Tampon tax: quanto si risparmia con la riduzione IVA sugli assorbenti

Tampon tax, riduzione IVA al 10% o al 5% sugli assorbenti: quanto risparmierebbero le consumatrici? Facciamo i calcoli dei vantaggi previsti nel caso di riduzione dell’imposta applicata.

Tampon tax: quanto si risparmia con la riduzione IVA sugli assorbenti

In questi giorni il dibattito sulla tampon tax ha ripreso quota: la speranza è che con il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020 i prodotti di igiene intima femminile vengano inseriti tra quelli tassati con l’IVA ridotta al 10 o al 5%.

L’intento è quello di ridurre l’IVA applicata sui prodotti per l’igiene femminile, come tamponi ed assorbenti, che ad oggi scontano l’IVA al 22%, la stessa aliquota prevista per i beni di lusso.

Attualmente le proposte per la riduzione dell’IVA su assorbenti, coppette e tamponi sono due. La prima è dell’On. Laura Boldrini e di altre 32 deputate provenienti da altri partiti e prevede l’IVA al 10% per tutti i prodotti di igiene intima femminile.

La seconda è firmata Movimento 5 Stelle e prevede l’IVA al 5% ma solo per i prodotti di igiene intima femminile biodegradabili al 100%, per tenere fede all’impegno ambientalista.

Due proposte diverse, ma che hanno in comune un obiettivo: ottenere, finalmente, la riduzione dell’IVA, così che in Italia milioni di donne possano avere accesso a beni necessari senza pagarli come se fossero un lusso, come i gioielli, o una scelta come sigarette, birra e vino.

Con la riduzione dell’IVA sugli assorbenti e tutti gli altri prodotti per l’igiene intima femminile l’Italia farebbe un enorme passo in avanti in termini di civiltà e si adeguerebbe al resto d’Europa.

Pochi giorni fa, infatti, anche la Germania si è adeguata alla riduzione dell’IVA sui prodotti mestruali, accodandosi a Spagna, Francia, Regno Unito, Belgio, Olanda e Irlanda.

Peggio di noi, che siamo in 23esima posizione in Europa (su 28 Paesi appartenenti all’UE) solo la Finlandia (che applica l’IVA al 24%), Svezia, Croazia, Danimarca (25%) e Ungheria (27%).

Ma quali sarebbero i vantaggi previsti in termini economici? Abbiamo preso in considerazione tre marche di assorbenti sia tradizionali che biodegradabili e abbiamo calcolato quanto si risparmierebbe con l’IVA ridotta.

Tampon tax: quanto si risparmia con la riduzione IVA al 10% sugli assorbenti

La prima proposta di abbassare l’IVA al 10% ai prodotti per l’igiene femminile è stata avanzata dall’ex Presidente della Camera Laura Boldrini e firmata da altre 32 deputate di partiti sia di maggioranza che dell’opposizione: Pd, Italia Viva, Forza Italia, Movimento 5 stelle e Liberi e Uguali.

Si tratta di un emendamento al decreto fiscale, inizialmente respinto e poi riammesso.

Non è la prima volta che si cerca di ridurre l’IVA sui prodotti per l’igiene femminile, e già a maggio la maggioranza Lega-5Stelle aveva respinto una proposta di modifica al DL Semplificazioni per mancanza di risorse presentata dalla stessa Boldrini.

Qualora l’emendamento dovesse venire approvato con la conversione del DL Fiscale 2020, e dunque diventare realtà, quanto risparmierebbero le donne in Italia con l’IVA ridotta al 10 sugli assorbenti?

Per comodità abbiamo preso come riferimento il prezzo dei prodotti su Amazon, dove il risparmio medio per ogni pacco di assorbenti acquistati è di 2,35 euro.

La somma di quanto si va a risparmiare può sembrare irrisoria, ma solo se non si tiene in considerazione che ogni donna nel corso della sua vita fertile affronta in media tra i 450 e i 500 cicli.

Ad esempio, un pacco scorta di una delle marche più utilizzate, costa 9,90 euro con l’IVA al 22%, che ammonta a circa 2,20 euro.

Con la riduzione al 10% l’IVA ammonta a 0,77 centesimi, dunque il prezzo finale è di 8,40 euro.

Prendiamo ad esempio un secondo caso, relativo ad una confezione sempre di 40 assorbenti al prezzo di 14,32 euro con l’IVA al 22%.

Con l’IVA ridotta al 10% lo stesso pacco di assorbenti costerebbe 12,28 euro.

Un pacco scorta mensile di Proteggi-slip costituito da 6 confezioni ognuna con 20 pezzi costa 24,75 euro, con l’IVA al 22% che ammonta a 5,44 euro.

Con la riduzione dell’IVA al 10% lo stesso pacco di salva slip costerebbe 21,20 euro.

Tampon tax: quanto si risparmia con la riduzione IVA al 5% sugli assorbenti

La seconda proposta per ridurre l’IVA sui prodotti di igiene femminile è stata avanzata dal Movimento 5 Stelle.

L’emendamento alla Legge di Bilancio 2020 proposto dai pentastellati prevede la riduzione dell’IVA al 5% su tutti i prodotti per l’igiene intima femminile, ma con una condizione: devono essere biodegradabili al 100%.

Così facendo, i Cinque Stelle mantengono il loro impegno ecologico, orientando la scelta delle consumatrici verso scelte più sostenibili, e allo stesso tempo non perdono il gettito IVA proveniente dagli assorbenti non biodegradabili.

Solitamente gli assorbenti completamente biodegradabili hanno un costo più elevato rispetto a quelli “normali”: il risparmio medio calcolato dai nostri esempi si aggira intorno ai 3,90 euro.

Ad esempio, se un pacco di assorbenti biodegradabili costa 27,76 euro, con l’IVA al 22% (6,10 euro di imposta), con l’IVA ridotta al 5%, il prezzo finale ammonta a 22,74 euro.

Una confezione di salva slip 100% cotone biologico costa 19,60 euro. Riducendo l’IVA al 5% il prezzo finale è di 16,05 euro.

Ci sono anche alternative un po’ più economiche, come degli assorbenti organici che costano 16,26 euro.

In questo caso, il prezzo con l’IVA al 5% è di 13,19 euro.

Ripetiamo che l’emendamento del Movimento 5 Stelle chiede la riduzione dell’IVA al 5% solo per i prodotti igienici femminili che siano completamente biodegradabili, quindi abbiamo preso in considerazione solo assorbenti che siano al 100% ecologici.

Questo significa che l’IVA agevolata al 5%, per come è formulato ora l’emendamento del Movimento 5 Stelle, non si applicherebbe ai prodotti mestruali biodegradabili solo, ad esempio, al 90%.

Passerà l’emendamento proposto da Laura Boldrini, così che l’IVA agevolata al 10% sarà applicata a tutti i prodotti per l’igiene intima femminile, o quella del Movimento 5 Stelle, che vuole ridurre al 5% l’IVA ma solo per i prodotti amici dell’ambiente?

Non ci resta che aspettare per vedere cosa succederà in Parlamento: fino ad allora, continueremo a pagare in comode rate mensili con l’IVA al 22%.

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