Sondaggi politici: vola la Lega, male 5 Stelle e PD. Il 63% non vuole Salvini a processo

Sondaggio politico di SWG con un boom della Lega mentre calano Movimento 5 Stelle e PD. La maggioranza degli intervistati non vuole il processo a Salvini.

Sondaggi politici: vola la Lega, male 5 Stelle e PD. Il 63% non vuole Salvini a processo

La richiesta di processo per i fatti della Diciotti, paradossalmente, irrobustisce Matteo Salvini che vede gli italiani schierati dalla sua parte e fa volare la Lega, mentre nell’altra sponda del governo continua il periodo di crisi per il Movimento 5 Stelle.

Il consueto sondaggio politico realizzato dall’istituto SWG per il TG La7 fa sorridere al carroccio, sempre più primo partito del paese, mentre tra le fila delle opposizioni viene dato in calo il Partito Democratico a differenza di Forza Italia che sarebbe in ripresa.

Sondaggi: gli italiani non vogliono Salvini a processo

Fin dai tempi d’oro di Silvio Berlusconi, le vicende giudiziarie spesso hanno rafforzato i leader di centrodestra. Ora che Matteo Salvini rischia il processo per sequestro di persona per i fatti della Diciotti, gli italiani sarebbero favorevoli che il ministro non andasse a processo.

Il sondaggio di SWG a riguardo parla molto chiaro: il 63% degli intervistati ritiene che Salvini non debba essere processato, mentre soltanto il 27% la pensa in maniera diametralmente opposta.

Interessante vedere poi come anche la quasi totalità di chi, durante l’indagine, si è professato elettore del Movimento 5 Stelle, sia anch’esso contrario a mandare il ministro dell’Interno a processo.

Un fattore questo che potrebbe incidere sulla decisione dei pentastellati al Senato, quando saranno loro il vero ago della bilancia per la concessione o meno dell’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini.

Bene la Lega, crisi 5 Stelle

Guardando come l’elettorato dei 5 Stelle sia schierato con il leader del carroccio in questa vicenda, si spiegherebbe anche il sondaggio sulle intenzioni di voto sempre realizzato da SWG che vede la Lega crescere in maniera sensibile, a differenza di un Movimento sempre più in difficoltà.

Ormai sarebbero quasi dieci i punti percentuale di distacco tra i due partiti che questa domenica, in occasione delle elezioni regionali in Abruzzo, si ritroveranno uno contro l’altro in un serrato testa a testa per la conquista della poltrona di governatore.

La lotta interna delle primarie per la carica di segretario sembrerebbe fiaccare il Partito Democratico, dato ancora in calo nonostante la crisi dei 5 Stelle che in teoria dovrebbe favorire i dem nel recuperare quei voti persi alle ultime elezioni politiche.

Nel centrodestra sarebbe in ripresa Forza Italia, che spera nel ritorno in campo di Silvio Berlusconi per risalire la china dopo il ridimensionamento del 4 marzo. Dopo un periodo di crescita, farebbe registrare un calo Fratelli d’Italia, sempre comunque oltre la soglia del 4% fondamentale per eleggere propri deputati alle elezioni europee.

Tra i partiti in bilico su questa soglia di sbarramento, bene +Europa e la sinistra, con sia quel che rimane di Liberi e Uguali che Potere al Popolo dati con il segno positivo. In calo invece l’annunciato tandem tra i Verdi e Italia in Comune del sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Per tutti questi partiti sarà fondamentale alle elezioni europee unirsi sotto il tetto di un’unica lista. Carlo Calenda con Siamo Europei ha chiamato a raccolta PD, + Europa, Verdi e Italia in Comune, mentre qualcosa di simile potrebbe fare la sinistra altrimenti da soli la soglia di sbarramento non appare raggiungibile.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories