Elezioni regionali Abruzzo, quando si vota? Data e sondaggi dopo l’addio di D’Alfonso

L’ormai ex governatore dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso ha optato per il seggio in Senato: ci saranno nuove elezioni regionali ma c’è incertezza sulla data.

Elezioni regionali Abruzzo, quando si vota? Data e sondaggi dopo l'addio di D'Alfonso

Ci saranno con ogni probabilità in anticipo in Abruzzo le elezioni regionali. A decretare questo ritorno alle urne è stata la scelta di Luciano D’Alfonso, governatore in carica che però ha optato per il posto in Senato dopo essere stato eletto tra le fila del PD alle elezioni dello scorso 4 marzo.

Si inizia già a parlare quindi non solo della data delle prossime elezioni regionali in Abruzzo, ma anche degli scenari politici e dei sondaggi che immancabilmente andranno ad accompagnare questo voto per eleggere il prossimo governatore.

La data delle elezioni regionali in Abruzzo

Quando in seguito all’esito delle recenti elezioni politiche Luciano D’Alfonso era risultato tra gli eletti al Senato tra le fila del Partito Democratico, subito era apparso lampante il conflitto con la sua carica di governatore dell’Abruzzo.

Dopo alcuni mesi, a inizio agosto la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato ha dichiarato incompatibili le due cariche, con D’Alfonso intervistato dal quotidiano La Repubblica che ha annunciato la decisione di mantenere l’incarico a Roma.

Quello che ormai può essere considerato l’ex governatore dell’Abruzzo ha dichiarato che la scelta l’aveva presa già a marzo, rivelando che a questo punto le necessarie nuove elezioni regionali si terranno a novembre o a dicembre.

Non è detto però che alla fine possano allungarsi i tempi, anche per permettere ai partiti di organizzarsi, con il voto che così potrebbe slittare a febbraio 2019 o agganciarsi alle elezioni europee in programma a maggio.

Il sistema elettorale

Ricordiamo che quello abruzzese è un sistema elettorale proporzionale, con soglia di sbarramento al 4% per le liste non coalizzate e del 2% per quelle invece inserite all’interno di una coalizione.

Non è previsto il ballottaggio e alle prossime elezioni regionali verrà eletto chi, tra i candidati, riuscirà a prendere anche un solo voto in più degli altri. In base al numero dei voti ottenuti, al governatore eletto verranno attribuiti tra il 60% e il 65% del numero dei seggi.

In extremis si era vagliata la possibilità di modificare la legge elettorale, con la soglia di sbarramento che diventerebbe dell’8% per le liste non coalizzate e del 3% per quelle presenti nelle coalizioni.

La proposta che era stata presentata alla fine però è stata ritirata, visto il forte ostruzionismo di Movimento 5 Stelle e della sinistra che hanno presentato centinaia di emendamenti.

I candidati e i sondaggi

Anche se l’addio di D’Alfonso può essere considerato un passo indietro annunciato, ancora come abbiamo visto c’è incertezza su quella che sarà la data di queste elezioni regionali anticipate.

Paradossalmente se dovesse esserci un accorpamento con le europee, si arriverebbe in pratica alla scadenza naturale di questa legislatura visto che in Abruzzo in precedenza si era votato nel 2014.

Nell’occasione era stato proprio Luciano D’Alfonso a riportare il centrosinistra alla guida della Regione, stracciando con il 46,26% dei voti il governatore uscente di centrodestra Giovanni Chiodi che si è fermato al 29,26%, mentre il Movimento 5 Stelle ottenne il 21,41% con Sara Marcozzi come candidata.

Alle politiche del 4 marzo invece la situazione si è completamente rovesciata, con il Movimento 5 Stelle che in Abruzzo ha preso il 39,85%. A seguire poi il centrodestra con il 35,53% e poi molto più staccato il centrosinistra con il 17,6%.

Quanto ai candidati nel centrodestra dovrebbe esserci una clamorosa scissione, con il coordinatore regionale e deputato della Lega Giuseppe Bellachioma che ha annunciato la corsa in solitario del carroccio alle elezioni.

Difficile comunque che possa esserci una alleanza con il Movimento 5 Stelle, almeno prima del voto, mente il centrosinistra potrebbe proporre come candidato il vice presidente uscente del CSM Massimo Legnini.

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