Verso l’avvio della rottamazione quinquies, vediamo quali sono le cartelle esattoriali escluse dalla possibilità di sanatoria.
La nuova rottamazione quinquies sta per entrare nella sua fase più calda, quella della presentazione delle istanze di adesione alla definizione agevolata. Così come previsto dalla Legge di Bilancio 2026 saranno ricompresi nella sanatoria i debiti affidati all’agente di riscossione nel periodo che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 che derivino dal mancato versamento delle imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e dall’omesso versamento dei contributi previdenziali Inps.
La domanda per aderire alla rottamazione quinquies potrà essere presentata entro il 30 aprile 2026 nella modalità telematica che sarà messa a disposizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dall’entrata in vigore della manovra (a partire dal 21 gennaio 2026, se non saranno previsti ritardi).
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Quali sono i carichi che si possono rottamare?
Non tutti i debiti derivanti da cartelle esattoriali potranno essere ammessi alla definizione agevolata 2026. Sarà possibile stralciare dalle cartelle le sanzioni e gli interessi solo per i debiti affidati all’agente di riscossione tra l’inizio del 2000 e la fine del 2023 che rientrano nell’ambito della rottamazione quinquies (ovvero tasse non pagate derivanti dalle dichiarazioni presentate e contributi previdenziali omessi).
Potranno essere oggetto di rottamazione anche i debiti contenuti in cartelle esattoriali non ancora notificate e quelli già interessati da provvedimento di rateizzazione o sospensione. Rientrano, poi, anche i debiti oggetto di una precedente rottamazione decaduta a seguito di mancato, tardivo o insufficiente pagamento delle rate, a patto che rientrino nell’ambito della rottamazione quinquies.
Gli esclusi dalla rottamazione quinquies
Per quanto riguarda i debiti oggetto di precedente rottamazione, è necessario fare una doverosa precisazione. Chi ha aderito alla rottamazione quater incontra dei limiti per le stesse cartelle; queste, infatti, potranno essere oggetto di nuova sanatoria solo se la definizione agevolata è decaduta entro il 30 settembre 2025.
Per le cartelle esattoriali per le quali si era in regola con i pagamenti alla data del 30 settembre, non c’è possibilità di adesione alla rottamazione quinquies, se la decadenza si è verificata successivamente a questa data. Per chi ha aderito alla rottamazione quater e ha pagato la rata del 30 settembre 2025 non c’è possibilità di accesso alla nuova sanatoria.
Non può accedere alla rottamazione quinquies chi non è decaduto dalla quater entro la fine di settembre per i debiti per i quali ha presentato istanza di ammissione:
- entro il 30 giugno 2023;
- entro il 30 settembre 2023 (scadenza per i territori alluvionati);
- entro il 30 aprile 2025 (i riammessi dopo decadenza).
Rottamazione quinquies anche per tributi locali?
La rottamazione quinquies, così come prevede la Legge di Bilancio 2026, non è applicabile automaticamente anche ai debiti derivanti da tributi locali perché in questo caso sono i singoli enti a scegliere se un debito rientra o meno nella sanatoria.
Per quel che riguarda Imu, Tari, bollo auto, sanzioni amministrative, multe e rette scolastiche, quindi, è il singolo Comune a decidere se prevedere o meno una definizione agevolata a parte e completamente slegata dalla rottamazione quinquies.
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