Elezioni regionali Abruzzo: candidati e sondaggi. Si vota il 10 febbraio

Dopo l’addio di D’Alfonso in Abruzzo ci saranno le elezioni regionali anticipate: ecco la data, i candidati e i sondaggi di queste elezioni regionali.

Elezioni regionali Abruzzo: candidati e sondaggi. Si vota il 10 febbraio

Saranno anticipate in Abruzzo le elezioni regionali. A decretare questo ritorno alle urne è stata la scelta di Luciano D’Alfonso, governatore in carica che però ha optato per il posto in Senato dopo essere stato eletto tra le fila del PD alle elezioni dello scorso 4 marzo.

Stabilita la data delle prossime elezioni regionali in Abruzzo, dopo il tramonto dell’ipotesi di un election day con le elezioni europee, tutte le attenzioni adesso sono rivolte ai candidati e ai sondaggi che immancabilmente andranno ad accompagnare questo voto per eleggere il prossimo governatore.

La data delle elezioni regionali in Abruzzo

Quando in seguito all’esito delle recenti elezioni politiche Luciano D’Alfonso era risultato tra gli eletti al Senato del Partito Democratico, subito era apparso lampante il conflitto con la sua carica di governatore dell’Abruzzo.

Dopo alcuni mesi, a inizio agosto la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato ha dichiarato incompatibili le due cariche, con D’Alfonso intervistato dal quotidiano La Repubblica che ha annunciato la decisione di mantenere l’incarico a Roma.

Quello che ormai è l’ex governatore dell’Abruzzo ha dichiarato che la scelta l’aveva presa già a marzo, rivelando che a questo punto le necessarie nuove elezioni regionali si terranno a novembre o a dicembre.

Molti partiti tra cui la Lega spingeva per tornare subito alle urne, ma alla fine il presidente vicario della Regione Abruzzo Giovanni Lolli ha fissato al 10 febbraio 2019 la data delle elezioni regionali.

Un emendamento del governo nella legge di Bilancio prevedeva invece uno slittamento al 26 maggio, data delle elezioni europee, creando così una sorta di election day unendo anche le regionali e il primo turno delle amministrative. Alla fine però il governo è tornato subito sui suoi passi: in Abruzzo quindi si voterà il 10 febbraio.

Il sistema elettorale

Ricordiamo che quello abruzzese è un sistema elettorale proporzionale, con soglia di sbarramento al 4% per le liste non coalizzate e del 2% per quelle invece inserite all’interno di una coalizione.

Non è previsto il ballottaggio e alle prossime elezioni regionali verrà eletto chi, tra i candidati, riuscirà a prendere anche un solo voto in più degli altri. In base al numero dei voti ottenuti, al governatore eletto verranno attribuiti tra il 60% e il 65% del numero dei seggi.

In extremis si era vagliata la possibilità di modificare la legge elettorale, con la soglia di sbarramento che diventerebbe dell’8% per le liste non coalizzate e del 3% per quelle presenti nelle coalizioni.

La proposta che era stata presentata alla fine però è stata ritirata, visto il forte ostruzionismo di Movimento 5 Stelle e della sinistra che hanno presentato centinaia di emendamenti.

I candidati

Aspettando di capire se ci sarà uno slittamento della data del voto, al momento sono quattro i candidati ufficiali in corsa alle elezioni regionali che si terranno in Abruzzo.

  • Fabrizio Di Stefano - Liste civiche
  • Giovanni Legnini - Centrosinistra
  • Sara Marcozzi - Movimento 5 Stelle
  • Marco Marsilio - Centrodestra

Alle ultime elezioni regionali Luciano D’Alfonso era riuscito a riportare il centrosinistra alla guida della Regione, stracciando con il 46,26% dei voti il governatore uscente di centrodestra Giovanni Chiodi che si è fermato al 29,26%, mentre il Movimento 5 Stelle ottenne il 21,41% con Sara Marcozzi come candidata.

