Stralcio cartelle Decreto Sostegni: come funziona il nuovo condono e requisiti

Rosaria Imparato

22 Marzo 2021 - 16:20

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Stralcio cartelle, come funziona l’annullamento dei debiti previsto dal decreto Sostegni? Vediamo i requisiti che danno accesso alla cancellazione automatica dei ruoli, i debiti esclusi dal condono e le nuove date della pace fiscale.

Stralcio cartelle Decreto Sostegni: come funziona il nuovo condono e requisiti

Stralcio delle cartelle fino a 5.000 euro, ma cambiano gli anni di riferimento: il decreto Sostegni, nella versione approvata dal Consiglio dei Ministri del 19 marzo, si concentra sui ruoli datati dal 2000 al 2010 compreso.

Tra i requisiti per poter avere accesso al condono spunta anche il limite di reddito di 30.000 euro nel 2019. Sono molte le novità rispetto a quanto prospettato dalla bozza del provvedimento: come funziona quindi il condono delle cartelle del decreto Sostegni?

Facciamo il punto della situazione con una panoramica dei requisiti richiesti per accedere alla nuova pace fiscale, i debiti che invece rimarranno esclusi dal condono e anche le reazioni delle forze politiche.

Stralcio cartelle decreto Sostegni: come funziona?

L’annullamento dei carichi è l’oggetto dell’articolo 4 del decreto Sostegni: lo stralcio delle cartelle avverrà in modo automatico.

I dettagli verranno stabiliti con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, da emanarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto Sostegni.

Il decreto attuativo MEF si dovrà occupare, nello specifico:

  • le modalità di annullamento;
  • il calendario per l’annullamento;
  • il relativo discarico;
  • l’eliminazione dalle scritture patrimoniali degli enti creditori.

Visto che il decreto MEF dovrà stabilire tutte le tempistiche, fino a quando verrà emanato è sospesa la riscossione di tutti i debiti di importo residuo fino a 5.000 euro, compresi capitale e interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 e sono sospesi i relativi termini di prescrizione.

Nell’accordo entra poi anche una riforma a regime per i vecchi crediti: l’obiettivo è quello di cancellarli in via automatica se sono passati 5 anni dall’affidamento all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Passati i 5 anni potranno essere etichettati come inesigibili se non sono state avviate procedure esecutive o non sono state avviate definizioni agevolate.

Entro la conversione del decreto, il ministro dell’Economia Daniele Franco dovrà presentare al Parlamento una relazione in cui verranno dettagliati i criteri guida della riforma.

Decreto Sostegni e stralcio cartelle: i requisiti

Rispetto alla bozza del provvedimento sono cambiati i requisiti per accedere allo stralcio delle cartelle.

Il perimetro, nella versione definitiva del provvedimento, viene notevolmente ristretto. L’annullamento dei ruoli infatti è riservato solo:

  • alle cartelle fino a 5.000 euro datate 2000 - 2010;
  • ai debitori con un reddito fino a 30.000 euro nel 2019.

Questi due requisiti limitano -e non poco- il raggio d’azione di questa nuova pace fiscale. Cambiano infatti i numeri: invece delle 61 milioni di cartelle che sarebbero state annullate col condono generalizzato previsto dalla bozza (con le cartelle datate 2000-2015), il nuovo stralcio interesserà “solo” 16 milioni di cartelle.

Stralcio cartelle: i debiti esclusi dal decreto Sostegni

Lo stralcio delle cartelle non riguarda indistintamente tutti i debiti: alcuni rimangono esclusi dall’annullamento automatico.

Fuori dal raggio d’azione dello stralcio restano:

  • le multe stradali;
  • i pagamenti di danni erariali;
  • i debiti per il recupero di aiuti di Stato.

Pace fiscale, c’è la possibilità di rimborso dei pagamenti già effettuati?

Per quanto riguarda invece i pagamenti dei debiti già effettuati, non è previsto un rimborso di quanto versato prima dello stralcio.

Si legge infatti nel testo del provvedimento bollinato dalla Ragioneria di Stato:

“Restano definitivamente acquisite le somme versate anteriormente alla data dell’annullamento.”

Per i contribuenti che si vedranno annullare solo una parte del debito accumulato sarà necessario ricalcolare le rate della definizione agevolata tenendo in considerazione quanto già versato.

Come controllare se il proprio debito è stato cancellato

Lo stralcio delle cartelle sotto i 5.000 euro relative al periodo 2000-2010 dovrebbe avvenire in modo automatico.

Questo significa che non dovrebbe essere necessario presentare alcuna domanda per ottenere la cancellazione, e anche che non è prevista nessuna comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Come rendersi conto se il proprio debito è stato cancellato? Si tratta di un passaggio fondamentale, anche per evitare di continuare a pagare, visto non sarà effettuato il rimborso delle somme già versate.

Per controllare che il proprio debito è stato cancellato, bisognerà accedere alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e verificare il proprio estratto conto: in questo modo si saprà se il debito è stato definitivamente stralciato.

Stralcio delle cartelle decreto Sostegni: l’aspetto politico del condono

La nuova pace fiscale così come viene disegnata dal decreto Sostegni (ricordiamo che si attende ancora la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale) ha provato a trovare un punto di equilibrio tra le forze politiche.

Da un lato chi è più a sinistra storce il naso di fronte a condoni generalizzati, ma i paletti del provvedimento (5 anni in meno rispetto a quanto previsto dalla bozza e il requisito del reddito a 30.000 euro nel 2019) riducono il raggio d’azione dello stralcio delle cartelle.

Dall’altro lato ci sono i fautori della misura (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) che addirittura chiedevano di aumentare la portata dello stralcio fino a 10.000 euro..

L’obiettivo rimane lo stesso: svuotare il magazzino strapieno dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione dai crediti inesigibili, evitando così di sprecare tempo e risorse.

Durante la conferenza stampa del 19 marzo, in seguito all’approvazione del testo del Sostegni da parte del Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha dichiarato:

“È chiaro che sulle cartelle lo Stato non ha più funzionato, uno Stato che ha permesso l’accumulo di milioni e milioni di cartelle che non si possono esigere: bisogna cambiare qualcosa.”

Come cambiano le scadenze della Riscossione con il decreto Sostegni

Il decreto Sostegni conferma la proroga delle scadenze fiscali relative alla Riscossione. Sono interessate dal rinvio sia le rate scadute nel 2020 che quelle riguardati il 2021.

Le nuove scadenze da segnare in rosso sul calendario sono:

  • entro il 31 luglio 2021, per le rate in scadenza nel 2020;
  • entro il 30 novembre 2021, per le rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio, e il 31 luglio 2021.

Alle nuove scadenze si applicheranno i cinque giorni di tolleranza tipici della pace fiscale.

Infine, il decreto Sostegni dispone un nuovo stop fino al 30 aprile 2021 della scadenza per i pagamenti relativi alle cartelle già notificate. La scadenza per versare la somma dovuta è il 31 maggio 2021.

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