 miliardi).

Il regalo che il Fisco si trova sotto l’albero consiste in:

  • 9,6 miliardi dalla scadenza IMU e TASI;
  • 13,6 miliardi dal versamento delle ritenute IRPEF dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori;
  • 19,7 miliardi dal versamento IVA.

Come specificato dall’Ufficio Studi della CGIA nella relazione del 14 dicembre, però, si tratta di dati sottostimati, in quanto non prevedono anche l’eventuale pagamento della seconda rata della TARI, che in alcuni Comuni avviene appunto in questo mese.

A Natale pioggia di tasse, crollano i consumi

Questa eccessiva concentrazione di tasse nello stesso periodo naturalmente è negativa per i consumi, soprattutto in un periodo come quello di dicembre, a pochi giorni dalle feste di Natale.

Il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo ha dichiarato che la spesa natalizia registrata lo scorso anno ha sfiorato i 10 miliardi di euro, ma il dato da sottolineare è che negli ultimi dieci anni si è verificato un crollo del 30%.

A essere penalizzati soprattutto i negozi di vicinato, mentre le grandi catene di distribuzione hanno comunque trovato il modo di ammortizzare.

Il colpo di grazia è stato dato dall’e-commerce, che negli ultimi 4/5 anni ha conquistato spazi sempre maggiori.

Afferma il segretario della CGIA, Renato Mason:

“Negli ultimi anni, un carico tributario eccessivo e una platea di servizi erogati dall’Amministrazione Pubblica in flessione sia in termini di qualità che di quantità, hanno contribuito sensibilmente alla contrazione della domanda interna e degli investimenti. Alle piccole e piccolissime imprese, l’effetto combinato delle troppe tasse, del calo dei consumi delle famiglie e della contrazione dei prestiti bancari ha procurato squilibri finanziari tali da costringere tantissimi artigiani e piccoli commercianti a chiudere definitivamente l’attività.”

Con meno tasse e una tredicesima maggiore invece si potrebbe dare più slancio alla domanda interna che in Italia resta molto debole anche durante gli altri undici mesi dell’anno.

Tasse sulla tredicesima: il Fisco preleva 11 miliardi a Natale

Secondo i dati dell’analisi della CGIA, oltre ai 43 miliardi provenienti dalle tasse vanno considerati altri 11 miliardi di euro “prelevati” dalle tredicesime.

Come già accaduto negli scorsi anni, anche nel 2019 le tredicesime dei lavoratori dipendenti non beneficeranno del bonus Renzi.

Non è previsto dalla legge, infatti, che la tredicesima spetti ai dipendenti con tanto di bonus di 80 euro. Anzi, c’è anche la possibilità di dover restituire il bonus Renzi, qualora si fosse superata la soglia di:

  • 24.600 euro di reddito annuo, per chi riceve il bonus per intero;
  • 26.600 euro di reddito annuo per chi lo riceve in misura ridotta.

A livello territoriale, è la Lombardia la regione che presenta il numero più alto di percettori della tredicesima mensilità: ben 6,1 milioni tra pensionati, operai e impiegati.

Al secondo posto c’è la regione Lazio, con 3.273.000 residenti che ne hanno diritto.

Il podio della tredicesima si conclude con il Veneto, e i suoi 2.937.000 aventi diritto.

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