Tassa sulle bibite gassate e zuccherate: bufala o realtà?

Aumentano le tasse sulle bibite gassate e zuccherate o si tratta di una boutade? Vediamo cosa c’è di vero nella novità emersa nelle ultime ore durante la discussione della Legge di Bilancio 2019.

Tassa sulle bibite gassate e zuccherate: bufala o realtà?

Nelle ultime ore si sta discutendo molto insistentemente della notizia secondo la quale il Governo sarebbe intenzionato a tassare le bibite gassate e zuccherate.

La proposta di applicare una nuova tassa - la cosiddetta “sugar tax” - non è una boutade o una bufala ma è una vera e propria idea della maggioranza parlamentare. In particolare, si tratta di un emendamento con prima firmataria l’Onorevole Carla Ruocco.

L’obiettivo è quello di individuare delle coperture per un’altra proposta di legge: l’esclusione dalle piccole partite IVA - si parla al momento di quelle con meno di 100.000 euro di fatturato annuo - dal pagamento dell’IRAP.

La notizia è stata diffusa pochi minuti fa dall’Agenzia Ansa.

Nuova tassa sulle bibite gassate e zuccherate dal 2019: l’obiettivo è finanziare l’Irap

La nuova tassa sulle bibite gassate e zuccherate proposta dal Governo Lega M5S non è un’invenzione dei giornali ma una proposta dell’Onorevole Carla Ruocco, presidente della Commissione Finanze del Senato.

L’obiettivo è finanziare la proposta di esclusione dall’obbligo IRAP per le piccole partite IVA fino a 100.000 euro di fatturato. Secondo il progetto originario della Lega, si tratterebbe della nuova soglia di applicazione del regime forfettario dal 2020.

Di conseguenza, ove tali proposte si concretizzassero, avremmo la seguente situazione:

  • dal 2019 il nuovo regime forfettario riguarderebbe le partite IVA con fatturato sino a 65.000 euro;
  • dal 2020 il regime forfettario verrebbe nuovamente modificato secondo quanto segue:
    • applicazione della cd flat tax al 15% fino a 65.000 euro di fatturato;
    • applicazione di una seconda aliquota pari al 20% tra 65.000 e 100.000 euro di fatturato. In questo caso non è ancora chiaro come sarà possibile estendere il forfettario oltre i 65.000 euro, limite imposto dalle direttive europee;
    • esclusione dall’obbligo di versamento Irap. Anche in questo caso occorre capire in che termini operi l’esonero, che non dovrebbe tuttavia riguardare gli obblighi dichiarativi.

Tassa sulle bibite gassate e zuccherate: non sarebbe una novità assoluta

La nuova tassa sulle bibite gassate e zuccherate non sarebbe un’esclusiva italiana (posto che entri mai effettivamente in vigore).

Ad aprile di quest’anno, per esempio, nel Regno Unito è entrata in vigore la tassa sulle bevande zuccherate (la famosa sugar tax) introdotta nell’ordinamento giuridico britannico nel 2016.

La tassa sulle bevande zuccherate e gassate in Gran Bretagna ha un meccanismo di applicazione innovativo ed a doppia fascia:

  • una di 18 pence al litro per le bibite contenenti più di 5 grammi di zucchero per ogni 100 millilitri;
  • e l’altra di 24 pence al litro per le bibite con più di 8 grammi di zucchero per ogni 100 millilitri.

In Gran Bretagna, tuttavia, l’obiettivo non era individuare delle coperture a ipotetiche e future agevolazioni fiscali ma scoraggiare il consumo eccessivo di questo tipo di bevande. E da questo punto di vista il risultato è stato pienamente raggiunto: già prima della sua entrata in vigore, la sugar tax aveva prodotto un calo dei consumi di bibite zuccherate e gassate pari a circa il 50% (grazie alla riduzione del contenuto di zucchero per evitare di dover pagare la nuova tassa...).

Attendiamo quindi con estrema curiosità di leggere la bozza del provvedimento per capire come il nostro legislatore fiscale vorrà introdurre questa novità nel nostro Paese.

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