Calenda: “Siamo Europei anche oltre il 30% alle europee”. I sondaggi però sono in salita

Intervistato dal Corriere della Sera, Carlo Calenda torna a parlare della lista Siamo Europei che, alle elezioni europee, potrebbe aggregare Partito Democratico, +Europa e Italia in Comune.

Calenda: “Siamo Europei anche oltre il 30% alle europee”. I sondaggi però sono in salita

Mentre nel Partito Democratico si accende la corsa alle primarie, Carlo Calenda continua a portare avanti il progetto della lista Siamo Europei che, alle elezioni europee di fine maggio, dovrebbe nelle intenzioni dell’ex ministro aggregare oltre ai dem anche + Europa e Italia in Comune, il movimento guidato dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Intervistato dal Corriere della Sera, Calenda si è spinto fino a ipotizzare come Siamo Europa “può prendere più del 30%”, ma i sondaggi a riguardo al momento ci dicono ben altro anche se la crisi del Movimento 5 Stelle può dare ampi margini di miglioramento al centrosinistra.

Calenda insiste per Siamo Europei

L’idea è ben nota da tempo: in vista delle elezioni europee il Partito Democratico deve lavorare in favore di una lista unitaria, Siamo Europei, che al suo interno coinvolga anche + Europa e Italia in Comune.

Il nostro lavoro con Siamo Europei - ha commentato Calenda - è costruire una mobilitazione popolare a favore di un’Europa nuova, più giusta e più forte parlando con i cittadini al di là delle appartenenze di partito”.

In merito al Partito Democratico il ministro ha aggiunto che ormai non basta più, visto che “al di là dei training autogeni che si possono fare durante le assemblee, il Pd ha un gigantesco problema di credibilità nel Paese; quindi o si mette a disposizione di un progetto più ampio e convincente o rischia davvero di estinguersi”.

Per Calenda quindi per i dem non ci sarebbe un’alternativa credibile alla sua lista, forte anche del consenso (chi più e chi meno) dei tre principali candidati alle primarie per la segreteria: Zingaretti, Martina e Giacchetti.

I sondaggi per Siamo Europei

Lo scorso 28 gennaio un sondaggio dell’istituto SWG, per conto del Tg La7 di Enrico Mentana, ha provato a ipotizzare il peso politico della lista Siamo Europei alle prossime elezioni europee, attestandola tra il 20% e il 24%.

Con il PD che nell’indagine viene dato al 17,2%, + Europa al 2,9% e Verdi-Italia in Comune all’1,2%, la somma algebrica sarebbe del 21,3% per questo listone a cui però si potrebbero aggiungere altri movimenti civici.

Sempre nella sua chiacchierata con il Corriere, Calenda però ha ipotizzato per Siamo Europei un possibile risultato anche oltre il 30% per la lista. Come si può vedere al momento però la mission sarebbe ardua anche se non impossibile.

In pratica questo nuovo centrosinistra dovrebbe riprendersi “tutt’ chell che è ‘o nuost” prendendo in prestito una celebre frase della serie Gomorra. Basti pensare che nel 2014 il PD, spinto da Renzi, da solo prese il 40% alle europee.

Consensi questi che ora si sarebbero però più che dimezzati per i dem: oltre a molti che hanno optato per l’astensionismo, alle ultime politiche c’è stato un travaso di voti dal Partito Democratico verso il Movimento 5 Stelle.

I pentastellati adesso però vengono dati anche loro in difficoltà dai sondaggi. Una parte di consenso sarebbe ora appannaggio della Lega, ma anche il centrosinistra potrebbe approfittare di questa crisi per recuperare terreno.

In quest’ottica quindi l’uscita di Carlo Calenda può essere considerata non irreale: di fronte a una proposta politica credibile e unitaria, l’asticella del 30% non sarebbe impossibile per Siamo Europei.

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