Modello 730/2021 in scadenza il 30 settembre: le istruzioni delle Entrate

Rosaria Imparato

29/09/2021

30/09/2021 - 09:54

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Il modello 730/2021 per dipendenti e pensionati va inviato alle Entrate entro la scadenza del 30 settembre: le istruzioni nella guida di seguito.

Modello 730/2021 in scadenza il 30 settembre: le istruzioni delle Entrate

Manca poco alla scadenza per l’invio del modello 730/2021 all’Agenzia delle Entrate: il termine ultimo per lavoratori dipendenti e pensionati (ma non solo) è il 30 settembre.

Ultime ore quindi per compilare la dichiarazione dei redditi e trasmetterla.

Nella guida di seguito, una panoramica delle novità protagoniste, dai nuovi bonus ai crediti d’imposta, fino alle detrazioni che spettano solo per i pagamenti tracciati.

Scadenza per modello 730/2021

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la versione definitiva del modello da compilare lo scorso 15 gennaio, ma a fine maggio è arrivato l’aggiornamento di tutta la modulistica.

La scadenza per l’invio è dietro l’angolo: entro il 30 settembre va trasmessa all’Agenzia delle Entrate.

Stessa scadenza, naturalmente, anche per chi ha scelto la dichiarazione precompilata.

Modello 730/2021
Clicca qui per scaricare il file dell’Agenzia delle Entrate.

Modello 730/2021: istruzioni per la compilazione

Anche le istruzioni per la compilazione del modello 730 sono state aggiornate lo scorso 31 maggio.

Nelle istruzioni, l’Agenzia delle Entrate evidenzia gli aspetti che rendono conveniente l’utilizzo del modello 730/2021 per il contribuente:

  • la semplicità nella compilazione, che permette di non dover eseguire i calcoli;
  • il rimborso direttamente in busta paga o nella rata della pensione a partire dal mese di luglio;
  • le somme trattenute in busta paga nel caso in cui debbano essere versate
Istruzioni per la compilazione del modello 730/2021
Clicca qui per scaricare il file.

Modello 730/2021, quali novità nella dichiarazione dei redditi di dipendenti e pensionati?

Il 2020 è stato un anno ricco di novità e di incentivi, che si riverseranno nella dichiarazione dei redditi 2021.

Si tratta in particolare delle detrazioni spettanti per:

Dal 1° luglio 2020 è poi entrato in vigore il taglio sul cuneo fiscale, che in concreto ha portato un aumento in busta paga per i lavoratori con redditi da lavoro dipendente o assimilato fino a 28.000 euro, il cosiddetto trattamento integrativo.
Per i lavoratori dipendenti con reddito da 28.001 a 40.000 euro invece ci sarà una detrazione che decresce fino ad azzerarsi con l’aumentare del reddito.

Dichiarazione dei redditi 2021: novità su detrazioni e obbligo di tracciabilità di pagamento

Il 2020 è stato un anno particolarmente importante per la lotta all’evasione tramite l’abbandono dell’uso del contante. In questo contesto vanno inserite le novità in merito alla tracciabilità dei pagamenti nel 2021 e alla conseguente possibilità di portare in detrazione determinate spese in dichiarazione dei redditi.

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto due novità molto importanti riguardo il modello 730:

  • l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti ai fini delle detrazioni fiscali del 19%;
  • l’introduzione di limiti di reddito per beneficiare dei rimborsi Irpef, cioè dai 120.000 euro l’importo riconosciuto si riduce progressivamente, fino ad annullarsi per chi ha redditi superiori a 240.000 euro.

Il taglio alle detrazioni fiscali, in avvio dal 1° gennaio 2020, non interessa le seguenti spese:

Le regole si applicano alle spese dell’articolo 15 del TUIR, con la sola eccezione delle spese sanitarie.

Novità spese sanitarie

Sulle spese sanitarie va fatto un discorso ad hoc. Determinate spese infatti si possono ancora effettuare in contanti, senza perdere le detrazioni. Si tratta di:

  • acquisto di farmaci e dispositivi medici;
  • visite mediche presso strutture pubbliche;
  • visite mediche presso strutture private accreditate con il SSN.

Nel caso di prestazioni rese da privati non accreditati con il SSN il discorso è diverso.

È per queste categorie di spese che è scattato l’obbligo di pagare solo con bancomat, carte o bonifici ai fini della detraibilità del 19%.

Quindi chi andrà da un dentista, o da un dermatologo -ovvero per tutte le visite specialistiche eseguite da medici che esercitano la libera professione- non potrà pagare la prestazione resa con denaro contante e avere la detrazione, ma sarà obbligato ad utilizzare mezzi tracciabili, come il bancomat o bonifici.

Chi deve presentare il modello 730?

Il modello 730 viene di solito definito come la dichiarazione dei redditi di lavoratori dipendenti e pensionati, ma in realtà queste due non sono le uniche categorie di contribuenti che rientrano tra i soggetti obbligati a presentare il modello 730.

Il modello 730 deve essere presentato dai contribuenti che nel 2021 sono:

  • pensionati o lavoratori dipendenti (compresi i lavoratori italiani che operano all’estero per i quali il reddito è determinato sulla base della retribuzione convenzionale definita annualmente con apposito decreto ministeriale);
  • persone che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente (es. integrazioni salariali, indennità di mobilità);
  • soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca;
  • sacerdoti della Chiesa cattolica;
  • giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive (consiglieri regionali, provinciali, comunali, ecc.);
  • persone impegnate in lavori socialmente utili;
  • produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (mod. 770), Irap e IVA;
  • lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo inferiore all’anno.

Differenza tra modello 730 e Redditi PF

Come abbiamo visto, non solo lavoratori dipendenti e pensionati devono presentare il modello 730. Ma chi invece deve usare il modello Redditi PF (ex Unico)? In generale, viene utilizzato dai titolari di partita IVA.

Come da istruzioni sul sito dell’Agenzia delle Entrate, ricordiamo che in alcuni casi i contribuenti che presentano il modello 730 potrebbero dover compilare anche alcuni quadri del modello Redditi Persone Fisiche. Nello specifico:

  • il quadro RM, se hanno percepito nel 2020 redditi di capitale di fonte estera sui quali non siano state applicate le ritenute a titolo d’imposta nei casi previsti dalla normativa italiana; interessi, premi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati, per i quali non sia stata applicata l’imposta sostitutiva prevista dal D.lgs. 239/1996; indennità di fine rapporto da soggetti che non rivestono la qualifica di sostituto d’imposta; proventi derivanti da depositi a garanzia per i quali è dovuta un’imposta sostitutiva pari al 20%; redditi derivanti dall’attività di noleggio occasionale di imbarcazioni e navi da diporto assoggettati a imposta sostitutiva del 20%;
  • il quadro RT, se nel 2020 hanno realizzato plusvalenze derivanti da partecipazioni non qualificate, escluse quelle derivanti dalla cessione di partecipazioni in società residenti in Paesi o Territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati e altri redditi diversi di natura finanziaria, qualora non abbiano optato per il regime amministrato o gestito. Inoltre possono presentare il quadro RT, in aggiunta al 730, anche i contribuenti che nel 2020 hanno realizzato solo minusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate e/o non qualificate e perdite relative ai rapporti da cui possono derivare altri redditi diversi di natura finanziaria e intendono riportarle negli anni successivi. Il quadro RT deve inoltre essere presentato per indicare i dati relativi alla rivalutazione del valore delle partecipazioni operata nel 2020;
  • il modulo RW, se nel 2020 hanno detenuto investimenti all’estero o attività estere di natura finanziaria. Inoltre, il modulo RW deve essere presentato dai contribuenti proprietari o titolari di altro diritto reale su immobili situati all’estero o che possiedono attività finanziarie all’estero per il calcolo delle relative imposte dovute (Ivie e Ivafe).

730 precompilato e ordinario: cosa cambia?

Cosa cambia tra modello 730 ordinario e precompilato? La dichiarazione precompilata è un’agevolazione per il contribuente, perché appunto contiene già una serie di informazioni in possesso dell’Agenzia delle Entrate.

La precompilata è quindi più semplice da controllare per il contribuente, e più veloce da modificare e inviare.

Ma il vantaggio principale del 730 precompilato sta nel controllo documentale: i contribuente che accettano e inviano la dichiarazione così com’è, senza apportare modifiche o integrazioni, non saranno oggetto dei controlli dell’Amministrazione Finanziaria.

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