Alle politiche del 4 marzo invece la situazione si è completamente rovesciata, con il Movimento 5 Stelle che in Abruzzo ha preso il 39,85%. A seguire poi il centrodestra con il 35,53% e poi molto più staccato il centrosinistra con il 17,6%.

Quanto ai candidati nel centrodestra inizialmente si parlava di una clamorosa scissione, con il coordinatore regionale e deputato della Lega Giuseppe Bellachioma che aveva annunciato la corsa in solitario del carroccio alle elezioni.

La recente cena ad Arcore tra Salvini, Berlusconi e la Meloni, sembrerebbe però aver riportato la serenità nella coalizione: il centrodestra quindi dovrebbe essere unito, compreso l’UdC, ma ora si dovrà individuare il candidato.

Alla luce dell’accordo di Palazzo Grazioli, è stata Fratelli d’Italia a scegliere il candidato: dopo una lunga trattativa sul nome, alla fine la scelta è ricaduta sul senatore Marco Marsilio.

L’ex deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano ha però annunciato la sua candidatura sostenuta dalle liste Civiche per l’Abruzzo, Azione Politica e Avanti Abruzzo. Una scelta questa che ha aumentato il sostanziale caos che sembrerebbe regnare nel centrodestra abruzzese.

Ha fatto la propria scelta invece il Movimento 5 Stelle, con i pentastellati che hanno individuato il candidato tramite le consuete regionarie: con 1.032 voti è stata designata l’attuale consigliere regionale Sara Marcozzi, già aspirante governatrice nel 2014.

Nel centrosinistra, dopo un lungo corteggiamento, è arrivata la disponibilità a candidarsi da parte del vice presidente uscente del CSM Giovanni Legnini: un profilo questo che potrebbe mettere d’accordo l’intera coalizione, a breve ci sarà la risposta definitiva.

I sondaggi

Adesso che dopo la data sono stati ufficializzati anche tutti i principali candidati, il quadro politico in Abruzzo per queste elezioni regionali parrebbe essere abbastanza chiaro.

Dal 20 al 22 novembre l’istituto Quorum ha realizzato per Il Messaggero un sondaggio in merito alle elezioni regionali in Abruzzo. Quello che emergerebbe sarebbe un sostanziale testa a testa tra centrodestra e Movimento 5 Stelle, con il centrosinistra più staccato.

  • Centrodestra 34,5% - 40,5%
  • Movimento 5 Stelle 32,5% - 38,5%
  • Centrosinistra 20,0% - 26,0%
  • Altri 2,5% - 4,5%

Un altro sondaggio in ordine di tempo è stato realizzato dall’istituto Tecné a fine settembre e commissionato da Forza Italia. Il gran balzo della Lega porterebbe il centrodestra davanti al Movimento 5 Stelle.

  • Movimento 5 Stelle - 38,8%
  • Lega - 23,6%
  • Forza Italia - 13,4%
  • Partito Democratico - 12,4%
  • Fratelli d’Italia - 4,6%
  • Liberi e Uguali - 2,4%
  • Altri - 4,8%

Un primo sondaggio realizzato da CRM Solutions e pubblicato in data 20 luglio in merito alle elezioni regionali, faceva intendere che in caso di spaccatura nel centrodestra il Movimento 5 Stelle avrebbe la strada spianata per il successo.

  • Movimento 5 Stelle - 38,1%
  • Partito Democratico - 21,2%
  • Lega - 20,8%
  • Liste civiche centrodestra - 7,3%
  • Forza Italia - 5,7%
  • Fratelli d’Italia - 2,7%
  • Liberi e Uguali - 1,9%
  • Più Europa - 1,1%
  • Civica Popolare - 0,7%
  • Unione di Centro - 0,5%

    Unito il centrodestra quindi darebbe vita con il Movimento 5 Stelle a una sfida serratissima all’ultimo voto, dove la differenza potrebbero farla le liste civiche. Anche con una coalizione ampia di centrosinistra, sembrerebbe fuori dai giochi invece il Partito Democratico.

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