Rottamazione ter, proroga di 5 giorni per i ritardatari

Rottamazione ter, i contribuenti che non hanno pagato la rata entro la scadenza del 28 febbraio possono usufruire di una proroga di 5 giorni. Quindi, i ritardatari che pagano le cartelle entro il termine di tolleranza del 4 marzo, non decadono dai benefici della pace fiscale.

Rottamazione ter, proroga di 5 giorni per i ritardatari

Rottamazione ter, per chi non ha rispettato la scadenza del 28 febbraio c’è la possibilità di usufruire di una proroga di cinque giorni per il pagamento della rata: un’opportunità di recupero per chi paga in ritardo.

Tecnicamente non si tratta di una vera e propria proroga, ma del termine di tolleranza di 5 giorni espressamente previsto dal Decreto Fiscale, e che si applicherà anche alle rate successive.

Questo significa che chi ha aderito alla pace fiscale ha tempo fino a mercoledì 4 marzo 2020 per pagare la seconda o terza rata della rottamazione ter, senza perdere i benefici.

Rispettare i termini di scadenza delle rate consente di mantenere i vantaggi della rottamazione delle cartelle, che altrimenti verrebbero meno in modo irrevocabile.

La normativa di riferimento infatti prevede che il mancato, insufficiente o tardivo pagamento, anche di una sola rata, oltre il termine dei 5 giorni di tolleranza previsti, determina l’inefficacia della definizione agevolata e l’impossibilità di continuare a rateizzare il debito.

Infine, qualora il termine dei 5 giorni di tolleranza non dovesse venire rispettato, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà riprendere le azioni di recupero di quanto dovuto al Fisco.

Rottamazione ter, proroga di 5 giorni per i ritardatari

La scadenza del 28 febbraio 2020 riguarda oltre un milione di contribuenti, che hanno aderito alla rottamazione delle cartelle relative a debiti iscritti a ruolo tra il 2000 e il 2017.

Ricordiamo che la rottamazione ter, parte della pace fiscale, consente a chi vi ha aderito di pagare i debiti maturati col Fisco senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora.

La scadenza del 28 febbraio 2020 riguarda:

  • chi ha presentato domanda di pace fiscale entro il 30 aprile scorso: questi contribuenti dovranno versare la terza rata;
  • chi ha presentato domanda entro il 31 luglio: dopo la prima rata scaduta del 2 dicembre, il 28 febbraio è il termine previsto per versare la seconda rata.

Come tutte le scadenze che riguardano la pace fiscale, anche per questa del 28 febbraio vengono concessi 5 giorni di tolleranza.

I ritardatari che hanno aderito alla rottamazione ter ma non hanno pagato entro il 28 febbraio, quindi, hanno tempo fino al 4 marzo 2020 per non perdere i benefici della pace fiscale.

Come anticipato, le conseguenze per chi “perde” anche la scadenza ultima del 4 marzo sono irrevocabili:

  • l’inefficacia della definizione agevolata;
  • il debito non potrà essere dilazionato;
  • il pagamento di quanto dovuto al Fisco con tanto di sanzioni e interessi;
  • l’Agenzia delle Entrate-Riscossione provvederà a riattivare le azioni di recupero in merito alle somme dovute e non pagate.

Rottamazione ter, scadenza al 4 marzo 2020 per i ritardatari: come pagare

I contribuenti che non fanno in tempo a pagare la seconda o terza rata della rottamazione ter entro il 28 febbraio hanno tempo fino al 4 marzo prima di decadere dai benefici della pace fiscale.

I cittadini interessati troveranno i bollettini con cui effettuare il versamento sul portale agenziaentrateriscossione.gov.it, da cui possono richiedere copia delle “Comunicazioni delle somme dovute”.

È possibile pagare la rata della rottamazione-ter nei seguenti modi, ricordati anche dall’Agezia delle Entrate-Riscossione nel comunicato stampa del 21 febbraio:

  • presso la propria banca;
  • agli sportelli bancomat (ATM) abilitati ai servizi di pagamento Cbill;
  • con il proprio internet banking;
  • presso un ufficio postale;
  • nei tabaccai aderenti a Banca 5 SpA;
  • tramite i circuiti Sisal e Lottomatica;
  • sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione;
  • sulla piattaforma PagoPA con l’App Equiclick;
  • direttamente agli sportelli.

Infine, è possibile effettuare il versamento mediante compensazione con i crediti commerciali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili (c.d. crediti certificati) maturati per somministrazioni, forniture, appalti e servizi nei confronti della Pubblica Amministrazione.

CS AdeR 21/2/2020
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